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Come nascono le storie che popolano il mondo dei libri. Intervista a Carlotta Sanzogni

Il mondo dei libri si basa su storie che nascono in posti impensabili che diventano inaspettatamente fonte di ispirazione. Attorno...

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Il mondo dei libri si basa su storie che nascono in posti impensabili che diventano inaspettatamente fonte di ispirazione.

Attorno alla scrittura di un libro infatti vi è un mondo tutto da esplorare e che merita di essere raccontato.  Un libro è depositario di storie di vita pura nelle quali ognuno di noi può rintracciare inevitabilmente parti del proprio essere per acquisire un nuovo modo di abitare il mondo interiore e, anche e soprattutto, quello che ci circonda.

Spesso ci si chiede come nasce la passione per la scrittura e dove nascono le storie delle quali ci innamoriamo e che lasciano un segno indelebile nel cuore e nella mente. A queste domande è in grado di farci chiarezza il libro “Dove si scrive, come si scrive” curato da Carlotta Sanzogni con le foto di Pietro Baroni, edito da Rizzoli che raccoglie testimonianze sotto forma di storie di come nasce l’ispirazione per scrivere e, dove fisicamente o metaforicamente parlando, avviene questo atto creativo.

Un libro che sarà molto apprezzato da chi ama il mondo dei libri ed è curioso di scoprire tante dinamiche riguardanti la nascita delle storie più appassionanti. Il libro unisce le foto d’autore di Pietro Baroni alle storie di autori amati dal grande pubblico che aprono le loro case e i loro taccuini.

In questa intervista Carlotta Sanzogni, Digital Advisor e Social Media & PR di Libraccio, ci racconta come è nata l’dea di questo progetto creativo e di come è nata la sua passione smisurata per il mondo delle storie.

Com’è nata l’idea di curare questo libro sul mondo della scrittura, in particolare su dove e come nascono le storie degli scrittori?

Il progetto è nato dall’incontro tra me e Pietro Baroni, fotografo bravissimo. Io da lettrice accanita ho sempre desiderato scoprire qualcosa di più su chi scrive e da professionista del settore editoriale avevo un po’ il pallino di vedere ritratti autori e autrici in maniera diversa, forse più sincera di quanto non accadesse sulle alette dei volumi disponibili in libreria.

Questa mi è sembrata un’occasione perfetta: Pietro per quanto lo conoscevo è capace di tirare fuori tanta verità dai soggetti dei suoi ritratti. Dopo qualche settimana ne abbiamo parlato informalmente con Paola Beretta, editor Rizzoli, che ha sposato il nostro progetto, prima solo fotografico, e ha reso concreta la possibilità che questo diventasse un libro.

Su quale criterio hai basato la scelta delle testimonianze dei scrittori contenuti nel libro? 

Fin dal primo momento sono stata spinta dal desiderio che ci fossero tanti nomi affermati quanti autori più di nicchia (o anche di culto), di modo che chi si approccia alla raccolta possa sia incontrare i suoi scrittori preferiti ma anche scoprire nuove penne interessanti.

Com’è nata la collaborazione per questo libro con il fotografo Pietro Baroni? 

Ci siamo conosciuti tramite amici comuni e un giorno Pietro, persona curiosa e decisamente propositiva, impegnata su mille fronti diversi, mi ha chiesto “perché non facciamo qualcosa insieme?”. 

C’è una testimonianza del tuo libro che ti ha particolarmente colpita e perché? 

Sono particolarmente affezionata alle foto di Gianni Solla, scattate in pochi minuti su una banchina della stazione di Roma Termini, prima che lui risalisse (al volo) sul treno che lo riportava a Napoli. Immagini che riflettono perfettamente le abitudini dell’autore, che ci ha raccontato di scrivere molto spesso mentre è in viaggio.

Parliamo di te, come e quando è nata la tua passione per i libri?

La mia passione per i libri mi accompagna fin dall’infanzia e ho avuto la grande fortuna di crescere in un ambiente in cui i libri erano sempre presenti. Ho imparato a leggere molto presto insieme ai miei genitori e poi ho sempre continuato anche perché in casa mia i libri non erano soggetti a censure e potermi sentire padrona delle mie scelte di lettura e dei miei gusti mi faceva sentire in qualche modo adulta anche quando non lo ero per niente.

Riguardo l’atto di scrivere di cui parlano alcuni degli autori del tuo libro preferisci farlo al pc o a mano? 

Prendo appunti a mano o sulle note del telefono, dipende che cosa ho a disposizione sul momento e poi completo la stesura al pc, sarà l’età che avanza ma ho da poco scoperto il valore di un buon monitor posizionato all’altezza giusta.

Il libro che ti porti nel cuore… 

Domanda difficilissima per una lettrice accanita come me. Forse “I beati anni del castigo” di Fleur Jaeggy, che riassume in maniera chirurgica come vorrei essere capace di scrivere.

Siamo nel periodo natalizio regalare un libro che valore ha? 

Siamo esposti abituati a una narrazione del Natale sempre positiva e festosa ma non per tutti è così, anzi. Molto spesso il periodo delle feste si rivela molto stressante e faticoso, carico di aspettative e di un senso di inadeguatezza davanti all’idea che la famiglia sia sempre un rifugio sicuro. In questo senso un libro può essere un’occasione preziosa per offrire all’altro l’opportunità di conoscerci meglio ma anche un modo per evadere da una realtà faticosa o per acquisire nuovi strumenti per affrontarla e cambiarla. Io personalmente lo trovo uno dei regali più belli e capaci di trasmettere quel famoso “pensiero” che in fondo è la cosa che conta

Come avvicinare le nuove generazioni al mondo dei libri?

Io credo che avvicinare chiunque alla lettura sia una sfida, una sfida che spesso non vedo accettata da chi lavora nel mondo dell’editoria e si ostina a fare libri e redigere piani di comunicazione che hanno come unico target chi legge già. In Italia il 39% delle persone legge almeno un libro oltre a quelli imposti dal proprio ciclo scolastico. Ebbene, a me interessa il 61% che ritiene di avere di meglio da fare. Da sempre mi interrogo su come convincere chi ancora non legge ad avvicinarsi al magico mondo dei libri. Nel tempo ho notato intorno a me tantissimi bookclub, nessuno dei quali però si rivolgeva a qualcuno che ancora non leggesse. Quando ho deciso di provare a fondarne uno io, mi sono chiesta quali fossero le principali barriere all’ingresso del mondo dei lettori ed è subito stato evidente che la mole di un volume, ovvero il suo numero di pagine, molto spesso contribuisce a renderlo respingente. Da qui l’idea del BookClub ZeroSbatti, un divertimento e non un impegno che si può seguire facilmente anche nel mondo di oggi dove abbiamo tantissimi stimoli e pochissimo tempo.

A chi consigli la lettura di Dove si scrive, come si scrive?

Trovo che sia un libro perfetto per chi legge molto, che potrà conoscere meglio i propri idoli, ma anche per chi legge poco o fatica a trovare il tempo per dedicarsi alla lettura. La forma del racconto infatti consente di fermarsi e ricominciare affrontando quattro o cinque pagine per volta, senza perdere il filo, anche in un mondo pieno di stimoli come quello in cui viviamo oggi.

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