Bozza manovra 2026: Irpef, rottamazione e braccio di ferro tra banche e ministero



La Legge di Bilancio 2026 prende forma in una prima bozza che conta 137 articoli e mobilita circa 18,7 miliardi di euro di interventi.

La bozza del nuovo documento, risultato di intensi confronti politici e tecnici, punta su una “pace fiscale” ambiziosa. Essa prevede una nuova riduzione dell’IRPEF per i redditi medi e misure di sostegno a famiglie e imprese. Tuttavia, porta con sé tensioni, in particolare sul fronte delle coperture finanziarie provenienti da banche e tagli ai Ministeri.

Il nucleo centrale della manovra è la continuazione della riforma fiscale, focalizzata sui redditi da lavoro:

Taglio IRPEF: L’intervento più oneroso (circa 9 miliardi nel triennio) riguarda la rimodulazione del secondo scaglione. Si prevede la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. Vi sono pressioni per estendere la platea fino a 60.000 euro. Il beneficio massimo per un lavoratore dipendente è stimato intorno ai 440 euro l’anno.

Rottamazione “Quinquies”: La bozza introduce una nuova iniziativa di “pace fiscale” o rottamazione delle cartelle. Questa dovrebbe coprire i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. L’ipotesi più accreditata prevede un pagamento in un massimo di 54 rate bimestrali, quindi in nove anni. Inoltre, si prevede di non applicare sanzioni, ma con l’esclusione di chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi. È prevista anche una sanatoria per i debiti sotto una certa soglia.

Flat Tax e Tasse sugli Affitti: Per gli stranieri che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, la flat tax sui redditi esteri sale a 300.000 euro. Viene inoltre soppressa la riduzione della cedolare secca, che resta al 26%. Non sarà più al 21% per il secondo immobile.

Il pacchetto famiglia e lavoro riceve un importante rifinanziamento, con stanziamenti di circa 3,5 miliardi nel triennio:

Bonus Mamme: Aumento del bonus per le lavoratrici madri, che sale da 40 a 60 euro mensili per chi ha almeno due figli. Questo beneficio è per chi ha un reddito fino a 40.000 euro.

Congedi: Estensione del congedo parentale facoltativo, retribuito all’80% per tre mesi. Si aumenta anche il numero di giorni di astensione dal lavoro per malattia dei figli, da 5 a 10 giorni l’anno per i figli tra 3 e 14 anni.

Carta Dedicata a Te: La social card per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità viene rifinanziata.

Il reperimento delle risorse necessarie a finanziare la manovra genera il maggior attrito politico ed economico.

Dopo un intenso confronto con il Ministero dell’Economia e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), è stato scongiurato il rischio di una tassa sugli extraprofitti. In favore di un contributo straordinario e concertato da parte di banche e assicurazioni, la misura sarà spalmata su tre anni. Essa è destinata a coprire parte degli oneri. L’aliquota Irap per banche e assicurazioni sarà inoltre aumentata di due punti percentuali nel triennio 2026-2028.

Il Ministro dell’Economia Giorgetti ha confermato che le coperture non provengono “solo dalle banche”. Provengono anche da interventi di razionalizzazione e spending review che coinvolgono i Ministeri. Nonostante le dichiarazioni del Ministro, il pressing da parte delle diverse Amministrazioni centrali contro i tagli di spesa è ancora in corso. Questo è un segno che la distribuzione delle risorse e dei sacrifici è lungi dall’essere definita.

Plastic e Sugar Tax: Prorogata ancora la sterilizzazione delle due imposte. Si posticipa la loro entrata in vigore al 31 dicembre 2026 (o 2027, a seconda delle fonti).

Bonus Edilizi: Confermata la proroga per il 2026 del Bonus Ristrutturazioni al 50% per la prima casa e al 36% per la seconda. Si mantengono le aliquote vigenti nel 2025.

Incentivi: Rifinanziate misure come la “Nuova Sabatini” e il credito d’imposta per le imprese nelle Zone Economiche Speciali (ZES).

La bozza è in attesa dell’approvazione finale del Consiglio dei Ministri e del dibattito parlamentare. Rappresenta la linea direttiva del Governo.