Il paziente è stato operato su entrambe le articolazioni durante un unico intervento all’Humanitas di Catania
A 98 anni è tornato a camminare grazie all’impianto di due protesi d’anca effettuato durante un’unica seduta operatoria. È la storia di Giuseppe, originario di Randazzo, in provincia di Catania, sottoposto a un intervento di protesizzazione bilaterale all’Humanitas Istituto Clinico Catanese.
L’anziano soffriva di una grave artrosi a entrambe le anche. I dolori erano diventati tanto intensi da impedirgli di camminare e da comprometterne profondamente l’autonomia quotidiana.
Secondo quanto riferito dall’ospedale, quello di Giuseppe rappresenta uno dei rarissimi casi descritti a livello internazionale di doppia protesi d’anca eseguita, durante un solo intervento, su un paziente di questa età.
La richiesta di operare entrambe le anche
Sarebbe stato lo stesso Giuseppe a chiedere ai medici di intervenire contemporaneamente su entrambe le articolazioni.
Prima dell’operazione, il paziente è stato sottoposto alle necessarie valutazioni cliniche e anestesiologiche. Nonostante l’età avanzata, le sue condizioni generali sono state giudicate compatibili con il trattamento chirurgico.
L’intervento è stato eseguito da Giuseppe Mazziotta, responsabile dell’Unità operativa di Ortopedia dell’Humanitas Istituto Clinico Catanese, con il supporto di un’équipe multidisciplinare.
La struttura ospedaliera precisa che la scelta di procedere su entrambe le anche è stata presa dopo un’attenta valutazione individuale del rapporto tra benefici e rischi.
Due protesi d’anca in meno di due ore
L’operazione è durata complessivamente meno di due ore. Dopo aver completato la protesizzazione della prima anca e verificato la stabilità dei parametri vitali, l’équipe ha deciso di intervenire anche sulla seconda articolazione.
Giuseppe è rimasto vigile durante la procedura, effettuata con anestesia spinale associata a sedazione. Prima di proseguire con la seconda anca, i medici si sono nuovamente confrontati con il paziente.
Per l’intervento è stato utilizzato un approccio postero-laterale mini-invasivo. Sono state impiantate protesi femorali cementate, una scelta che, secondo la nota dell’ospedale, ha contribuito a contenere le perdite ematiche.
In piedi già poche ore dopo l’intervento
Il percorso di mobilizzazione è iniziato il giorno stesso dell’operazione. Giuseppe è riuscito ad alzarsi già nelle ore successive, avviando poi il programma di recupero e riabilitazione.
Dopo alcune settimane ha lasciato l’ospedale camminando sulle proprie gambe.
Il risultato è stato possibile grazie al lavoro coordinato di ortopedici, anestesisti, internisti, fisiatri, fisioterapisti e personale infermieristico, impegnati nelle diverse fasi del trattamento e del recupero.
Mazziotta: «Restituire autonomia significa celebrare la vita»
«L’evoluzione delle tecniche ortopediche viene incontro alle esigenze dei pazienti e al loro desiderio di godersi una vita lunga e in salute», ha dichiarato Giuseppe Mazziotta.
«Restituire autonomia nei movimenti al signor Giuseppe significa celebrare la vita in ogni sua fase», ha aggiunto il responsabile dell’Ortopedia dell’Humanitas di Catania.
Mazziotta è specializzato nella chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, con particolare attenzione alle tecniche mini-invasive per il trattamento dell’artrosi e di altre patologie dell’articolazione coxo-femorale.
Un intervento valutato sulle condizioni del singolo paziente
Il caso di Giuseppe mostra le possibilità offerte dall’evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei percorsi riabilitativi, ma non significa che un intervento bilaterale sia indicato per ogni paziente anziano.
Età anagrafica, condizioni cardiovascolari, stato generale di salute, autonomia precedente, qualità ossea e rischi anestesiologici devono essere valutati singolarmente da un’équipe medica.
Nel caso del paziente siciliano, le buone condizioni generali e il percorso multidisciplinare hanno permesso di affrontare l’intervento e di raggiungere un risultato particolarmente significativo: recuperare la capacità di camminare e tornare a una vita più autonoma a 98 anni.