La tensione nel Mediterraneo orientale è culminata nella serata di mercoledì con l’intervento della Marina militare israeliana. Questa ha intercettato e abbordato le navi della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per tentare di forzare il blocco navale.
L’operazione, che secondo gli attivisti è avvenuta a circa 70 miglia nautiche dalla Striscia, ha portato al fermo degli equipaggi e degli oltre 500 attivisti a bordo. Tra questi, vi erano diversi cittadini italiani e la nota attivista svedese Greta Thunberg.
L’azione, che Israele definisce un blocco legittimo, è stata duramente criticata dagli organizzatori della Flotilla. Essi hanno sottolineato una “palese violazione del diritto umanitario e marittimo”. Il fermo ha scatenato una forte reazione in Italia e in diverse capitali europee.
Il Governo italiano ha seguito la vicenda con grande attenzione. Si è concentrato sulla sicurezza dei propri connazionali e sulle procedure di rimpatrio.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso la sua principale preoccupazione. Egli è preoccupato per l’incolumità delle persone coinvolte. “Le barche sono circondate, l’importante è che tutto avvenga senza violenza e che nessuno si faccia male,” ha dichiarato.
Ha sottolineato che si trattava di un’azione di “blocco” piuttosto che di un “attacco”. Crosetto ha confermato che tutte le imbarcazioni sarebbero state scortate al porto israeliano di Ashdod.
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fornito aggiornamenti sulle sorti degli attivisti italiani. Egli ha confermato l’accordo raggiunto con Israele. “Gli italiani andranno in Israele e poi saranno espulsi,” ha annunciato Tajani. Ha precisato che le Forze Armate israeliane avevano assicurato il non utilizzo della violenza.
Riguardo ai tempi, il Ministro ha chiarito che, a causa della festività ebraica di Yom Kippur, gli attivisti fermati e condotti ad Ashdod “saranno imbarcati su un aereo entro un paio di giorni e riportati in Europa.”
L’intercettazione è avvenuta dopo un ‘alt’ formale da parte della Marina israeliana. La Marina aveva chiesto alle navi di invertire la rotta. Secondo gli attivisti, l’abbordaggio è stato preceduto da manovre di disturbo.
Questi includevano l’uso di idranti e la schermatura delle comunicazioni. La nave Alma, considerata l’ammiraglia della missione, è stata una delle prime ad essere abbordata. Il suo equipaggio è stato fermato.
Israele giustifica l’operazione. Ritiene che la Flotilla stava cercando di violare un blocco navale. Tel Aviv considera questo blocco legittimo e necessario per impedire l’ingresso di armi a Gaza. Alcuni analisti israeliani hanno definito la missione una “provocazione”.
La Global Sumud Flotilla è composta da circa 40 imbarcazioni e 540 partecipanti da 44 Paesi. Aveva come obiettivo dichiarato quello di “rompere l’assedio” e consegnare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza. Queste condizioni esacerbano le sofferenze a causa del conflitto.
La notizia del blocco ha innescato immediate reazioni in Italia. Qui, gruppi pro-Palestina e collettivi studenteschi sono scesi in piazza in diverse città, tra cui Roma, Napoli, Milano e Torino. A Napoli, i manifestanti hanno occupato i binari della Stazione Centrale in segno di protesta.
Il sindacato di base USB ha annunciato uno sciopero generale per il prossimo venerdì. Mentre, la CGIL ha espresso forte preoccupazione, definendo l’azione contro navi civili che trasportavano cittadini italiani “un fatto di gravità estrema”.
Mentre gli attivisti sono detenuti in attesa dell’espulsione, l’attenzione resta alta. I governi europei e le organizzazioni internazionali monitorano la situazione. Vogliono assicurare che le procedure di rimpatrio avvengano nel rispetto dei diritti umani e delle tempistiche annunciate.
