Von der Leyen: “A Gaza scene intollerabili, basta violenze” – Appello a Israele per la protezione dei civili


La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha espresso oggi profonda preoccupazione per la situazione nella Striscia di Gaza, definendo le scene a cui si assiste come “intollerabili” e lanciando un accorato appello a una cessazione immediata delle violenze.

Le sue dichiarazioni sottolineano la crescente allerta internazionale riguardo all’escalation del conflitto e al suo impatto devastante sulla popolazione civile.


“I civili non possono essere e non devono mai diventare un bersaglio”, ha affermato von der Leyen, ribadendo un principio fondamentale del diritto internazionale umanitario. La Presidente ha poi esortato Israele a “mantenere le promesse” fatte riguardo alla protezione dei non combattenti e all’accesso agli aiuti umanitari nella Striscia.


Le parole di von der Leyen arrivano in un momento di intensa pressione sulla comunità internazionale per intervenire in un conflitto che ha causato migliaia di vittime, tra cui un numero elevatissimo di donne e bambini. Le immagini e i resoconti che giungono da Gaza mostrano una crisi umanitaria senza precedenti, con infrastrutture distrutte, ospedali al collasso e una popolazione stremata.


L’appello della Presidente della Commissione Europea si inserisce in un coro di voci internazionali che chiedono maggiore responsabilità e rispetto per i diritti umani. La richiesta di “mantenere le promesse” sembra voler richiamare Israele agli impegni presi in passato, volti a garantire corridoi umanitari sicuri e a minimizzare le vittime civili nelle operazioni militari.


La posizione dell’Unione Europea, pur riconoscendo il diritto di Israele all’autodifesa, si è sempre più orientata verso una ferma condanna delle azioni che colpiscono indiscriminatamente la popolazione civile. Le dichiarazioni odierne di von der Leyen rafforzano questa linea, ponendo l’accento sulla necessità di un’immediata de-escalation e sulla salvaguardia delle vite umane.


La comunità internazionale attende ora di vedere come le parti coinvolte risponderanno a questo rinnovato e pressante appello alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale.