Anno III • Numero 245
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QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE LIBERA E INDIPENDENTE

Dopo ChatGPT arriva l’era degli AI Agent

Robot interagisce con tecnologia avanzata
Quando l'intelligenza artificiale smette di rispondere e comincia ad agire

La prima rivoluzione è già alle nostre spalle

Negli ultimi tre anni l’intelligenza artificiale è entrata nella vita quotidiana di milioni di persone. Abbiamo imparato a dialogare con i chatbot, a chiedere informazioni, a scrivere testi, tradurre documenti, generare immagini e persino programmare software semplicemente formulando una domanda.

ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot e altri strumenti hanno modificato il nostro modo di lavorare, dimostrando che una macchina può comprendere il linguaggio naturale e produrre contenuti di qualità sorprendente. Ma quella che abbiamo vissuto finora è soltanto la prima fase della rivoluzione. La vera trasformazione sta iniziando adesso. Il protagonista non sarà più il chatbot, ma l’AI Agent, un sistema capace non solo di dialogare con l’uomo, ma di svolgere autonomamente attività complesse per raggiungere un obiettivo.

È un cambiamento destinato ad avere un impatto profondo sulle imprese, sulle professioni e sul modo stesso di concepire il lavoro.

Dal dialogo all’azione

Per comprendere la differenza basta pensare al comportamento di un chatbot. L’utente pone una domanda. L’intelligenza artificiale risponde. Poi aspetta la domanda successiva. L’interazione è sempre guidata dall’uomo. Un AI Agent funziona in modo completamente diverso. L’utente non gli chiede una singola informazione. Gli assegna un obiettivo. Da quel momento l’agente pianifica il lavoro, ricerca le informazioni necessarie, utilizza strumenti digitali, consulta banche dati, confronta documenti, produce elaborazioni e restituisce un risultato finale. Non è più una semplice conversazione. È una collaborazione. In altre parole, il chatbot è un interlocutore. L’AI Agent è un collaboratore digitale.

Che cos’è realmente un AI Agent?

Un AI Agent può essere immaginato come un assistente capace di prendere iniziative entro limiti definiti.

Può:

  • consultare siti web;
  • leggere documenti;
  • analizzare dati;
  • confrontare normative;
  • preparare report;
  • compilare fogli di calcolo;
  • generare presentazioni;
  • interagire con altri software aziendali;
  • chiedere chiarimenti quando le informazioni disponibili non sono sufficienti.

L’elemento innovativo non è la singola capacità, ma la possibilità di concatenare decine di attività senza che l’utente debba intervenire continuamente. È questo il vero salto tecnologico.

Il lavoro cambierà più velocemente di quanto immaginiamo

Molti immaginano l’intelligenza artificiale come uno strumento destinato a sostituire le persone. È una visione riduttiva. Nella maggior parte dei casi gli AI Agent non elimineranno il  lavoro umano. Elimineranno soprattutto il lavoro ripetitivo. Raccogliere dati. Preparare bozze. Confrontare documenti. Ricercare informazioni. Organizzare archivi.

Compiti che oggi occupano una parte significativa della giornata lavorativa potranno essere delegati a sistemi intelligenti, lasciando alle persone il tempo per attività a maggior valore aggiunto: decidere, valutare, negoziare, creare. Il vero cambiamento non sarà dunque nella quantità di lavoro, ma nella sua qualità.

Le imprese: dalla produttività alla competitività

Le imprese saranno probabilmente le prime a beneficiare di questa trasformazione. Immaginiamo una PMI che voglia esportare i propri prodotti negli Stati Uniti. Un chatbot potrebbe spiegare quali sono i dazi o fornire informazioni generali sul mercato.

Un AI Agent potrebbe invece:

  • analizzare il business plan aziendale;
  • verificare la normativa doganale aggiornata;
  • individuare eventuali incentivi pubblici;
  • confrontare i principali concorrenti;
  • predisporre una bozza del piano economico-finanziario;
  • elaborare una presentazione per gli istituti di credito.

Il valore aggiunto non consiste nella singola risposta. Consiste nell’intero processo.

