Lettera Empatica #24. Quando i social amplificano il malessere

Per consigli, sfoghi, per confronti su argomenti che vi stanno a cuore scrivetemi a empatiche@italianinews.com. Potete inviarmi la vostra Lettera Empatica per essere ascoltati e condividere le vostre esperienze.

“Cara Mariangela,

in questo periodo e, in seguito a varie esperienze personali, sento il bisogno di disintossicarmi dai social. Mi è capitato spesso di leggere di persone, anche famose come scrittori, attori e celebreties varie che ad un certo punto hanno deciso di non avere più account social. Non riuscivo a capire cosa spingeva loro a fare questa scelta drastica.

Poi quando mi sono accaduti episodi spiacevoli ho provato a mettermi nei loro panni. I social hanno amplificato ancora di più la mia percezione di sentirmi inadeguata, “di non sentirmi all’altezza di”. Ogni volta che pubblicavo qualcosa di bello per me c’era sempre qualcuno pronto a criticarmi, svalutarmi, a puntare il dito contro su un difetto del post o mio. Quanta gente ipocrita e falsa ho conosciuto. In particolare, persone pronte a sparlami alle spalle o a rubarti energie o tempo. Inoltre, altri ti prendono in considerazione solo per ottenere un tornaconto personale.

Ho preso una decisione netta e chiara: cercherò di limitare l’uso dei social per recuperare il piacere della vita reale e dei rapporti concreti e autentici. Sonia.”

Cara Sonia,

stimo tanto la tua decisione di limitare l’uso dei social che sta diventando invadente tanto da succhiarci energie vitali, emozioni e tempo. Potremmo infatti dedicare questi aspetti ad altro e a chi merita davvero la nostra considerazione e attenzione. Inoltre, è inevitabile sentire il bisogno di attuare una beneficia digital detox quando ci si rende conto che il tempo che si dedica ai social networks è tutt’altro che di qualità. In più, quando abbiamo la sensazione di privarci di qualcosa di più importante e benefico rispetto ad essi.

I social possono essere funzionali e utili sotto diversi aspetti e per creare connessioni con altre persone con le quali condividere interessi e passioni. Non devono influenzare il nostro modo di percepire noi stessi e il mondo che ci circonda. Non devono assolutamente sostituire i rapporti nel reale, concreti e autentici. Quando i social diventano un mezzo per ricercare approvazione, colmare vuoti, ferite, assenze a lungo andare il rapporto con essi si può rivelare disfunzionale.

Non dobbiamo assolutamente permettere ad un social di definire quello che siamo e come ci sentiamo davvero. Porre un limite al virtuale si può rivelare un’esperienza proficua in termini di tempo che potremmo ricavare per dedicare alla cura di sé e del proprio benessere. Piuttosto che scrollare il proprio smartphone nelle attese in un ufficio pubblico, ad esempio si potrebbe recuperare la passione per la lettura o la scrittura. Oppure, invece di chattare con una persona si potrebbe organizzare un incontro con quest’ultima. In questo modo si parla a quattr’occhi e si può condividere un evento o un’esperienza significativa.

I social purtroppo ci stanno sottraendo il piacere di guardarsi negli occhi, incontrarsi davvero e instaurare con le persone contatti veritieri basati sul dialogo autentico e la condivisione di momenti memorabili. Tuttavia, la vita al di là dei social è tutt’altra cosa. Inoltre, spetta a noi non sprecarla e investirla in ciò che ci fa davvero bene e che è in grado di arricchirci umanamente parlando. Ciò vale soprattutto al di là delle machere che si indossano per convenienza, i filtri, il bisogno costante di like e approvazione che è ben lontano da ciò che siamo e che non definisce il nostro vero valore.

Ammiro Sonia e tuti coloro prendono la decisione di riprendere in mano la propria vita al di là dei social per rimanere autentici e non tradire mai i propri ideali.