L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato un nuovo appello a Israele, sollecitando la semplificazione delle procedure burocratiche e amministrative per consentire un flusso più rapido ed efficiente degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
La richiesta arriva in un momento di crescente preoccupazione per la catastrofica situazione sanitaria e nutrizionale nell’enclave palestinese.
Secondo la portavoce dell’Oms, le restrizioni e gli ostacoli amministrativi imposti dalle autorità israeliane stanno gravemente limitando l’operato delle organizzazioni umanitarie e dei loro partner. Sebbene gli sforzi per far arrivare aiuti a Gaza non si siano fermati, le attuali procedure rendono estremamente difficile la distribuzione su larga scala.
Già nelle scorse settimane, l’Oms aveva lanciato un allarme drammatico, affermando che “a Gaza la fame uccide come le bombe”, con un numero allarmante di decessi legati alla malnutrizione, in particolare tra i bambini. L’organizzazione ha sottolineato che i lanci aerei di aiuti, sebbene apprezzati, non rappresentano una soluzione sostenibile e sufficiente per affrontare la crisi.
Ciò che serve, secondo l’Oms, è un accesso pieno e senza restrizioni che permetta di distribuire gli aiuti essenziali su una scala molto più vasta, raggiungendo tutte le persone in difficoltà.
L’appello si inserisce in un quadro di crescenti pressioni internazionali su Israele, con numerosi Paesi e organizzazioni che chiedono un maggiore impegno per garantire la sicurezza e il benessere della popolazione civile a Gaza, oltre al rispetto del diritto internazionale e umanitario.
