In una giornata segnata da mobilitazioni senza precedenti, l’Italia ha risposto con forza all’abbordaggio della Flotilla da parte di Israele.
Cortei, scioperi e presidi hanno animato oltre cento città, da Milano a Palermo, in solidarietà con gli attivisti della missione umanitaria diretta a Gaza e per denunciare la situazione della popolazione palestinese.
Secondo la CGIL, oltre due milioni di persone hanno partecipato alle manifestazioni indette per il 3 ottobre, mentre il Ministero dell’Interno ha stimato una partecipazione tra le 400 e le 500 mila unità.
A Roma, una “marea umana” ha invaso il centro e la tangenziale, con 300 mila partecipanti secondo gli organizzatori. In testa al corteo, lo striscione “Stop al Genocidio, siamo tutti Global Sumud Flotilla” ha fatto da simbolo della protesta.
A Milano, 150 mila persone hanno sfilato da Porta Venezia fino a piazza Leonardo, mentre gruppi autonomi hanno tentato di bloccare la tangenziale Est, provocando scontri con le forze dell’ordine.
A Bologna, tensioni e cariche si sono verificate lungo la tangenziale, dove una ragazza è rimasta ferita da un lacrimogeno.
Le proteste hanno avuto un impatto significativo sulla mobilità: autostrade, aeroporti e stazioni ferroviarie sono stati bloccati in diverse città. A Pisa, i manifestanti hanno invaso la pista dell’aeroporto, causando lo stop dei voli. A Firenze e Genova, l’occupazione dei binari ha rallentato il traffico ferroviario per ore.
A Torino, il corteo ha deviato verso la sede di Leonardo, dove si sono verificati lanci di pietre e scritte sulle auto dei dipendenti. A Napoli, oltre 10 mila persone hanno bloccato il porto e occupato le vie del centro.
Nel frattempo, quattro parlamentari italiani presenti sulla Flotilla sono stati rimpatriati. Il ministro israeliano Ben Gvir ha diffuso un video in cui definisce gli attivisti “terroristi”, sostenendo che dovrebbero “restare in carcere per mesi”.
Le dichiarazioni hanno suscitato indignazione tra i manifestanti e i sindacati, che accusano il governo italiano di abbandono istituzionale.
La giornata ha visto la partecipazione di studenti, sindacati, associazioni e movimenti sociali. In molte città, le manifestazioni sono iniziate sulle note di “Bella Ciao”, richiamando la Resistenza e rivendicando un futuro di pace e giustizia sociale.
“Siamo l’equipaggio di terra della Flotilla”, hanno dichiarato i manifestanti a Torino.
