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Interviste: “Vivere di cultura e arte è un privilegio”.

Intervista ad Alessandra Savino, CEO di Asteria Space Sul sito dell’EU Business News è stato finalmente pubblicato l’elenco delle imprese vincitrici...

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Intervista ad Alessandra Savino, CEO di Asteria Space

Sul sito dell’EU Business News è stato finalmente pubblicato l’elenco delle imprese vincitrici agli European Enterprise Awards 2023

Nella lista delle migliori aziende dell’anno spicca il nome di una start up pugliese. Asteria Space, realtà già vincitrice del bando PIN della Regione Puglia, fondata dalla giornalista e manager culturale Alessandra Savino, ha ottenuto il titolo di “Apulian Artist Promotion & Development Enterprise of the Year”.

Una nomination a cui l’agenzia, impegnata da cinque anni nella promozione di artisti a livello internazionale, era stata candidata a novembre 2023. Solo qualche giorno fa è poi arrivata la notizia ufficiale del titolo conquistato insieme a numerose imprese provenienti dai Paesi più disparati. Giunto alla sua sesta edizione, il programma European Enterprise Awards mira, infatti, a selezionare l’eccellenza d’ Europa.

Alessandra Savino, Ceo di Asteria Space si contraddistingue per la sua passione, l’entusiasmo e l’energia contagiosa con le quali ogni giorno persegue la sua “missione” di promuovere l’immagine e la produzione artistica di scrittori, artisti visivi, musicisti, designer pugliesi nel panorama locale, nazionale e internazionale. In questo ambito persone come lei, così umane ed empatiche e che hanno davvero a cuore il talento e la cura dell’artista nel suo percorso professionale, sono poche.

Ho avuto il piacere di conoscerla di persona e di intervistarla per scoprire la storia del suo progetto creativo e di successo che mi ha incuriosita tanto.  In questa intervista Alessandra Savino ci racconta la storia, gli obiettivi e i progetti futuri di Asteria Space.

Come è nata l’idea di fondare Asteria Space?

Questo progetto è frutto di una presa di coscienza maturata nel tempo osservando ed ascoltando le esigenze di artisti emergenti. Dopo l’Università e un master in Svizzera ho iniziato a lavorare all’interno di varie realtà culturali, da teatri a biennali d’arte in cui ho avuto modo di incontrare musicisti, attori, registi, pittori e varie menti creative il cui talento era sconosciuto. Di lì, la mia deformazione professionale da giornalista mi ha portata a porre loro domande, ad interrogarli su cosa mancasse in questa società, ed in particolar modo in un territorio come la Puglia, affinché potessero vivere della loro arte. E la risposta era sempre la stessa: sentivano la necessità di qualcuno che li tutelasse, che si prendesse cura di loro e che facesse luce sulla loro produzione inedita. Tra il 2015 e il 2018 ho iniziato a distaccarmi dagli enti in cui lavoravo per provare a costruire qualcosa di nuovo. È nato tutto, come ancora oggi accade quando ho in mente un progetto, su un foglio di carta a quadretti che ancora conservo. Uno schema in cui buttavo giù un’idea ed il suo follow up. Poi è arrivato il faro che ha illuminato il mio percorso rendendo tutto possibile: la pubblicazione, da parte della Regione Puglia, del bando PIN Pugliesi Innovativi. Ho deciso di partecipare senza troppe aspettative anche se, devo essere sincera, ho creduto in quell’idea da subito e intensamente. L’esito del bando è arrivato a dicembre 2018, una settimana prima di Natale, il più bello degli ultimi 10 anni per me.

Come mai il nome Asteria dal quale si evince una certa passione e interesse nei confronti del mondo greco?

