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Manifesting, la pratica per ottenere ciò che desideri diffusa su Tik Tok

Il fenomeno del manifesting dilaga sempre più su Tik Tok con oltre tre miliardi di 3 miliardi di hashtag sull’argomento....

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Il fenomeno del manifesting dilaga sempre più su Tik Tok con oltre tre miliardi di 3 miliardi di hashtag sull’argomento.

È diffuso soprattutto tra i teenagers e giovani donne che valorizzano il vecchio motto “Volere è potere”. Può essere definito semplicemente una forma di meditazione attraverso la quale è possibile concretizzare i propri desideri. Ne parla anche il magazine newyorkese “The Cut” che lo considera una fusione tra pensiero new age, meditazione, jounaling, ossia l’abitudine a tenere un diario sul quale dare libero sfogo ai propri pensieri ed emozioni, la strategia del “delusional era” che consiste nell’eliminare tutti i pensieri negativi.

Sono queste tutte tendenze che sono nate subito dopo la pandemia che testimoniano che molti sono i disagi psicologici che le nuove generazioni stanno vivendo. Ma questa fame di meditazione alternativa che cela il bisogno di ritrovare l’agognata felicità e serenità ha contagiato anche gli adulti e persino i nonni delle tiktoker, dei Millennials e dei Boomer che però meditano ancora soprattutto dal vivo.

Lo dimostra l’evento sold out di spiritualità collettiva svolto le scorse settimane al vecchio Palalido di Milano. Per questo evento infatti si sono riunite circa 5mila persone. All’interno di esso si è esibito Sadhguru, il guru indiano induista principe della meditazione e dello yoga i cui account sono seguiti da milioni di persone e con alle spalle diversi best sellers. 

Che cos’è il manifesting

Attraverso il processo del manifesting nella nostra mente possiamo creare ciò che vogliamo e desideriamo davvero. Questo perché i pensieri hanno un grande ruolo e potere nella nostra esistenza. Inevitabilmente influenzano le nostre azioni e se partiamo da essi e li sfruttiamo a dovere è possibile realizzare i nostri sogni.  

Importante per il manifesting è coltivare nella propria mente pensieri positivi perché sono questi che ci conducono verso il miglioramento e l’evoluzione. Al contrario i pensieri positivi ci trasmettono ansie e preoccupazioni che destabilizzandosi spesso e volentieri tendono a bloccare le nostre azioni rivolte al miglioramento. La pratica del manifesting si basa proprio sull’allenamento del pensiero positivo attraverso tecniche di concentrazione e meditazione che consentono di acquisire più consapevolezza su ciò che si è e ciò che si vuole nella propria vita.

Questa pratica ha origini antiche come lo dimostrano alcuni testo sacri antichi come il Dhammapada dove è il Buddha stesso a raccontarla. Comprende un lavoro accurato sulla visualizzazione dei pensieri positivi in modo da immedesimarsi a pieno in essi e poter scacciare tutte le negatività. Richiede autocontrollo, pazienza, calma e capacità di focalizzarci a pieno nella “dimensione del qui e ora”.

Dalla teoria alla pratica

Scopriamo insieme i punti cardine del manifesting:

1. consapevolezza dei propri pensieri: i pensieri sono potenti, forti, efficaci. Il primo passo è quello di riconoscere i pensieri positivi da quelli negativi. Una volta riconosciuti vanno coltivati perché secondo  la pratica del manifesting solo inviando pensieri buoni all’universo, si riceve in cambio altrettanta positività;

2. concretezza: una volta che si focalizzano i propri obiettivi e desideri non bisogna aspettare che le cose che desideriamo ci piovano sulla testa. Bisogna attivarsi per realizzarle con azioni concrete ogni giorno;

3. liberarsi dal pensiero negativo: cercare di non cadere nella trappola della negatività che blocca tutte le buone intenzioni trasmettendo ansia e sfiducia;

4. essere specifici nel proprio sogno/obiettivo: nella definizione del proprio obiettivo – desiderio bisogna essere chiari, precisi e cercare di non accontentarsi;

5. non lasciarsi dominare dall’ansia: nel coltivare i propri desideri non bisogna mai lasciarsi demoralizzare. Basta essere pazienti e aspettare non smettendo mai di avere fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità

6. restare nella dimensione del “qui e ora”: importante è restare sempre ancorati al presente senza lasciarsi intimorire dal futuro o rimuginare sugli errori del passato.

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