“Una donna “si accende” con la testa”. Intervista a Pier Francesco Grasselli, autore de “Il Nuovo Manuale del Playboy”

Viviamo in un’epoca in cui le relazioni sentimentali e sessuali sono veicolate dai social media con le loro chat e i loro contenuti spesso insoddisfacenti.

Il modo di sedurre e corteggiare una donna è completamente cambiato.  In alcuni casi è da ritenersi estinto perché si assiste spesso alla controtendenza in cui è la donna che prende l’iniziativa e conduce il gioco della seduzione.  Davanti a questo atteggiamento l’uomo si ritrova disorientato e si ritrova spesso a fare “lo zerbino” e il “sottomesso” della situazione compromettendo la propria dignità e i suoi autentici ideali e desideri.

Il famigerato “Uomo Alfa” sicuro di sé, coraggioso, intraprendente, capace di decodificare i segnali non verbali di una donna e abile nella conversazione con l’altro sesso, in grado di “accendere” l’interesse nei suoi confronti è diventato un “esemplare raro”. In questo scenario scoraggiante c’ è proprio bisogno di una guida, una sorta di manuale provocatorio e veritiero scritto, senza filtri, capace di orientare e far acquisire nuove consapevolezze sull’arte della seduzione.

Il Nuovo Manuale del Playboy dello scrittore Pier Francesco Grasselli, disponibile già su Amazon e presto in tutte le librerie e piattaforme digitali, sarà in grado di soddisfare la vostra fame di conoscenza su queste tematiche.  Dopo trenta volumi tra romanzi saggi, raccolte di racconti e poesie, Grasselli è tornato con un libro tanto atteso in cui smonta miti, cliché e insicurezze dell’uomo contemporaneo.

Affronta tematiche che riguardano le relazioni sentimentali come il corteggiamento, la friendzone, i segnali non verbali, le tecniche di attrazione psicologica, i meccanismi nascosti del desiderio femminile.  Un’opera che intriga e che solleva diversi spunti di riflessione sullo scenario sentimentale e sessuale di oggi.  Un’opera imperdibibile dedicata sia agli uomini che necessitano di acquisire sicurezza nelle dinamiche relazionali e sentimentali con l’altro sesso che alle donne che vogliono comprendere cosa si cela nella mente dell’uomo.

In questa intervista accurata parliamo con Pier Francesco Grasselli di “arte della seduzione”, di come sono cambiate le modalità di corteggiare una donna e di quanto e perché l’uomo alfa sia in via di estinzione.

Pier Francesco, nei tuoi libri parli spesso di seduzione. Come e in che misura può essere considerata una forma di arte?

L’arte è la forma di seduzione per eccellenza… e la seduzione è una forma d’arte, come sosteneva anche Ovidio, “Il primo seduttore” (vedi capitolo corrispondente nel Manuale). La seduzione è arte performativa, situazionale. È teatro, è jazz. È improvvisazione brillante. Richiede intuito, osservazione, autocontrollo… e la “presenza scenica” di un attore consumato. Proprio come un bravo attore, sa modulare il tono della voce, usare i silenzi al posto delle parole, calibrare alla perfezione i gesti. È anche un buon regista: predispone accuratamente la scenografia, la colonna sonora. E, soprattutto, è un artista della tempistica: sa leggere la scena, accelerare o rallentare il ritmo… e creare tensione sessuale come Hitchcock – o, per essere più contemporanei, Fincher – crea suspense.

Cosa è in grado di “accendere una donna”?

Una donna si accende con la testa. Il fisico può incuriosirla, la macchina può impressionarla, ma se non riesci a stuzzicarle la mente, il desiderio non nasce. Il vero interruttore sta nel cervello, mica nel reggiseno. Una donna si accende con le sfide, le provocazioni giuste, con attenzioni mirate, dosate come un profumo costoso. Il guaio è che la maggior parte degli uomini o si prostra ai loro piedi… o, all’opposto, si comporta da sbruffone/cafone. Entrambe le cose spengono il desiderio. Ci vuole equilibrio. O meglio: ci vuole stile.

Quanto è importante il linguaggio non verbale nell’arte della seduzione?

Fondamentale. Il corpo dice molte più cose della bocca. Puoi anche somigliare a Henry Cavill, ma se ti muovi come un Paperino agitato, lei scappa. Postura, tono di voce, il modo in cui occupi lo spazio, il modo con cui gestisci il contatto visivo: tutto questo trasmette sicurezza… o insicurezza. Disinvoltura, o disagio. E le donne lo sentono subito. Magari non capiscono la differenza tra un diesel e un elettrico, ma i segnali non-verbali li avvistano a chilometri di distanza. Quindi, ancor prima di studiare cosa dire a una donna, il playboy deve imparare come camminare, come stare in piedi, come sedersi.

In questa società in cui si parla molto di parità dei sessi anche nelle relazioni sentimentali e sessuali, il maschio alfa è utopia?

Utopia? Macché. È una rarità. Che è diverso. Il maschio alfa oggi è come il tartufo bianco. Perché oggi la virilità è controcorrente. In un’epoca di maschi beta che si scusano anche quando respirano, sfibrati nel corpo e nella mente, fluidi e col senso di colpa incorporato, il maschio alfa — virile, sicuro, libero — spicca come un leone in mezzo a un gregge. E come ogni eccezione, l’alfa attrae. In fondo, anche le donne più emancipate, quando si spogliano, non cercano un compagno di banco, né l’amico gay a cui confidano tutto. Cercano un uomo. Uno che le faccia sentire desiderate, protette… donne.