Come avviene per la scelta di ogni nome non è stato affatto facile individuare quello giusto. Anche perché quando tieni a qualcosa a cui hai dato vita nessun nome ti sembra mai adatto. Ne volevo uno che da un lato portasse la mia firma e dall’altro si identificasse con il ruolo che il progetto avrebbe avuto nel percorso di un artista. Così non ho potuto che pescare nella mitologia greca certa che quel mondo mi avrebbe suggerito la soluzione migliore. Sono sempre stata affascinata dai miti della cultura ellenica e gli studi universitari sul teatro greco hanno poi consacrato questo mio ‘amore’.   Mi era chiaro, dunque, che avrei dovuto individuare il nome di una divinità poiché la funzione degli dei nel mondo antico era proprio quella di proteggere gli ‘umani’. E la ‘creatura’ a cui stavo dando vita si prefiggeva esattamente di porre gli artisti sotto la propria ala protettiva guidandoli verso un futuro ‘luminoso’. Ho cercato e ricercato fra libri ed enciclopedie sin dall’inizio un nome che avesse anche l’iniziale del mio e ad un certo punto è spuntata Asteria. Una titana, figlia della titanide Febe e del titano Ceo. I titani sono considerate le divinità più antiche in assoluto, generati prima ancora che esistesse l’Olimpo. Asteria era, come testimonia l’etimologia del suo nome, la dea protettrice delle stelle. Questo per me era già sufficiente a considerarla perfetta per la mia scelta! Ma ciò che mi ha convinta che sarebbe stato il nome giusto per il mio progetto è la storia e l’origine di questo personaggio. Il mito narra, infatti, che per sfuggire alle avances di Zeus, trasformatosi in un’aquila per raggiungerla, Asteria assunse le sembianze di in una quaglia e si gettò nel mar Egeo dove si trasformò in un’isola. Su quest’isola Leto (sorella di Asteria) partorì Artemide e Apollo, dio non a caso delle arti. Era fatta allora: Asteria sarebbe stata la moderna paladina degli artisti pugliesi in quanto dea delle stelle. Termine, quest’ultimo, con cui in varie lingue vengono identificati proprio i grandi artisti (‘star’ in inglese o ‘étoile’ in francese).

Qual è il lavoro del manager culturale?

È una missione oltre che un lavoro che, quotidianamente, spiana la strada all’arte in tutte le sue forme guidando l’artista sia nel processo creativo che in quello di distribuzione di un’opera. Lo stesso termine ‘manager’ deriva dal verbo francese manager, ovvero dal latino ‘manu agere’ che significa ‘condurre con la mano’. Il manager culturale è colui che prende per mano un talento artistico per evitare che la ‘bellezza’ che esso è in grado di creare vada persa e far in modo che possa essere mostrata ed apprezzata da un pubblico più vasto possibile. Si tratta di una figura professionale che pianifica e coordina tutte le attività legate alla promozione di una produzione artistica dalla comunicazione all’organizzazione di eventi di presentazione. È colui o colei che conosce la ricerca e l’opera di un artista profondamente e tanto da saperla raccontare al mondo nel modo più accattivante e coinvolgente che ci sia.

Cosa significa vivere di cultura e arte a 360 gradi?

Significa confutare quell’affermazione con cui ‘qualcuno’ un po’ di anni fa ritenne che <<Con la cultura non si mangia>>. Ed agganciandomi alla domanda precedente, il ruolo di Asteria Space e di un manager culturale è proprio quello di far sì che un artista possa vivere della propria arte. Ammetto che non è assolutamente semplice e che oggi c’è ancora tanta strada da fare affichè la società consenta al mondo della cultura di vivere in modo indipendente e libero. Ma sono sempre stata convinta che piangersi addosso non cambia le cose, anzi può solo peggiorarle. Sono consapevole delle difficoltà e dei muri invalicabili esistenti, certo, ma sono altrettanto convinta che, a volte, tante piccole azioni funzionino molto di più di una sola azione plateale e ‘teatrale’. Vivere di cultura e arte è un privilegio non una sfortuna perché la visione di un artista e il contributo che esso può dare alla società non si limita all’intrattenimento. Ma è qualcosa che va ben oltre ciò che ‘qualcun altro’ non molto tempo fa ha sostenuto affermando che <<Gli artisti ci fanno tanto ridere>>. Probabilmente sanno farci sorridere o piangere, per certo sono in grado di farci provare emozioni e la storia attuale ci dimostra che, se questo mondo sembra essere sempre più povero di sentimenti, forse lo è perché all’arte non viene data abbastanza voce.

Numerosi sono i partner culturali con i quali collabora Asteria Space. Quanto è importante il lavoro di squadra in questo settore?

Questo è un aspetto fondamentale per una realtà che opera nel settore artistico e culturale. Fare rete è la linfa vitale di un progetto come Asteria Space e credo profondamente nel concetto più puro di partnership. Non si tratta semplicemente di uno scambio ma di un sostegno reciproco fondato sulla stima e la fiducia. Anche in questo caso il percorso non è lineare ma piuttosto tortuoso perché c’è la tendenza a voltarsi le spalle o a sfruttare le potenzialità altrui. Bene, quelle non sono collaborazioni sane e bisogna stare attenti a riconoscerle ma devo dire che posso ritenermi fortunata poiché, dopo cinque anni dalla fondazione di Asteria, mi ritrovo circondata da meravigliosi partner. Credono nel mio lavoro ed io credo nel loro e, come avviene in ogni relazione, dall’amore all’amicizia, questo è quello che conta. 

