Lettera Empatica #26. Un miraggio chiamato “amicizia”

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“Cara Mariangela

Ho trent’anni e mi rendo conto quanto sia diventato sempre più difficile instaurare delle amicizie autentiche e durature al giorno d’oggi. Fino a quando avevo vent’anni avevo una migliore amica con la quale ho condiviso il percorso scolastico, le amicizie e tante esperienze delle quali custodisco un grande ricordo. Poi ci siamo allontanate perché abbiamo intrapreso studi universitari città diverse. Dopo quell’amicizia per me è stato difficile trovare lungo il mio percorso una nuova amicizia, di quelle importanti di quelle che denomineresti migliori. Spesso mi chiedo se è colpa mia se non riesco ad instaurare un rapporto d’amicizia così forte e duraturo e significativo. Forse crescendo sono diventata più selettiva nei rapporti interpersonali!? Spesso mi sento io quella “sbagliata”. Mi sento incapace di fidarmi di qualcuno da poi reputare “amico”. Gaia”.

Cara Gaia,

non sei “sbagliata” e nemmeno incapace di stringere rapporti amicali duraturi. Il fatto che tu dopo la tua storica amica del cuore non sia riuscita lungo il tuo cammino a trovare persone degne di essere reputate “amiche del cuore”, non deve definire il tuo valore, quello che sei davvero.

Quando si cresce è inevitabile avere maggiori difficoltà ad instaurare rapporti di amicizia forti e veri rispetto a quando si è più piccoli, quando ad esempio frequentando la scuola, la cerchia di amicizia che si instaura è spesso legata a quel contesto che si vive con intensità. Dopo il periodo scolastico molte  persone si allontanano perché le scelte, decisioni che si prendono sono diverse e ci  si ritrova a perseguire strade diverse, spesso parallele.

Al giorno d’oggi nonostante abbiamo a disposizione diversi mezzi di comunicazione in grado di connetterci gli uni agli altri, sembra sia diventato più difficile instaurare relazioni umane significative e degne di nota.  Questa difficoltà non è legata all’età ma è una condizione che riguarda l’essere umano in quanto tale. Abbiamo perso l’abitudine di incontrarci realmente, ritrovarsi faccia a faccia per parlarci apertamente senza essere veicolati dallo schermo dei nostri dispostivi elettronici.

È inevitabile poi quando si cresce diventare selettivi perché non si vuole sprecare tempo ed energie vitali dietro a persone che non ci danno la giusta attenzione. Quante “presenze assenti” si allontanano dal concetto di amicizia, quella alla  immagino tu aspiri  e che hai vissuto con la tua amica del cuore. Cerca di non sentirti in colpa per ciò che non è dipeso da te. Pensa che è meglio stare da soli che accontentarsi della presenza di persone che in realtà non sono “amiche” ma solo delle comparse nella nostra esistenza.

Ho sempre creduto nelle eccezioni, in quelle persone rare che seppure poche fanno la differenza e che quando incontriamo sono quelle che ci fanno capire il valore di uno dei valori più importanti dell’essere umano, la vera amicizia che non ha nulla a che fare con gli innumerevoli surrogati che dilagano e che hanno solo creato confusone nei rapporti interpersonali odierni.