Premiato al Festival del Cinema di Cannes nel 2022 e arrivato nelle sale nell’anno successivo, Triangle of Sadness non è solo il film che ha fatto conoscere al pubblico il talento di Harris Dickinson. Il film è di così grande spessore perché il lungometraggio ha saputo filosofeggiare. Ha anche criticato il mondo dei nuovi ricchi e quello degli influencer in un gioco al massacro senza vinti né vincitori. È in streaming su Amazon Prime Video.
Tra i film che sono disponibili tra le piattaforme streaming del nostro Paese è giusto segnalare e aprire una parentesi su Triangle of Sadness. Di per sé non è stato uno di quei film che ha dominato il box office. Eppure, fin da quando è arrivato nelle sale italiane, si è fatto strada con grande facilità. Tutto merito di un racconto autentico e per nulla edulcorato che ha saputo meditare (con arguzia) sul mondo in cui viviamo. Lo ha fatto attraverso una vicenda bizzarra e fuori dagli schemi. Anche se Triangle of Sadness è caduto vittima più volte di un ritmo poco incalzante, ha saputo comunque giocare con i suoi tempi. Questo l’ha reso sempre fresco e pungente nella sua morale finale.
Con un cast di volti noti del grande schermo, in cui spunta Woody Harrelson, il film ha dato i “natali” a Harris Dickinson. Dopo Triagle of Sadness, ha trovato un posto tra i grandi di Hollywood. Tanto da recitare al fianco di Nicole Kidman nel controverso Baby Girl. Qui interpreta il giovane Carl, di professione modello e influencer. Si trova a vivere un’avventura fuori dall’ordinario quando la sua bellezza e la sua affabilità diventano un’arma di sopravvivenza. Etichettato dalla critica più accesa come “il Titanic del nuovo millennio”, il film è una satira sulla realtà che stiamo vivendo. Prende di mira il mondo dei “nuovi ricchi” il cui prestigio si infrange (e con fragore) sull’ineluttabilità della vita.
Triangle of Sadness, di cosa parla il film?
Al centro del racconto c’è Carl. Lui è un modello sulla trentina che, a fatica, cerca di restare a galla in un mondo che chiede sempre di più. Si sente insicuro perché la sua fidanzata Yaya, anch’essa una modella, guadagna considerevolmente più di lui, mentre la sua carriera è in crisi. I due vengono invitati gratis a una lussuosa crociera alle Bermuda in cambio della pubblicità social che possono offrire in qualità di influencer.
Il viaggio comincia nel lusso più sfarzoso e nella tranquillità generale. Questi sono garantiti dal capo del personale Paula e resi possibili dal qualificato staff della nave. Il personale deve mettere i desideri dei ricchi passeggeri al primo posto. Fino a quando, durante la traversata, la nave viene colpita da una tempesta. Sbarcati su un’isola, dopo che sono stati anche derubati da un gruppo di pirati, Carl, la sua compagna e il resto dell’equipaggio sperano nell’arrivo dei soccorsi. A causa dei morsi della fame e della sete, tra i sopravvissuti nascono nuovi legami. Inoltre, si sviluppa una nuova gerarchia che stravolge ancora di più la situazione.
Un po’ “Signore delle mosche” e un po’ satira sociale: il significato di Triangle of Sadness
Cercare di compattare gli eventi salienti del film non è facile, perché la narrazione è stratificata, per nulla statica, ma complessa e molto arzigogolata. Si presenta come una commedia nera ma successivamente cambia volto . Diventa una sorta di eccentrico survival movie che delinea i contorni di una satira sociale pungente e dal grande appeal. Il film, infatti, è diviso in tre atti e ognuno di questi ha una sua precisa identità.
Triangle of Sadness, però, non nasconde le sue intenzioni finali. Funziona proprio perché riesce a elaborare una critica fresca, sagace e fuori dagli schemi sul mondo in cui viviamo. Prende di mira quei “nuovi ricchi” che, inconsapevolmente, hanno costruito un nuovo “ordine mondiale”. Questo risulta essere ancora più fallace rispetto al nostro.
Un film molto moderno che tocca i fili giusti
Di sicuro, non è un film per tutti. Nella sua interezza è molto particolare nei temi e nella messa in scena. È innovativo nell’estetica e nella sua sceneggiatura. E, anche se nella sua parte finale rallenta il ritmo della narrazione, parla al pubblico con i toni e il linguaggio giusto. Mostra la società attuale con tutti i suoi “miti e leggende”, senza dimenticare una critica accesa alla società dei consumi. Un film da vedere e rivedere anche solo per comprendere come sta evolvendo la società e il villaggio globale idealizzato da McLuhan.
