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Nativi digitali, come apprendono e quale legame con la dislessia

I nativi digitali apprendono nella stessa modalità dei dislessici. È ciò che emerso all’interno di un convegno intitolato “Come prevenire...

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I nativi digitali apprendono nella stessa modalità dei dislessici.

È ciò che emerso all’interno di un convegno intitolato “Come prevenire le difficoltà di apprendimento degli alunni con Dsa e non, valorizzando attitudini e talenti“, organizzato dall’associazione Il Labirinto Progetti Dislessia Onlus nell’ambito della XII edizione di EXPO Training 2023.

In questo contesto è emerso che i nativi digitali hanno un sistema nervoso e una diversa visione della vita rispetto alle generazioni precedenti. Il loro modo di apprendere è notevolmente cambiato. In questo processo fanno riferimento all’esperienza esplorando e imparando dagli errori. Di conseguenza le impostazioni dell’apprendimento scolastico devono inevitabilmente subire dei cambiamenti per adeguarsi al meglio ai nuovi bisogni e alle esigenze educative.

È necessario quindi adottare pratiche didattiche che abbiano coerenza con i nuovi modelli di società digitale. Tra i casi esemplari durante il convegno si è fatto riferimento ad un laboratorio pilota sperimentato in una scuola d’infanzia di Milano ideato da Angela Zerbino, logopedista relazionale dell’età evolutiva. Il suddetto laboratorio si basa sul modello del gioco-guidato per la costruzione e il potenziamento dei prerequisiti cognitivi e strumentali degli apprendimenti della letto-scrittura.

Dislessia e apprendimento digitale, quale legame

Mai come oggi la dislessia diventa una forma di neurodiversità che ci consente di comprendere lo sviluppo cognitivo dei nativi digitali. Questo perché gli strumenti digitali odierno consentono un’appropriazione dell’informazione visuo-spaziale, molto simile a quella che caratterizza il pensiero dislessico. È necessario quindi nutrire una visione positiva della dislessia come modo di apprendere che permette di valorizzare le differenze.  

I dati raccolti per il convegno parlano chiaro: circa il 5% degli studenti in Italia mostra difficoltà nella lettura. Si sente sempre più l0esisgeza di adottare un nuovo approccio educativo capace di valorizzare le differenze perché la scuola del futuro deve essere il più possibile flessibile inclusiva.

Le caratteristiche dell’apprendimento dei nativi digitali

L’apprendimento dei nativi digitali si basa principalmente su tre caratteristiche:

–      essere multitasking: la capacità di eseguire diversi compiti e azioni contemporaneamente. Molti e diffusi sono i casi di bambini che riescono a studiare ascoltando musica o con la tv accesa. Il rischio però di questa capacità è la cosiddetta “amnesia digitale” che consiste nel non percepire esattamente il messaggio che una persona o un testo ci sta trasmettendo mentre siamo impegnati ad eseguire in contemporanea un’ altra azione:

–      il learning by doing: letteralmente significa “imparare facendo” e che vede l’impiego di lavagne interattive multimediali che hanno rivoluzionato il modo di eseguire le lezioni frontali. L’insegnante mentre spiega mostra agli alunni, foto e video. Ciò consente agli alunni stessi di costruire con dei materiali quello che hanno visto e appreso. In questa modalità di apprendimento l’alunno si sente partecipe mentre apprende. Il suo è un apprendimento non passivo che contribuisce a far rimanere impressi i concetti e gli insegnamenti stessi;

–      sviluppo del pensiero ipertestuale e puntiforme: il pensiero dei nativi digitali non più lineare e sequenziale, dove A è la causa e B la conseguenza. Oggi i giovani apprendono facendo riferimento a collegamenti ipertestuali resi facilitati dall’utilizzo delle tecnologie che li rendono possibili in un solo click.

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