No Tav, è stato un sabato da incubo per quanto riguarda i cantieri dell’Alta Velocità con scontri che hanno procurato diversi feriti oltre che molti disagi
E’ stato un sabato da incubo nelle zone di Salbertrand, Chiomonte e San Didero, ossia le aree dove sono in corso i lavori per quanto riguarda la No Tav. Il timore c’era sin dalla vigilia visto che si prospettavano migliaia di persone e il rischio, per quanto successo in passato, di scontri che, come sempre successo, rappresentano una minaccia per l’incolumità delle persone.
E, alla fine, così è stato. Nelle zone dei cantieri No Tav, nonostante la pioggia battente che poteva scoraggiare i manifestanti, ci sono stati scontri con la polizia provocando un bilancio molto grave oltre che diversi disagi alla mobilità. Al momento la situazione è tornata alla normalità e sono in corso le indagini per avere un quadro più chiaro e individuare i responsabili di questa ennesima violenza.
Scontri dopo la partenza del corteo da Venaus: i No Tav creano diversi disagi
Il timore di scontri, come detto in precedenza, era stato manifestato sin dalla vigilia del festival Alta Felicità di Venaus. Da qui è partito un corteo di circa 20mila persone che si è diviso in più direttrici con un obiettivo molto chiaro: raggiungere i cantieri dell’Alta Velocità ed è proprio qui che sono iniziati gli scontri con la polizia in una giornata davvero da incubo.
Una vera e propria battaglia con le forze dell’ordine. Lanciati fumogeni oggetti e anche pietre e bottiglie contro gli agenti, che nei giorni precedenti avevano provato ad evitare una situazione simile tramite il Daspo e sequestri, ma naturalmente non è stato possibile riuscire a non assistere a scene come quelle viste nei cantieri No Tav. I militari hanno reagito tramite lacrimogeni e e idrant, ma questo non è bastato.
Si è assistiti a venti minuti di disagi con un bilancio in continuo aggiornamento. Al momento non si ha un numero preciso dei fermati. C’è, invece, quello dei feriti. Ad oggi si parla di cerca 60 persone costrette alle cure mediche dopo gli scontri.
Disagi alla circolazione
Naturalmente gli scontri hanno provocato disagi alla circolazione. Le autorità locali sono stati costretti a chiudere in due tratte l’autostrada Torino-Bardonecchia. Tra Avigliana e Bussoleno e tra Susa e Olux non è stato possibile passare e per questo motivo ci sono stati dei problemi per tutti coloro che dovevano attraversare questo tratto di strada.
Le tensioni hanno provocato degli stop anche per quanto riguarda la circolazione stradale. La linea tra Bardonecchia e Salberstrand è stata sospesa completamente per la presenza dei manifestanti sul binario a Burzolo, vicino al cantiere di San Didero. Anche in questo caso ci sono stati degli scontri con una tensione che è durata circa venti minuti.
Le reazioni politiche agli scontri No Tav
Di seguito tutte le reazioni politiche dopo gli scontri No Tav.
Giorgia Meloni
“Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo“. Così sui social la premier Giorgia Meloni.
Matteo Salvini
“Inaccettabile. Ecco i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le Forze dell’Ordine e chi indossa una divisa. Piena solidarietà agli agenti“. Lo scrive il leader della Lega, Matteo Salvini, su X, a proposito degli scontri con i No Tav.
Alberto Cirio
Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio condanna gli scontri in Valle di Susa, definendoli “un assalto organizzato ai cantieri della Tav e alle forze dell’ordine”. Per Cirio la protesta è stata trasformata in un’azione di violenza e distruzione, con danni ai cittadini, alle imprese e all’immagine del Piemonte. Il governatore esprime solidarietà agli agenti impegnati nei presidi: “Hanno difeso sicurezza e legalità”.
Situazione tornata alla normalità
Dopo momenti di assoluta tensione e di paura per quanto successo nelle zone dei cantieri dell’Alta Velocità, ora la situazione è tornata assolutamente alla normalità. E’ il momento della conta dei danni con il lavoro anche di individuare i responsabili questi scontri che hanno ancora una volta provocato tanta tensione oltre che i feriti.
Un lavoro non semplice considerando che si è trattato di aggressioni organizzate e con diverse persone incappucciate. Le indagini sono in corso e si proverà nelle prossime settimane ad individuare chi ha compiuto l’assalto alle forze dell’ordine. I punti da accertare sono diversi e per questo motivo si preferisce mantenere il massimo riserbo. Una cosa è comunque certa: i controlli avvenuti nei giorni precedenti non hanno evitato questa aggressione.