Nel mondo della politica e della comunicazione istituzionale, le parole pesano.
Ma quando si scomoda il latino e in particolare la poesia epica l’obiettivo è dare solennità a una visione.
Davanti alla platea di Confindustria, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di chiudere il suo intervento citando un celebre verso di Virgilio tratto dall’Eneide, “Sic itur ad astra” (“Così si sale alle stelle”).
Una formula di forte impatto emotivo e retorico, utilizzata per l’occasione non come un semplice esercizio di stile, ma come un manifesto programmatico per il futuro economico e industriale dell’Italia.
Il palcoscenico dell’assemblea di Confindustria è da sempre uno dei banchi di prova più complessi per qualsiasi esecutivo. Davanti a una platea di industriali che chiede stabilità, riforme strutturali, taglio del cuneo fiscale e una chiara direzione sulla transizione energetica, la Premier ha cercato un punto di contatto profondo.
Meloni ha delineato un quadro in cui lo Stato non deve essere un ostacolo (“non disturbare chi ha voglia di fare”), ma un partner strategico. È in questo scenario di sfide globali, tassi d’interesse fluidi e transizioni industriali che si inserisce il richiamo virgiliano.
Le “stelle” non rappresentano un traguardo utopico, ma l’eccellenza del Made in Italy, la competitività internazionale e la capacità del sistema-Paese di puntare in alto nonostante le mareggiate della geopolitica.
Per comprendere appieno la forza della frase, bisogna tornare al libro IX dell’*Eneide*. A pronunciarla è il dio Apollo, che si rivolge al giovane Ascanio (Iulo), figlio di Enea, dopo che quest’ultimo ha dato prova di incredibile coraggio e perizia sul campo di battaglia, centrando un nemico con una freccia.
“Macte nova virtute, puer; sic itur ad astra”
(Onore al tuo nuovo valore, ragazzo; così si sale alle stelle)
Nel testo classico, è l’esortazione a un giovane leader che sta crescendo, l’augurio per chi affronta le prime grandi responsabilità e dimostra il proprio valore nel momento del bisogno.
Perché questa citazione funziona nel discorso a Confindustria? Per tre motivi principali:
Nella tradizione classica, alle stelle non si arriva per caso o per privilegio, ma attraverso la virtus (il valore, il coraggio, il lavoro duro). È un messaggio che sposa perfettamente la narrativa della Premier sul merito e sul valore dell’impresa.
In un momento di incertezza economica, invitare lo storicamente prudente mondo industriale a guardare “ad astra” (verso le stelle) è un tentativo di infondere fiducia, spingendo verso investimenti coraggiosi e innovazione tecnologica.
Richiamare le radici classiche e la letteratura latina serve a ribadire un’identità forte, un fil rouge che unisce la storia d’Italia alle sue moderne ambizioni globali.
Con questa formula, Giorgia Meloni ha cercato di trasformare l’agenda economica in una missione collettiva. Resta ora da capire se le riforme concrete del governo sapranno offrire alle imprese italiane quella spinta necessaria per staccarsi da terra e puntare, davvero, verso l’alto.














