
Perché Nestlé scommette 560 milioni sul pet food: l’economia degli animali domestici diventa industria
L’investimento di Nestlé a Mantova non racconta soltanto la nascita di un nuovo stabilimento. Dietro i 560 milioni destinati a Purina c’è la scelta di puntare su un mercato in crescita, sostenuto dalla trasformazione del rapporto tra famiglie e animali domestici. Il pet food diventa così un interessante osservatorio dei cambiamenti sociali, dei consumi e delle strategie delle grandi multinazionali. Quando una multinazionale decide di investire circa 560 milioni di euro in un nuovo stabilimento produttivo, la notizia merita attenzione. Ma ancora più interessante è chiedersi perché quell’investimento venga effettuato proprio in un determinato settore. È ciò che sta accadendo con Nestlé. Il gruppo svizzero ha annunciato nel luglio 2026 la realizzazione a Mantova di un nuovo hub integrato comprendente uno stabilimento Purina per la produzione di pet food umido e un polo logistico destinato a servire diversi marchi del gruppo. L’avvio dell’operatività è previsto dal 2029. A prima vista potrebbe sembrare semplicemente una grande operazione industriale. In realtà, la decisione racconta qualcosa di più importante: il mercato degli animali domestici sta assumendo dimensioni e caratteristiche tali da essere considerato dalle grandi multinazionali uno dei settori sui quali costruire la crescita futura. E il pet food ne rappresenta probabilmente la componente













