
Family Office, il ritardo della governance: quasi uno su due opera senza accordi formali
Il rapporto globale 2025 di Citi Wealth fotografa strutture sempre più digitalizzate, ma ancora fragili sul piano organizzativo. Il 46% non formalizza i servizi offerti, il 43% non conduce analisi costi-benefici e il 39% è privo di un piano di disaster recovery. I Family Office amministrano patrimoni complessi e sono chiamati a rispondere alle esigenze di famiglie spesso distribuite tra più generazioni e Paesi. Dietro questa crescente sofisticazione finanziaria, tuttavia, non sempre si trova una struttura organizzativa altrettanto solida. Secondo il “2025 Global Family Office Report” di Citi Wealth, il 46% dei Family Office inclusi nel campione opera senza accordi formali con i destinatari dei propri servizi. Ciò significa che quasi una struttura su due non dispone di una cornice documentata che definisca con chiarezza attività, responsabilità, livelli di servizio e aspettative dei membri della famiglia. Il quadro presenta altre lacune significative: il 43% dei Family Office non conduce analisi costi-benefici, mentre il 39% non ha ancora adottato un piano di disaster recovery, essenziale per garantire la continuità delle operazioni in caso di emergenze, guasti tecnologici, attacchi informatici o indisponibilità delle sedi e del personale. Un’indagine condotta in 45 Paesi I risultati provengono da una rilevazione svolta tra giugno e luglio













