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Giustizia: Anm, ‘nessun investimento in manovra malgrado promesse Nordio’

Documento approvato dal Cdc, ‘Ministro e governo rispettino le responsabilità assunte’ “Il disegno di legge di bilancio per l’anno 2024...

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Documento approvato dal Cdc, ‘Ministro e governo rispettino le responsabilità assunte’

“Il disegno di legge di bilancio per l’anno 2024 non prevede investimenti futuri per l’amministrazione della giustizia, con la sola eccezione delle provvidenze spettanti ai magistrati onorari a seguito delle pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Vengono così smentite le rassicurazioni del ministro circa la destinazione di adeguate risorse alla giustizia”. E’ quanto denuncia l’Associazione nazionale magistrati in un documento, approvato dal comitato direttivo centrale, in cui si invitano il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il governo “al rispetto delle responsabilità assunte in materia di investimenti per gli uffici giudiziari, garantendo la digitalizzazione di tutti gli uffici giudiziari secondo tempi e modi che consentano adeguata formazione agli operatori, ampliando le dotazioni organiche del personale amministrativo e stabilizzando la funzione degli addetti all’Ufficio per il processo”.

“È dovere dell’Anm ricordare al ministro e ai cittadini che l’amministrazione della giustizia, che si vuole sempre più celere ed informatizzata, costituisce un settore fondamentale per la crescita del Paese e per il funzionamento dello Stato, e necessita perciò di robuste e costanti risorse, che si rendono tanto più necessarie quanto più si persegue l’obiettivo di rendere un servizio alla collettività e di raggiungere i risultati previsti dal Pnrr. Tale necessità tuttavia non sembra essere compresa”, si legge nel documento, in cui si ricorda che “i magistrati sono abituati da tempo a sopperire a inefficienze che non dipendono da loro (scarsità di cancellieri; edilizia giudiziaria inadeguata; applicativi informatici malfunzionanti; lungaggini nell’assistenza tecnica) ma non possono sostituirsi al Ministro, unico soggetto cui l’art. 110 della Costituzione attribuisce la competenza sull’organizzazione e sul funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”.

L’Anm sottolinea che “sono rimasti allo stato inascoltati gli argomenti con cui il cdc ha chiesto la stabilizzazione della figura degli addetti all’ufficio per il processo” e che “il passaggio al processo penale telematico avviene in questi giorni con modalità talmente frettolose da apparire un mero manifesto, più che un risultato duraturo, e certamente alla data del 1° gennaio 2024, a partire dalla quale i nuovi procedimenti penali nella fase delle indagini preliminari dovranno essere gestiti in modalità digitale attraverso il nuovo applicativo “App” per il processo penale telematico, assisteremo ancora ai numerosi problemi che già oggi vengono segnalati da quanti stanno sperimentando App negli uffici individuati quali uffici-pilota”.

La magistratura, conclude il documento, “opera al servizio del Paese ed è consapevole che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni si conquista e si conserva garantendo loro un sistema giudiziario adeguato, che possa soddisfare la domanda di giustizia civile, penale e del lavoro. Per tale ragione avverte il pericolo che la mancanza di risorse vanifichi tutti i suoi quotidiani sforzi, e denuncia il rischio che tutte le inefficienze che dipenderanno da tale mancanza vengano additate come frutto della sua negligenza”.

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