Ucraina e Leader UE uniti: sostegno a Trump, ma sovranità irrinunciabile


I leader dell’Unione Europea, insieme al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, hanno rilasciato oggi una dichiarazione congiunta di grande peso politico. Riaffermano con forza il principio cardine del diritto internazionale: “I confini internazionali non devono essere modificati con la forza”.


Il documento è firmato dai vertici comunitari, inclusa la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio Europeo António Costa. Anche i capi di Stato e di governo di paesi chiave come Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Gran Bretagna (Keir Starmer), Polonia, Finlandia, Danimarca e Norvegia hanno firmato. Questo documento definisce una posizione unitaria sulla via della pace in Ucraina. Ciò avviene in un momento cruciale, prima del vertice tra il Presidente americano Donald Trump e il Presidente russo Vladimir Putin a Budapest.

La dichiarazione sorprende per l’esplicito appoggio alla linea annunciata dal Presidente Trump riguardo al conflitto. Tuttavia, mantiene salda la premessa sulla sovranità territoriale.

“Sosteniamo con forza la posizione del presidente Trump secondo cui i combattimenti devono cessare immediatamente. L’attuale linea di contatto deve essere il punto di partenza dei negoziati,” si legge nel testo.

Questa presa di posizione indica la volontà dei leader europei di allinearsi all’iniziativa di pace promossa da Washington. Riconoscono la necessità di porre fine alle ostilità. Tuttavia, la frase successiva stabilisce un paletto irrinunciabile per Kiev e i suoi alleati: “Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza.”

Questo passaggio evidenzia la duplice strategia. Abbracciare il cessate il fuoco immediato proposto da Trump come base per i colloqui è un punto. Tuttavia, viene respinta categoricamente qualsiasi legittimazione delle conquiste territoriali ottenute dalla Russia con la guerra.

I firmatari sottolineano che l’Ucraina è la sola parte realmente interessata alla pace. Al contrario, la Russia di Putin continua a scegliere la violenza.

Punto di forza nei negoziati: I leader affermano che l’Ucraina deve trovarsi “nella posizione più forte possibile, prima, durante e dopo qualsiasi cessate il fuoco.”

Pressione economica: Viene ribadita la necessità di “aumentare la pressione sull’economia russa e sulla sua industria della difesa,” finché Mosca non sarà pronta a concludere una vera pace.

Beni Russi Immobilizzati: La dichiarazione conferma l’impegno a elaborare misure per “utilizzare appieno il valore dei beni sovrani russi immobilizzati,” al fine di fornire a Kiev le risorse necessarie.

A dimostrazione di un coordinamento costante, i leader hanno annunciato che si incontreranno nuovamente “più avanti questa settimana nel Consiglio europeo e nel formato della Coalizione dei volenterosi per discutere come portare avanti questo lavoro e sostenere ulteriormente l’Ucraina.”

L’Europa si muove dunque in una direzione di convergenza tattica con gli Stati Uniti sulla fine immediata dei combattimenti. Tuttavia, non rinuncia alla difesa dell’integrità territoriale ucraina.