Trump: Stop guerra in Ucraina? Penso ci arriveremo”




Le parole di Trump alla Casa Bianca riavvivano la speranza di un accordo.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riacceso i riflettori sulla possibilità di una rapida fine del conflitto in Ucraina. Durante un incontro con il Premier australiano Anthony Albanese nello Studio Ovale della Casa Bianca, Trump ha espresso un cauto ottimismo. Ha risposto a una domanda sulla speranza di una conclusione della guerra con un laconico: “Penso che ci arriveremo.”

Le parole del Presidente arrivano in un momento di intensa attività diplomatica. Pochi minuti prima, Trump ha anche commentato lo stato dei negoziati, affermando: “Stiamo provando a fare un accordo sull’Ucraina”. Un’affermazione che sottolinea l’impegno diretto dell’amministrazione statunitense per una soluzione diplomatica, ma che contiene anche un velato avvertimento. “Se non faremo un accordo un sacco di persone pagheranno un grande prezzo”.
La dichiarazione segue la recente conversazione telefonica (16 ottobre) tra Trump e il leader del Cremlino Vladimir Putin. Inoltre, il “turbolento” incontro (17 ottobre) alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo alcune fonti, proprio nell’incontro con Zelensky, Trump avrebbe esercitato una forte pressione per una possibile cessione del Donbass. Questa proposta è stata ritenuta “irricevibile” da Kiev, con l’obiettivo di raggiungere una tregua.
geopolitica: La Posizione Ambivalente degli USA

L’ottimismo di Trump si affianca a un’analisi realistica, o forse pessimistica, sulla situazione militare. Riferendosi alle possibilità di vittoria di Kiev, il Presidente ha specificato che l’Ucraina “potrebbe ancora vincere la guerra, ma non penso ci riuscirà”, aggiungendo che “potrebbe accadere qualsiasi cosa”. Questa ambivalenza riflette le diverse visioni all’interno della Casa Bianca e tra gli alleati occidentali.

Parallelamente, si è discusso molto di un vertice tra Trump e Putin. Si ipotizza che possa tenersi a Budapest, in Ungheria, città apprezzata dal Presidente USA per la leadership di Viktor Orbán. Il presidente ucraino Zelensky ha comunque dichiarato di essere pronto a partecipare a tale incontro, se invitato. Ribadisce la necessità della presenza di Kiev in qualsiasi discussione sul proprio destino.

La spinta di Trump per una pace rapida, che per molti in Europa sembra implicare concessioni territoriali all’Ucraina, genera preoccupazione tra gli alleati. L’Alta Rappresentante dell’UE per la Politica estera, Kaja Kallas, pur riconoscendo che Trump sia “sincero nel cercare di porre fine a questa guerra,” ha sottolineato che “senza Ue-Kiev no risultati”. Ha puntato il dito contro la Russia come l’unica che non vuole la fine del conflitto. Il presidente francese Emmanuel Macron, dal canto suo, ha auspicato che sia l’Ucraina che i rappresentanti europei siano “al tavolo” di qualsiasi vertice in cui si discuta del futuro di Kiev.

Le recenti mosse di Washington confermano che la fine della guerra in Ucraina è ormai la priorità assoluta nella politica estera di Donald Trump. È un obiettivo che il Presidente sembra intenzionato a perseguire con determinazione, ma che sta già delineando scenari diplomatici complessi e potenzialmente divisivi all’interno della coalizione occidentale.