Diretto da Steven Spielberg nel 2022, il film di The Fabelmas è stato definito il lavoro più intimo e personale del celebre regista americano. Intenso e con un solido impianto narrativo, la pellicola ha saputo raccontare il vero senso della magia del cinema. Arriva in streaming su Amazon Prime Video. Ecco perché è giusto (ri)vederlo.
Conosciamo fin troppo bene il talento di Steven Spielberg come regista e narratore. Nel corso del tempo, è stato uno dei pochi ha saputo innovare il cinema con storie di grande impatto e che, poi, hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo. Da Lo Squalo al mito di Jurassic Park, da ET fino a Hook: questi sono alcuni dei suoi lavori più celebri e che hanno dato agio al regista di imporsi in un mercato competitivo e che lascia tutto all’immaginazione. Nel 2022, però, il regista ha stupito (di nuovo) il suo pubblico più fedele, realizzando un film che si è scostato dalla sua poetica più conosciuta e per spingersi in territori che lui, fino a quel momento, non aveva mai esplorato.
Con il titolo di The Fabelmans, il buon Spielberg ha voluto celebrare il cinema e la sua stessa magia, attraverso un racconto intenso e vibrante di una famiglia degli anni ’50. Il successo, neanche a dirlo, è stato imponente sia a livello di critica che di pubblico. Da oggi, The Fabelmans è disponibile in streaming per gli abbonati al servizio di Amazon Prime Video e, tra i tanti film, è uno dei migliori che è disponibile sul catalogo. Non perché porta la firma di Spielberg ma perché è un racconto universale di grande impatto e che fa leva sui nostri sogni più belli e nascosti.
Steven Spielberg nel suo film più autobiografico
Ci voleva una storia quasi autobiografica come The Fabelmans per riportare Steven Spielberg a scrivere la sceneggiatura di un film, a più di vent’anni da A.I. – Intelligenza artificiale. Vista la natura personale del progetto, il regista si è fatto affiancare alla scrittura da Tony Kushner, suo storico collaboratore e due volte nominato all’Oscar per Munich e Lincoln, nonché autore del recente West Side Story. The Fabelmans è uno spaccato dell’infanzia americana del XX secolo, è il toccante racconto di formazione di un giovane che scopre uno sconvolgente segreto di famiglia e un’esplorazione del potere dei film nell’aiutarci a vedere la verità sull’altro e su noi stessi.
Basata sull’infanzia e l’adolescenza del regista e in particolare si ispira al periodo trascorso in Arizona, il film racconta la storia di Sammy Fabelman (Gabriel LaBelle), un ragazzo cresciuto tra l’Arizona e la California tra gli anni 50 e 60, che grazie all’amore di sua madre (Michelle Williams) per la musica e il cinema, si appassiona anche lui alla settima arte. il giovane scopre uno sconvolgete segreto familiare e si rifugia nella magia del cinema, che con il suo potere salvifico può aiutarlo a vedere la verità.
Steven Spielberg che spiega la magia del cinema
Il film è una storia autobiografica vagamente basata sull’adolescenza di Spielberg e sui primi anni come regista. La trama è raccontata attraverso la storia dell’immaginario Sammy Fabelman, un giovane aspirante regista che esplora come il potere dei film possa aiutarlo a vedere la verità sulla sua famiglia e su coloro che lo circondano. Spielberg aveva concepito il progetto già nel 1999, con sua sorella Anne che stava scrivendo una sceneggiatura intitolata I’ll Be Home. Il progetto fu accantonato per 20 anni, poiché Spielberg aveva delle riserve nell’esplorare la storia della sua famiglia per paura che i suoi genitori ne sarebbero rimasti feriti.
Spielberg ha rivisitato il progetto nel 2019 e la sceneggiatura è stata completata alla fine del 2020. Lo sviluppo del film è iniziato ufficialmente subito dopo. John DeFore dell’Hollywood Reporter ha sottolineato che il film descrive “una vivida spaccatura dei primi lampi di intuizione cinematografica dell’autore e un ritratto, pieno di amore ma non offuscato dalla nostalgia, della famiglia del regista”. Nel 2023 ha ricevuto ben 7 candidature agli Oscar senza, però, vincere nessun riconoscimento. Ma ha vinto due Emmy e un David di Donatella come miglior film straniero.