Formula 1, impresa storica di Antonelli a Monza. Una vittoria che lo avvicina sempre di più al Mondiale. Ferrari ancora in difficoltà
Il Gran Premio d’Italia dell’autodromo di Monza ha consegnato agli archivi un capitolo destinato a rimanere scolpito a lettere d’oro nei libri di storia del motorsport. Il ventenne pilota bolognese Kimi Antonelli, al volante della sua Mercedes W17, ha firmato un’impresa sportiva di proporzioni gigantesche in Formula 1, cogliendo un successo straordinario dopo essere scattato dalla penultima fila della griglia di partenza. Il portacolori italiano, costretto ad avviarsi dalla diciannovesima posizione a causa della penalità incorsa per la sostituzione della quinta power unit stagionale, è stato autore di un recupero vertiginoso che lo ha visto risalire ben diciotto posizioni lungo i rettilinei del tracciato brianzolo.
Un’affermazione di questo calibro interrompe un digiuno nazionale che durava da ben sessant’anni sul circuito di casa, riportando un corridore italiano sul gradino più alto del podio nel Tempio della Velocità, evento che non si verificava dal celebre trionfo di Ludovico Scarfiotti al volante della Ferrari nell’ormai lontano 1966.
Per comprendere appieno la portata teorica e pratica di questo risultato, basti pensare che la cavalcata dell’emiliano rappresenta la seconda scalata vincente più imponente mai registrata nella categoria regina delle quattro ruote, collocandosi alle spalle soltanto del leggendario exploit compiuto da John Watson nel Gran Premio di Long Beach del 1983, quando il britannico fu capace di imporsi partendo addirittura dalla ventiduesima piazza. La costruzione di questa pietra miliare è iniziata ben prima dello spegnimento dei semafori.
Consapevole di doversi avviare dal fondo dello schieramento, il giovane talento della freccia d’argento e il suo team di ingegneri hanno dedicato l’intero programma delle prove libere all’affinamento di un assetto focalizzato unicamente sulla prestazione sulla lunga distanza e sul passo gara. Tale preparazione analitica ha permesso ad Antonelli di guidare con lucidità tattica, alternando fasi di grande aggressività agonistica nei sorpassi a momenti di attenta gestione dei pneumatici e delle dinamiche di gara.
Il pomeriggio monzese si è aperto con forti emozioni sin dal primo passaggio, caratterizzato dal ritiro di Charles Leclerc a causa di un impatto alla curva Alboreto avvenuto dopo un ruota a ruota ravvicinato nei primi metri con la monoposto di Lewis Hamilton.
La presenza di detriti lungo il tracciato ha costretto la direzione di corsa ad esporre la bandiera rossa per consentire le operazioni di pulizia e mettere in sicurezza la pista, imponendo di conseguenza una seconda procedura di partenza da fermo. In questa nuova fase di avvio, il bolognese si è fatto trovare pronto, sfruttando la scelta strategica del proprio muretto che ha optato per montare coperture a mescola media anziché la gomma dura preferita dalla concorrenza.
Questa decisione tattica differenziata, sebbene imponesse una sosta obbligata a differenza dei rivali diretti intenzionati a coprire l’intera distanza senza cambi gomme, ha garantito un ritmo superiore nelle prime fasi del Gran Premio.
Sfruttando appieno la maggiore aderenza delle mescole intermedie, Antonelli ha infilato una serie impressionante di sorpassi, risalendo rapidamente la china fino ad agganciare il gruppo dei migliori e portarsi a ridosso dei primi dieci.
Il ritmo mostrato nella prima frazione di gara ha permesso al pilota della Mercedes di ricucire il divario dal compagno di squadra George Russell, fino a quel momento leader della competizione, e dalla Red Bull di Max Verstappen, inserendosi appieno nel duello per la prima posizione.
La svolta decisiva della gara si è concretizzata al ventottesimo giro, quando l’improvviso arresto della Aston Martin di Lance Stroll nei pressi della Prima Variante ha spinto i commissari ad attivare il regime di Virtual Safety Car per permettere il recupero della vettura rimasta ferma ai margini del tracciato.
La neutralizzazione della corsa si è rivelata l’occasione strategica ideale per Antonelli e Verstappen, i quali si sono prontamente diretti verso la corsia dei box per smontare le coperture usurate e calzare un set di pneumatici completamente nuovi. Effettuare il cambio gomme durante la fase di velocità ridotta ha consentito ai due inseguitori di dimezzare il tempo normalmente perso nella pit-lane rispetto ai rivali rimasti in pista, trasformando radicalmente le gerarchie della gara.
Uscito dai box con mescola fresca e un divario contenuto nei confronti del battistrada, il giovane pilota italiano ha dato il via a un lungo e serrato inseguimento nei confronti della monoposto gemella guidata dal compagno di scuderia. La foga dell’inseguimento ha portato anche a un momento di forte tensione, quando un primo affondo azzardato alla staccata ha provocato una leggera escursione fuori dal nastro asfaltato senza tuttavia riportare danni alla vettura.
Mantenendo la calma, l’italiano ha ripreso la caccia ed è riuscito a concretizzare il sorpasso decisivo su Russell a sole quattro tornate dal termine della gara, sfilando all’esterno e prendendo il comando definitivo della corsa sotto i boati di gioia del pubblico di casa.
Il traguardo ha decretato un secondo posto amaro per l’altra freccia d’argento di George Russell. L’inglese ha visto sfumare una vittoria che pareva ormai acquisita, incassando un duro colpo in ottica campionato dove il distacco dal compagno italiano è salito a ben sessantasei punti. Il podio di Monza si è completato con la terza posizione della Red Bull condotta dal pluricampione del mondo Max Verstappen, il quale è riuscito a contenere nel finale la pressione delle due McLaren. La scuderia di Woking si è dovuta accontentare del quarto e quinto posto, rispettivamente con Lando Norris e Oscar Piastri, incapaci di trovare il guizzo vincente nel finale per insidiare le posizioni d’onore.
Giornata decisamente da dimenticare invece per la Ferrari e per i suoi tifosi. Oltre all’uscita di scena prematura della vettura di Leclerc, la scuderia di Maranello ha tagliato il traguardo solamente in sesta posizione con Lewis Hamilton. La gara del plurititolato britannico è stata fortemente condizionata sia dal contatto avvenuto nelle prime battute con il compagno di squadra, sia da una pianificazione strategica rivelatasi poco efficace con il prosieguo dei giri. Questo risultato opaco allontana ulteriormente la Ferrari dalle posizioni di vertice della classifica, rendendo sempre più difficile la rincorsa ai titoli iridati della stagione.
La straordinaria rimonta compiuta nel Tempio della Velocità consacra definitivamente il talento di Kimi Antonelli nell’élite del motorsport internazionale. La combinazione tra una preparazione meticolosa dell’assetto da gara, la perfetta esecuzione delle strategie nei momenti di neutralizzazione e una guida aggressiva ma sempre lucida nei sorpassi chiave ha regalato agli appassionati una delle pagine più memorabili e spettacolari dell’era moderna della competizione automobilistica.