Una delegazione parlamentare italiana interverrà all’università di Cambridge per parlare della storia triste del dottorando italiano, Giulio Regeni, che nel 2016 venne rapito e ucciso al Cairo mentre svolgeva ricerche sui sindacati egiziani. Una vicenda triste sulla quale pendono ancora tante ombre sulle responsabilità e sul coinvolgimento dei servizi segreti egiziani. La procura di Roma sta indagando sui servizi di sicurezza egiziani per il quale è già stato richiesto il rinvio a giudizio mentre il governo egiziano continua ad opporsi e a rifiutare l’estradizione dei quattro agenti sospettati. Erasmo Palazzotto, il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta, ha dichiarato che l’approdo a Cambridge non è dovuta al fatto che si intende indagare su Cambridge ma solo che servirà l’aiuto del prestigioso ateneo inglese per fare luce su quanto accaduto. L’università inglese si è detta ben disposta a collaborare per trovare le risposte a domande ancora inevase.
“Siamo qui perché crediamo che il loro aiuto sia necessario” ha dichiarato Palazzotto. “Da qualche mese siamo in contatto con i rappresentanti dell’ateneo” ha proseguito il presidente della Commissione Parlamentare. Nel programma della commissione c’è un colloquio con il dottor Maha Abdelrahman, che era il supervisore di Regeni. Nel febbraio 2020 il procuratore capo di Roma, Michele Prestipino, aveva bollato come un “mistero” il fatto che lo stesso dottore non avesse deciso di collaborare all’inchiesta dopo il primo contatto formale.
Coloro che sono vicini ad Abdelrahman, che ha preso un periodo di aspettativa dall’insegnamento dopo l’omicidio di Regeni, affermano che lo stesso professore è stato molto scosso dalla fine di Regeni, anche se tanti colleghi sono convinti che sia totalmente irresponsabile e che non sia coinvolto nella morte dello studente. Abdelrahman aveva incaricato Regeni di effettuare una missione molto rischiosa che lui stesso era riluttante a perseguire. Palazzotto adesso ha dichiarato di essere speranzoso nel fatto che stavolta il professore collaborerà con le autorità italiane anche se la sua riluttanza ha ostacolato le indagini.
La commissione parlamentari incontrerà nella giornata di mercoledì 29 settembre i rappresentanti del governo britannico e del Foreign Office per discutere del caso Regeni. Il coinvolgimento del governo britannico è fondamentale per avvicinarsi alla verità. “La morte di Giulio – ha dichiarato Palazzotto – ha dimostrato che il regime egiziano non risparmierà dalla violenza gli europei, ai quali riserva il trattamento brutale che i suoi cittadini subiscono ogni giorno”. Una violenza inaudita che potrebbe causare altre vittime negli anni a venire.








