Ammesse le richieste per la separazione delle carriere tra giudici e PM. Si avvicina l’appuntamento con le urne.
Si avvicina un momento cruciale per la riforma della Giustizia italiana. L’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ha formalmente dichiarato ammissibile la richiesta di referendum abrogativo. Questa richiesta riguarda la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), insieme ad altri quesiti attinenti all’ordinamento giudiziario.
L’Ufficio centrale, infatti, ha verificato la conformità a legge delle richieste. Ha accertato che siano state raggiunte le firme necessarie (in questo caso, le 500.000 richieste per legge). Inoltre, ha confermato che il quesito sia stato correttamente depositato.
Il quesito che ha ricevuto il via libera della Cassazione è uno dei più dibattuti e mira a modificare radicalmente l’assetto attuale della magistratura.
L’abrogazione parziale di norme consente il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa.
Se approvato, il referendum impedirebbe ai magistrati di cambiare ruolo (da giudice a pubblico ministero, e viceversa) durante la loro carriera. Questo attuerebbe di fatto una separazione funzionale. I sostenitori della riforma ritengono che sia fondamentale per garantire la terzietà del giudice.
La pronuncia della Cassazione è un atto di fondamentale importanza che fa avanzare il percorso referendario. Ora, il fascicolo passerà alla Corte Costituzionale. Questa è l’unica istituzione a potersi esprimere in via definitiva sull’ammissibilità dei quesiti referendari, ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione.
La Consulta valuterà se le domande di abrogazione rientrano nelle materie escluse dal referendum (come leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e indulto, o di autorizzazione a ratificare trattati internazionali). Inoltre, esaminerà se i quesiti rispettano i requisiti di omogeneità, chiarezza e univocità. Questo per fare in modo che l’elettore sia messo in condizione di esprimere un voto consapevole.
Vaglio della Corte Costituzionale: La Consulta dovrà esprimersi entro la prima metà dell’anno.
In caso di esito positivo della Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica fisserà la data del voto. Questo si terrà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.