Due guerre, un’unica crisi: il conflitto con l’Iran pesa sull’economia e complica la partita ucraina
Il voto della Camera americana per limitare le operazioni militari contro Teheran apre una crepa politica a Washington. Ma la questione va ormai molto oltre l’Iran: petrolio sopra i 100 dollari, inflazione, risorse militari sotto pressione e attenzione occidentale divisa rischiano di intrecciare sempre di più la crisi mediorientale con la guerra russo-ucraina e le guerre europee. Il voto con cui la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione diretta a limitare la prosecuzione delle operazioni militari contro l’Iran non rappresenta ancora la fine della guerra. Rappresenta però un segnale politico che sarebbe sbagliato sottovalutare. La risoluzione è stata approvata il 15 settembre con 220 voti favorevoli e 204 contrari, grazie al sostegno di tutti i democratici e di sette repubblicani. È la terza volta che la Camera tenta di utilizzare i poteri del Congresso per fermare le operazioni militari non autorizzate contro l’Iran. Il percorso istituzionale resta complesso e un eventuale provvedimento arrivato sulla scrivania del presidente Donald Trump potrebbe incontrare il veto della Casa Bianca. Ma dopo quasi sette mesi di conflitto il problema non è più soltanto militare. È diventato economico, politico e strategico. Queste guerre hanno effetti profondi e duraturi sull’economia globale. Il conto













