Dal papà della Casa di Carta arriva su Netfix “Il rifugio antiatomico”. Così la Spagna rilegge il nostro presente

Dopo il grande successo ottenuto dalla prima produzione spagnola di Netfix, dal 19 settembre arriva una nuova serie dal creatore della Casa di Carta che promette di riflettere sulle paure della minaccia atomica. 

C’è una vera e propria invasione delle serie spagnole. Nel corso di questi ultimi ultimi anni e da quando il colosso dello streaming di Netfix ha investito su produzioni europee, il catalogo ha visto il proliferare di tante serie tv che sono state prodotte in terra spagnola e che, stranamente, hanno trovato anche un largo consegno da parte del pubblico. La casa di carta era tra queste. Pioniera della nuova serialita’, si è imposta in un mercato in evoluzione, diventando un cult dei tempi moderni tanto da andare ben oltre i confini europei. Alex Pina, la mente dietro il successo, è diventato uno tra gli sceneggiatori più contesi e, di fatto, dopo il grande successo de La casa di Carta è pronto a tornare in tv con una nuova serie. Il 19 settembre, sempre su Netfix, è previsto il debutto di “Il rifugio atomico”. 

La nuova serie dal creatore della Casa di Carta

La storia è molto semplice e efficace, e fa intuire un racconto carico di azione ma che possa riflettere anche sui problemi del nostro presente. In un bunker di lusso progettato per resistere a qualsiasi catastrofe immaginabile, un gruppo di miliardari è costretto a convivere dopo essersi rinchiuso a causa della minaccia di un conflitto globale senza precedenti. Il Kimera Underground Park diventa lo sfondo claustrofobico per le vicende di due famiglie segnate da una ferita del passato. Isolate nel sottosuolo e senza alcuna possibilità di fuga, liberano le proprie personalità rivelando i segreti più inconfessabili, e facendo emergere anche le alleanze più inaspettate. Un’eccessiva e sorprendente radiografia emotiva di miliardari che vivono in un buco dorato. I residenti di questo rifugio sono interpretati da Miren Ibarguren (Tutti mentono), Joaquín Furriel (Il suo regno), Natalia Verbeke (Ana Tramel. El juego), Carlos Santos (L’uomo dai mille volti), Montse Guallar (Io so chi sei), Pau SimónAlicia Falcó (Las buenas compañías), Agustina Bisio Álex Villazán (Alma). 

Cosa c’è da aspettarsi dalla nuova serie tv? 

8 gli episodi previsti per un racconto intenso e per nulla banale che apre una parentesi sui dubbi e le paure del nostro presente. Il rifugio antiatomico, infatti, mette in scena ciò che stiamo vivendo, ed estremizza una società impaurita dalla minaccia atomica e da tutto ciò che ne consegue. Immagina un mondo colpito nel profondo da un pericolo mortale e da una minaccia da cui è impossibile sopravvivere. E immagina una realtà popolata solo dal potere dei soldi e da una politica egoistica e fine a se stessa. Pur non avendo un tema molto originale – qualcosa di simile lo abbiamo già visto in Paradise di Disney +-, la serie affronta di petto tutte le paure più concrete dei tempi che stiamo vivendo: come la guerra tra poveri, una società allo sbando e come la minaccia del nucleare che oggi più di di ieri ha stavolta nel nostre certezze