
Quando cambia il mondo cambia anche la musica?
Cinquant’anni di rock raccontano l’evoluzione della nostra società. C’è una domanda che ogni appassionato di musica, prima o poi, finisce per porsi. Perché oggi non nascono più gruppi come i Led Zeppelin, i Pink Floyd, i Queen, i Genesis o gli U2? È davvero la musica ad aver perso qualcosa oppure è il mondo ad essere profondamente cambiato? La risposta, probabilmente, è meno semplice di quanto sembri. La musica non nasce mai nel vuoto. Ogni epoca produce il proprio linguaggio, i propri simboli e perfino i propri suoni. Per questo motivo la storia del rock coincide, in larga misura, con la storia della società occidentale degli ultimi cinquant’anni. Non è soltanto un’evoluzione musicale. È il riflesso delle trasformazioni culturali, politiche, tecnologiche e sociali che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Quando il rock diventa arte Negli anni Settanta il rock raggiunge probabilmente il suo momento di massima maturità artistica. La stagione della contestazione giovanile degli anni Sessanta non si esaurisce, ma si trasforma. Alla protesta si affianca una riflessione più profonda sull’uomo, sulla società e sul significato stesso dell’esistenza. Il rock smette progressivamente di essere soltanto un linguaggio di ribellione e diventa una forma d’arte capace di dialogare con la












