Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato una serie di nove misure urgenti per affrontare la crisi umanitaria e fermare quello che ha definito un “genocidio” a Gaza.
La Spagna, che si è distinta per una posizione critica nei confronti delle operazioni militari di Israele, intende presentare queste proposte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, cercando il sostegno della comunità internazionale.
La mossa del governo spagnolo arriva dopo mesi di crescenti tensioni e di un deterioramento della situazione nella Striscia, con la Moncloa che ha più volte definito la risposta europea al conflitto come un “fallimento”. Il pacchetto di misure mira a un’azione più decisa e concertata per garantire la sicurezza dei civili e il pieno accesso agli aiuti umanitari.
Le nove misure chiave proposte da Madrid:
Cessate il fuoco immediato e duraturo: La richiesta principale è una cessazione completa e incondizionata delle ostilità, ritenuta l’unico modo per fermare la perdita di vite umane innocenti.
Accesso umanitario senza ostacoli: Le proposte includono l’apertura di tutti i valichi di frontiera e la creazione di corridoi sicuri per la distribuzione degli aiuti, con la protezione degli operatori umanitari.
Rilascio immediato degli ostaggi: Sánchez ha ribadito l’appello per il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi.
Rifiuto di qualsiasi modifica demografica o territoriale: La Spagna respinge fermamente qualsiasi piano che preveda lo spostamento forzato della popolazione palestinese o una riduzione del territorio di Gaza.
Monitoraggio internazionale: Viene proposta una missione di monitoraggio internazionale, sotto l’egida delle Nazioni Unite, per verificare l’attuazione del cessate il fuoco e l’adesione al diritto internazionale umanitario.
Sanzioni contro i coloni violenti e il governo israeliano: Si chiede l’imposizione di sanzioni contro i coloni responsabili di attacchi in Cisgiordania e la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, a causa delle violazioni dei diritti umani.
Sostegno finanziario per la ricostruzione: Madrid si impegna a stanziare fondi aggiuntivi per la ricostruzione delle infrastrutture civili e il sostegno alla popolazione sfollata.
Rafforzamento dell’UNRWA: Si propone il pieno ripristino e un aumento dei fondi per l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA).
Avvio di un processo di pace vincolante: L’obiettivo a lungo termine è la ripresa di un processo negoziale credibile e vincolante, basato sulla soluzione dei due Stati con confini del 1967 e Gerusalemme Est come capitale dello Stato palestinese.
Queste proposte riflettono la linea di politica estera spagnola che, insieme a Paesi come l’Irlanda e la Norvegia, ha riconosciuto lo Stato di Palestina e ha costantemente criticato le operazioni israeliane a Gaza. La dichiarazione della Moncloa sottolinea l’urgenza di un’azione collettiva per evitare un’ulteriore catastrofe umanitaria e garantire la stabilità nella regione.