Le banche: una rivoluzione silenziosa

Anche il settore bancario sarà profondamente interessato. Gli AI Agent potranno supportare il gestore nella raccolta delle informazioni, analizzare automaticamente i bilanci, verificare le esposizioni in Centrale Rischi, confrontare dati di settore, predisporre bozze di delibera, monitorare gli indicatori ESG e individuare tempestivamente segnali di deterioramento del credito. Naturalmente la decisione finale continuerà a spettare alle persone. Ma il tempo necessario per raccogliere, organizzare e interpretare le informazioni potrà ridursi drasticamente. La banca del futuro non sarà semplicemente più digitale. Sarà una banca nella quale professionisti e agenti intelligenti lavoreranno fianco a fianco.

Le professioni cambieranno volto

Commercialisti. Avvocati. Ingegneri. Consulenti. Giornalisti. Ricercatori. Ogni professione basata sulla conoscenza sarà interessata da questa evoluzione. Un consulente potrà affidare a un agente la raccolta della normativa, l’analisi della giurisprudenza, la predisposizione della documentazione tecnica o la costruzione di scenari alternativi.

Il professionista continuerà a svolgere il proprio ruolo. Ma non partirà più da una pagina bianca.

Anche gli scrittori avranno i loro agenti

L’intelligenza artificiale non sostituirà la creatività. Potrà però diventare uno straordinario  strumento di ricerca. Uno scrittore potrà disporre di un agente capace di: recuperare fonti storiche;

  • confrontare traduzioni;
  • ricostruire cronologie;
  • verificare citazioni;
  • organizzare la documentazione;
  • analizzare la struttura narrativa di centinaia di romanzi.

L’autore continuerà a immaginare, costruire personaggi e scrivere. Ma avrà accanto un collaboratore instancabile.

Le sfide da affrontare

Come ogni innovazione, anche gli AI Agent pongono interrogativi importanti. Chi sarà responsabile delle decisioni prese dall’agente? Come garantire la riservatezza dei dati? Come evitare errori o comportamenti non desiderati? Per questo motivo il futuro sarà caratterizzato da un modello di collaborazione nel quale l’intelligenza artificiale agirà sotto la supervisione dell’uomo. La fiducia rimarrà il vero elemento decisivo.

Lo scenario dei prossimi anni

Probabilmente tra qualche anno parleremo sempre meno di chatbot. Così come oggi non distinguiamo più tra Internet e lavoro, allo stesso modo smetteremo di distinguere tra lavoro e intelligenza artificiale. Gli AI Agent diventeranno strumenti ordinari delle organizzazioni. Ogni impresa potrà disporre di agenti dedicati alla finanza, al marketing, agli acquisti, alla logistica, alle risorse umane. Ogni professionista potrà costruire la propria squadra digitale. La vera differenza non sarà tra chi utilizza o meno l’intelligenza artificiale.

Sarà tra chi saprà coordinarla e chi continuerà a svolgere manualmente attività che potranno essere automatizzate.

Chatbot o AI Agent?

ChatbotAI Agent
Risponde a una domandaLavora per raggiungere un obiettivo
ConversaPianifica
Produce una rispostaEsegue un processo
Attende il comando successivoUtilizza strumenti e informazioni
È un assistenteÈ un collaboratore digitale

Cinque esempi di AI Agent che useremo presto

  • Un agente che organizza automaticamente un viaggio prenota voli, hotel e trasferimenti.
  • Un agente che monitora quotidianamente la normativa di settore e segnala solo le novità rilevanti.
  • Un agente bancario che prepara una proposta di affidamento analizzando bilanci, Centrale Rischi e business plan.
  • Un agente sanitario che raccoglie la documentazione clinica e prepara il dossier per lo specialista.
  • Un agente editoriale che ricerca fonti, confronta bibliografie e prepara la documentazione necessaria per un articolo o un libro.

Una rivoluzione che riguarda tutti

Ogni rivoluzione tecnologica modifica gli strumenti con cui lavoriamo. Quella degli AI Agent modificherà il modo stesso di organizzare il lavoro. Il passaggio dai chatbot agli agenti intelligenti rappresenta un cambio di paradigma: dall’intelligenza artificiale che risponde all’intelligenza artificiale che collabora. Le imprese che sapranno integrare questi strumenti aumenteranno produttività, velocità decisionale e capacità di innovazione. I professionisti che impareranno a coordinarli avranno più tempo da dedicare a ciò che nessuna macchina potrà sostituire: il giudizio, la creatività, l’intuizione e la relazione umana. Il futuro non sarà fatto di uomini contro macchine. Sarà fatto di persone capaci di guidare una squadra di collaboratori intelligenti. Ed è una rivoluzione che, silenziosamente, è già cominciata.