Nel corso di questi anni avete partecipato ad importanti festival in ambito musicale, teatrale e artistico. Un ricordo particolare che vuoi condividere con noi…

È vero Asteria Space è stata presente in contesti internazionali di grande spessore come il Womex in Portogallo, Il Primavera Pro di Barcellona o Il JazzaHead! di Brema ma se c’è un ricordo che conservo nel cuore ancora con emozione è la rassegna itinerante intitolata “Pietanze d’Arte a domicilio” che abbiamo organizzato e portato avanti durante tutta la pandemia. Portavamo a casa della gente cantautori, attori e danzatori con piccole performance affinché l’arte continuasse a vivere anche in un momento come quello. L’idea ci era stata suggerita da un progetto nazionale, all’interno del quale siamo rientrati in quel periodo, creato dall’attore Ippolito Chiarello. Lui portava sotto i balconi delle persone pièce teatrali prenotate a domicilio. Le nostre pietanze d’arte arrivavano in giardino, in cortile o su terrazzi e offrivano musica, danza e teatro per grandi e piccini. Credo sia stata l’iniziativa che meglio ha rappresentato la tenacia e il non perdersi d’animo di Asteria Space.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere la tua stessa carriera?

In primis, gli direi che se sogna il ‘posto fisso’ ha sbagliato strada. Scherzi a parte, su questo aspetto voglio essere molto sincera perché è probabilmente una delle professioni che con più difficoltà in assoluto ti consente di crearti un futuro in serenità. Intanto bisogna partire dalla consapevolezza che questo è un mestiere che richiede un alto livello di professionalità e che non può essere assolutamente improvvisato. Oggi, per fortuna, la formazione in campo di management culturale sta aumentando ma fino a qualche anno fa in Italia era del tutto assente. C’è ancora purtroppo una tendenza ad associare il mondo della cultura ad un livello ‘amatoriale’. Questo accade perché un tempo non c’erano figure professionali a guidare questo settore, bensì gente ‘appassionata’ che si cimentava nella promozione artistica. Superato questo limite, una volta acquisito il giusto bagaglio di conoscenze e studi, sento di dover dare alcuni consigli ai giovani che vogliono iniziare questo viaggio: siate curiosi e siate tenaci, prima di tutto, e poi sperimentate senza paura.

Cosa rappresenta per te essere con Asteria Space tra le vincitrici del famoso premio europeo European Enterprise Awards 2023?

Vorrei che rappresentasse, non solo per me, ma per chiunque si ritrovi a credere in un progetto, la conferma che, nonostante tutto, non arrendersi premia sempre. Posso dire con orgoglio che questo riconoscimento è arrivato in modo totalmente inaspettato, non perché io non avessi fiducia nelle potenzialità di Asteria, ma poiché non avevamo presentato una candidatura. Questo significa che l’organizzazione dell’European Enterprise Awards 2023 ci ha selezionati dopo un attendo studio condotto sulla base di dati concreti reperibili online. Ciò che mi rende maggiormente felice e soddisfatta è l’aver appreso che i principali criteri di valutazione sono stati proprio la tenacia e il costante impegno dimostrati da una start up. Ed è per me meraviglioso che questi due aspetti, che credo rappresentino Asteria, siano arrivati a colpire l’attenzione di una commissione europea. Vuol dire che abbiamo vinto per non esserci mai arresi.

Progetti futuri… qualche anticipazione

Sempre tanti, sono esattamente i nuovi progetti che rendono questo lavoro per me adrenalinico e vitale. Abbiamo annunciato già con l’inizio del nuovo anno che Asteria avrebbe inaugurato un reparto formazione rivolto ad artisti. L’obiettivo sarà quello di fornire a musicisti, danzatori, attori, gli strumenti per poter essere in parte indipendenti nella propria promozione, come ad esempio quella sui social, e, soprattutto, per potersi tutelare in modo autonomo in alcuni contesti. Inoltre, abbiamo in corso la programmazione di due rassegne multiculturali che coinvolgono artisti emergenti in due diverse città. Siamo poi in procinto di partecipare ai bandi indetti da Puglia Sounds per poter essere presenti ad un’altra fiera internazionale, probabilmente il Babel Music di Marsiglia. E, dulcis in fundo, siamo in attesa del responso dalla Regione Puglia in merito ad un grosso progetto che unisce residenze artistiche e turismo. Per ora non posso dire altro ma se l’esito dovesse essere positivo Asteria Space potrà davvero offrire finalmente ‘dimora’ ad artisti di tutto il mondo. Incrociamo le dita!

Per curiosità e informazioni ecco il sito di Asteria Space

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