Lettera Empatica #25. Certe chat malsane

Per consigli, sfoghi, per confronti su argomenti che vi stanno a cuore scrivetemi a empatiche@italianinews.com

“Cara Mariangela

mi ricollego alla precedente Lettera Empatica nella quale si esprime la necessità di operare una benefica digital detox per riappropriarsi della propria esistenza e soprattutto del tempo di qualità. Sono pienamente d’accordo con te perché oramai i social sono diventati invasivi. E che dire di certe chat che sono inutili e si rivelano covi di negatività? Al primo posto ci metterei la “chat delle mamme” che invece di rivelarsi utile in diverse occasioni diventa un “covo di tuttologhe” che stanno lì pronte a fornire consigli non richiesti o di mamme in cerca di approvazione che sfoggiano i risultati della loro educazione sui propri figli. A questo tipo di chat fanno parte anche “le lamentose” quelle che hanno da dire sempre l’ultima parola su tutto, quelle a cui non va bene niente e che stanno lì pronte a fare confronti con altri insegnanti, classi e istituti, le notifiche  di questo tipo di chat arrivano a qualsiasi ora del giorno. Lo stesso vale con la chat tra colleghi, covo perfetto di pettegoli, arpie e “so tutto io”. Penso che si stava meglio quando c’era davvero il confronto con gli altri e non tutta questa negatività che circola indisturbata e gratuita. Sara”.

Cara Sara,

le chat di gruppo sono sempre più utilizzate in vari contesti. Di regola dovrebbero essere utili per diffondere informazioni importanti in poco tempo e in maniera efficace. Oramai  se ne abusa troppo di esse facendo circolare in esse ciò che spesso non si rivela funzionale, positivo e costruttivo.

In esse come accennavi tu si canalizzano energie negative e dinamiche relazionali che molto spesso si rivelano disfunzionali. Spetta a noi prendere le giuste distanze di questi covi di vampiri energetici autodisciplinandoci nell’utilizzo di esse, se le riteniamo così disturbanti ed evasive non fatevi alcun problema a silenziarne le notifiche.

Le andrete a controllare con calma in un altro momento per accertarvi se non vi siate persi qualche informazione importante. Di vitale importanza è porre confini chiari con esse. Non siete obbligati a commentare o partecipare attivamente a qualsiasi cosa si pubblichi in essa. Non siete costretti a fare interventi su cose che non suscitano il vostro interesse come l’ennesimo consiglio non richiesto, la critica gratuita e non costruttiva, il commento velenoso del collega. A volte il silenzio è più efficace e funzionale di qualsiasi parola detta tanto per partecipare e illudersi di far parte di qualcosa che nel concreto non ha valore e importanza.

Anche questo è un modo per operare una digital detox benefica per non lasciarsi influenzare la propria esistenza da ciò che è futile, da ciò che non è meritevole del nostro tempo e della nostra considerazione. Prima dell’avvento di queste chat le persone, i gruppi di lavoro, di scuola e di altri tipi si confrontavano di persona, creavano delle retei sociali costruttive in cui era possibile cogliere insegnamenti, spunti di riflessione davvero preziosi.

A fare la differenza in una chat di gruppo non sono solo i contenuti ma prima di tutto le persone che dovrebbero limitarsi ad utilizzarle per lo scopo per le quali sono state create e attivate senza divagare in ciò che non c’entra nulla con esse, senza manipolarle in maniera subdola o negativa. Silenziare le notifiche in questo caso è un salvagente per tutelarsi da tutta la negatività di cui potremmo benissimo fare a meno.