Da 14 maggio sono disponibili i nuovi episodi della prima stagione di Doctor Odyssey. La serie, creata da Ryan Murphy – il re Mida della tv americana – segna il ritorno nel piccolo schermo di Joshua Jackson (indimenticato per Dawson’s Creek e Fringe). È un bizzarro esperimento che unisce i meccanismi di un medical drama a tutti gli intrecci di una soap-opera. Nella interezza è un prodotto che funziona ma che non è esente da difetti.
Chi bazzica da tempo nel mondo televisivo americano conosce fin troppo bene il nome di Ryan Murphy. A inizio anni 2000 ha sconvolto tutti portando in tv una serie che parlava di chirurgia estetica e da quel momento in poi non si è più fermato. Oggi è riconosciuto per essere un autore molto prolifico, capace di spaziare su più generi e lo conferma l’ultima serie tv (in ordine di produzione) Doctor Odyssey. Ha debuttato in America lo scorso mese di settembre.
Da novembre, a cadenza settimanale, è disponibile su Disney+. Dopo una lunga pausa, la serie è tornata in streaming con gli episodi 9 e 10 della prima stagione. Questi episodi fanno parte di una lunga emergenza (non solo sanitaria) che i protagonisti si sono trovati ad affrontare. Al netto di molte sbavature e di alcune storie decisamente poco incisive, Doctor Odyssey è un prodotto che funziona. Questo perché intrattiene con garbo e regala anche spunti di riflessione sul mondo che abbiamo intorno.
Il buon Ryan Murphy per assicurarsi il successo ha scritturato il celebre Joshua Jackson. Quest’ultimo, agli amanti della tv, è conosciuto per il ruolo che ha ricoperto in Dawson’s Creek, in Fringe e anche nel criptico The Affair. Nella nuova serie interpreta un medico esperto che lavora in una lussuosa nave da crociera. Al suo fianco ci sono Avery e Tristan, due infermieri. È un team ben rodato di persone che si aggirano sulla nave, tutti guidati dal capitano Robert. Pur non brillando per una storia originale, lo show resta un buon prodotto per gli amanti dei medical drama.
Doctor Odyssey, la serie che ricorda il mito di Love Boat
La vicenda si svolge su una lussuosa nave da crociera che si chiama, per l’appunto, il The Odyssey. Solca i mari ospitando gli ospiti più disparati. Regala a tutti un’esperienza di lusso senza fine. Una nave del genere ha bisogno di un equipaggio di tutto il rispetto e per questo motivo è il capitano che assume, come medico di bordo, il dottor Max Bankman. Esperto in medicina d’urgenza e con un carattere da vero seduttore, entra a gamba tesa sulla Odyssey. Qui trova in Avery e in Tristan due colleghi ma anche due amici, forse qualcosa di più.
La vita però non scorre così placida e serena. Max e il suo team si trovano ad affrontare una crisi dopo l’altra ogni settimana. Tali crisi vengono scongiurate con tanta caparbietà e con il solo intento di assicurare agli ospiti il miglior team possibile e il soggiorno più rilassante. Inoltre, le vicende personali dei medici della Odyssey regalano allo show quella spinta necessaria per far diventare la serie tv un vero e proprio peccato di gola.
Doctor Odyssey, una storia semplice per riflettere sui dilemmi del mondo di oggi
Di sicuro non è una serie che resterà nella storia, nonostante ci sia alle spalle un nome come quello di Ryan Murphy. Questo perché, oltre ai meccanismi di un drama medico, al pop, al glamour e ai personaggi accattivanti, Doctor Odyssey è una serie molto convenzionale. È di impatto ma non lascia una vera impronta nell’attuale panorama mediale. Convince perché è dinamica, irriverente e c’è un cast che riesce a regalare una buona spinta alla narrazione. Ma, se si guarda oltre questa patina, la serie è comunque poco incisiva. Vira sull’effetto soap e punta solo a intrattenere il suo pubblico.
Di fatti, è costruita proprio per rispettare i canoni di un prodotto che possa piacere a tutti. Punta a regalare un po’ di sano intrattenimento. Però, tra quelle storie così usuali, c’è il modo di aprire una parentesi sul mondo di oggi e su come siano cambiato la percezione della medicina in una realtà post pandemica.
Ma la serie è a rischio cancellazione
Il successo di pubblico, però, potrebbe non avere vita lunga. Difatti, in America, è una delle poche serie tv del canale ABC a non essere stata ancora rinnovata. Si crede che l’esperimento sarebbe fine a se stesso e che, fin dall’inizio, non fosse prevista una stagione 2. Ma, al netto di tutte le critiche, sarebbe un peccato non perdersi – ancora – tra le cabine della Odyssey e sognare un mondo in cui tutto può essere ancora possibile.
