Anno III • Numero 245
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L’Italia riparte da Mancini ct e Ranieri dt: cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo ciclo

In foto due uomini con la giacca e il logo dell'Italia

Italia, si riparte da Roberto Mancini e Claudio Ranieri. Il nuovo ciclo è ormai pronto a prendere forma con la volontà di riportare la Nazionale dove merita

E’ la giornata del nuovo ct dell’Italia. Dopo il caos di ieri con il no a Pirlo e le dimissioni di Maldini e Leonardo, il presidente Malagò ha deciso di non perdere tempo e accelerare sulla scelta del commissario tecnico. Il nome di Mancini era tornato in pole position nelle scorse ore e questa volta non ci sono sorprese: la scelta è caduta sul jesino e a confermarlo è direttamente il numero uno della FIGC.

Durante il Consiglio federale, lo stesso Malagò ha confermato che sarà Mancini il nuovo ct. Al momento non c’è ancora l’ufficialità visto che sono in corso i contatti fra le parti per definire le ultime cose. Ma, a meno di clamorosi colpi di scena che non sono previsti, il marchigiano firmerà un contratto quadriennale con l’obiettivo di riportare la nostra Nazionale ai Mondiali.

Nel corso delle prossime ore si attendono delle novità anche per quanto riguarda il discorso direttore tecnico. In via Allegri si è deciso di confermare il programma nonostante il passo indietro di Maldini e di Leonardo. Si è parlato tanto di Chiellini, ma l’attuale dirigente della Juventus ha smentito questa ipotesi ribadendo la sua volontà di proseguire con i bianconeri. E così il nome scelto da Malagò è quello di Ranieri.

Dopo il no della scorsa stagione per continuare con la Roma, il dirigente testaccino sembra essere pronto ad iniziare questa nuova esperienza con l’Italia. Anche in questo caso non c’è ancora l’ufficialità e sono in corso tutte le discussioni del caso. Ma non ci attendiamo delle risposte negative. Il nuovo ciclo azzurro è pronto a partire con Mancini ct e Ranieri nel ruolo di direttore tecnico.

Italia, progetto nuovo o Mancini riprenderà in mano il precedente?

La scelta di Mancini era nell’aria ormai da tempo nonostante si è parlato tanto di Guardiola e Pirlo. Il tecnico jesino ha un grande rapporto con Malagò e, dunque, sembrava una decisione logica. Di certo è una nomina destinata a far discutere per quanto successo nel 2023 con le dimissioni per accettare la proposta dall’Arabia. Un qualcosa che con il senno del poi lo stesso tecnico si è pentito confermando la sua volontà di ritornare in azzurro per farsi ‘perdonare’.

Ora resta da capire se Mancini riprenderà in mano il progetto iniziato in passato o si parlerà di un qualcosa di innovativo. Di certo c’è lo spazio e il tempo per ripartire da quell’Europeo vinto nel 2021 con la volontà di puntare su un mix fra giovani ed esperti. Ricordiamo, per esempio, il caso Pafundi con il giocatore finito in azzurro prima dell’esordio in Serie A.

I giocatori ci sono e toccherà al commissario tecnico avere il coraggio di chiamarli e dare un segnale molto chiaro alle squadre del nostro campionato. Naturalmente avrà la mano di Ranieri, che con la sua esperienza dovrà aiutarlo nei momenti più complicati e anche nel dialogo con i club visto che questo è stato un punto sul quale da tempo si sta discutendo nel nostro Paese.

Di certo Mancini avrà una grande responsabilità sulle spalle oltre che la necessità di riportare l’Italia dove merita. Quella sconfitta contro la Macedonia pesa e non poco nella carriera del jesino e vedremo se ci sarà la possibilità di mettersi alle spalle questa delusione e farsi perdonare dai tifosi azzurri.

Come potrebbe giocare la nuova Italia di Roberto Mancini

Ora il grande dubbio è su come potrebbe giocare la nuova Italia di Roberto Mancini. Nel corso della sua precedente esperienza in azzurro, il ct ha adottato sia il 4-3-3 che il 3-5-2 con il primo modulo destinato ad essere favorito sul secondo viste le caratteristiche della squadra. Ma naturalmente è possibile anche una difesa a tre considerata la presenza in attacco di due calciatori come Kean e Pio Esposito.

Andando ad analizzare i giocatori, in porta è l’unica certezza con Donnarumma. A destra Di Lorenzo sembra essere il titolare con Palestra come alternativa. I centrali molto dipenderà dai calciatori disponibili. Bastoni e Mancini dovrebbe essere la coppia solita con Buongiorno pronto a subentrare subito dopo l’infortunio. Pronto anche Gatti. A sinistra possibile Cambiaso-Ruggeri, ma attenzione a Bartesaghi.

A centrocampo grande abbondanza. Locatelli in cabina di regia con Barella a destra e Tonali a sinistra. Occhio anche a giovani in rampa di lancio come Pisilli, Liberali, Ndour e Faticanti. L’ex giocatore del Milan potrebbe essere schierato anche in un ipotetico tridente anche se in questo momento gente come Chiesa in ripresa e Zaccagni sembrano essere candidati ad una maglia da titolare. Attenzione anche a Koleosho. Per il ruolo di punta centrale Pio Esposito inamovibile. Kean e Camarda le alternative. Difficile rivedere Retegui, ma ad oggi non possiamo escludere nulla.