Molte donne si lamentano del fatto che gli uomini non sanno più corteggiare. Secondo te da cosa dipendono queste lacune?

L’uomo di oggi è cresciuto col terrore di “offendere”, di “essere frainteso”, di “fare la figura del molesto”. Risultato? Non si muove più. Si nasconde dietro un like, un messaggio, un’emoji col bacio. Scorre Tinder da sdraiato, ma non sa reggere lo sguardo di una donna vera. Non ha più il coraggio di rischiare un rifiuto. Ma senza rischio, non c’è gioco. Senza un po’ di faccia tosta, non ci si diverte. Il corteggiamento è un gioco fatto di attenzioni e di provocazioni. Un po’ di pepe ci vuole. È anche una danza: se nessuno muove il primo passo, la musica si ferma.

In più, agli uomini di oggi, nessuno ha insegnato come si corteggiano le donne. Non con le moine da pesce lesso, ma con stile, timing e cavalleria. Abbiamo bisogno di rieducare l’uomo al coraggio, alla galanteria… all’essere uomo. Perché i maschi hanno dimenticato come si seduce, e le donne si annoiano a morte. Ecco perché ho scritto Il Nuovo Manuale del Playboy: per ricordarglielo.

“Profumiere”, “gatte morte”, “spiriti liberi” e femministe. Qual è la categoria più avvincente e fonte di soddisfazione da corteggiare, per un maschio alfa?

Personalmente, amo le gatte morte. Quelle che sembrano disinteressate, ma alla prima occasione… diciamo che non si fanno pregare. Sarà perché sono pigro e con loro si fa poca fatica. Le profumiere mi stanno su. Le femministe? Se hanno un minimo di senso dell’umorismo, sono ottime avversarie dialettiche. Ti insultano poi — sorpresa — ci finisci a letto. E regalano belle soddisfazioni.  Gli spiriti liberi sono un’altra grande sfida, ma bisogna stare attenti, è un attimo rimanerci in mezzo… Poi ci sono quelle che se la tirano. Le narcisette da passerella. Sono come boss di fine livello: se le seduci tu, non se lo dimenticano più. È con loro che il vero playboy dà il meglio di sé.

La regola dell’amico non sbaglia mai (come cantavano gli 883): è davvero infallibile?
Sì, se sei un vero amico. Se sei davvero “l’amico” di una donna, sei fuori dal gioco. Sei quello che le porta i fazzoletti mentre lei piange per un altro. Una figura castrata. Una zona di comfort senza ormoni. Se ci entri, poi devi farti benedire da un esorcista per uscirne. Ma tanto non potrai mai essere davvero amico di una donna che ti piace. L’amicizia uomo-donna può esistere solo se non c’è attrazione. Altrimenti è una trappola per polli. Inizialmente, comunque, si può anche giocare la carta dell’amicizia – beninteso, barando. Ci si può lavorare. Se sai giocartela bene, l’amicizia può diventare il tuo cavallo di Troia. Fingere ti aiuta a infiltrarti “dietro le linee nemiche”, come un agente segreto. Poi però, se vuoi conquistarla, non devi essere l’amico che c’è sempre, l’amico che le porta le buste della spesa, ma piuttosto quello che c’è quando vuole lui, l’amico fico, impegnato… Per il resto dei consigli, consultare il Manuale.

Un recente studio ha messo in evidenza che i principali consumatori di Viagra al giorno d’oggi sono i ventenni, ossia la Generazione Z. Cosa sta succedendo? Qual è il tuo parere in merito?

Succede che sono cresciuti con il porno HD gratuito su Pornhub, le chat bollenti e le fighette nude su Instagram… Sono anestetizzati. Schiacciati tra OnlyFans e la paura di essere “giudicati”. Aggiungi a questo l’alimentazione pessima a base di cibo industriale, l’alcol, l’alienazione da social e l’assenza di modelli maschili… e voilà: una generazione in burnout sessuale. E allora si impasticcano. A vent’anni. Oppure sniffano cocaina.

L’arte della seduzione può sopravvivere anche al matrimonio? Se sì, come?

Sì. Ma solo se tratti tua moglie come l’amante. Se continui a sorprenderla. A tenerla sulla corda. Non è facile, lo so. Il problema è che col matrimonio molti uomini mollano. Si siedono. Pensano: “Tanto ormai…”. Così ingrassano, e lei, lentamente, muore di noia… o magari si cerca un amante. Il segreto? Preservare un po’ di mistero. Non diventare prevedibili. Continuare a flirtare, anche dopo anni. E poi, lasciarsi i rispettivi spazi. Anche in coppia, il gioco deve continuare. Altrimenti è condanna a vita.

A chi consigli Il Nuovo Manuale del Playboy?

Beh, a chi è stufo di ricevere due like e un due di picche. A chi non ne può più di farsi umiliare da ragazze con più followers che neuroni. A chi vuole diventare la versione più affascinante, sicura e “alfa” di sé stesso. E a tutte le donne intelligenti che vogliono sapere cosa pensa davvero un uomo.

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