Intesa sulla Decarbonizzazione dell’ex Ilva: Un Passo Avanti con la Questione del Dri Ancora Aperta





Il futuro dell’acciaieria di Taranto, l’ex Ilva, ha visto un importante sviluppo con la firma di un’intesa che traccia il percorso verso la decarbonizzazione del sito. L’accordo, siglato tra le parti coinvolte, rappresenta un passo significativo per avviare la transizione ecologica di uno dei più grandi e inquinanti complessi siderurgici d’Europa.





L’intesa stabilisce un quadro per la progressiva riduzione delle emissioni inquinanti e la modernizzazione degli impianti. Al centro del piano vi è l’impegno a implementare tecnologie più sostenibili e a investire in nuove soluzioni per la produzione dell’acciaio, con l’obiettivo di rendere lo stabilimento compatibile con gli standard ambientali europei.


L’accordo affronta temi come la messa in sicurezza del sito, la riqualificazione degli operai e la ricerca di fonti energetiche alternative per alimentare il processo produttivo.
Tuttavia, un punto cruciale e altamente dibattuto è stato rimandato: la scelta definitiva sul polo Dri (Direct Reduced Iron).


La bozza di accordo, infatti, non prende una decisione finale sull’installazione di questa tecnologia, considerata fondamentale per la produzione di “acciaio verde”. Il Dri, alimentato a gas naturale o, in futuro, a idrogeno, permetterebbe di ridurre drasticamente l’uso di combustibili fossili come il carbone, ma la sua implementazione richiede ingenti investimenti e una chiara strategia energetica.



La mancata scelta sul Dri indica che, sebbene ci sia la volontà di procedere con la transizione, le complessità tecniche, economiche e strategiche legate a questa tecnologia richiedono ulteriori approfondimenti. Le parti si sono date tempo per analizzare le diverse opzioni e per definire la migliore soluzione, che dovrà tenere conto non solo degli aspetti ambientali, ma anche della competitività dello stabilimento a livello globale e della disponibilità di fonti energetiche sostenibili.



In sintesi, l’accordo rappresenta un punto di svolta, un segnale concreto della volontà di cambiare il volto dell’ex Ilva. Tuttavia, il cammino è ancora lungo e la parte più complessa, la scelta tecnologica che definirà il futuro produttivo e ambientale del sito, rimane ancora da scrivere.