La Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato azioni per 1,29 miliardi di euro alla holding lussemburghese. Ciò riguarda la principale azionista di Davide Campari-Milano, per presunta evasione sull’“exit tax”.
Sequestro da 1,29 miliardi alla holding Lagfin
I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano, su disposizione della Procura di Monza, hanno eseguito un sequestro preventivo da oltre 1,29 miliardi di euro. Questo provvedimento è nei confronti della Lagfin S.A., holding di diritto lussemburghese e principale azionista della Davide Campari-Milano N.V.
Il provvedimento, disposto dal Gip di Monza, riguarda i reati di “dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici”. Inoltre, si riferisce alla “responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” ai sensi del decreto legislativo 231/2001.
L’origine dell’indagine: una fusione e l’exit tax non dichiarata
L’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, è partita da una verifica fiscale nei confronti della holding Lagfin.
Secondo gli investigatori, a seguito di una fusione per incorporazione con la propria controllata italiana — che deteneva il pacchetto di maggioranza di Campari — non sarebbero state dichiarate le plusvalenze da “exit tax”. Queste ammontano a oltre 5,3 miliardi di euro.
Queste plusvalenze, maturate in capo alla società italiana, non sarebbero state tassate come previsto dalla normativa fiscale italiana. Ciò avvenne al momento della loro fuoriuscita dal territorio nazionale.
La ricostruzione degli inquirenti
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo societario avrebbe realizzato una serie di operazioni complesse al fine di formalizzare un trasferimento di asset dalla società italiana a una branch domestica di nuova costituzione.
Tuttavia, la gestione effettiva del ramo d’azienda finanziario — sottolineano gli inquirenti — continuava a essere esercitata dalla casa madre estera. Questo rendeva il trasferimento solo apparente.
L’esecuzione del sequestro
Il sequestro è stato integralmente eseguito mediante l’apposizione di un vincolo sulle azioni ordinarie della società partecipata da Lagfin. Questo vincolo è stato posto fino alla concorrenza dell’importo di 1.291.758.703,34 euro. Tale somma corrisponde all’imposta che secondo la Procura non sarebbe stata versata all’atto della fusione.
Il provvedimento mira a garantire la confisca per equivalente del valore ritenuto sottratto al fisco italiano.
Campari e Lagfin: il contesto societario
La Lagfin S.A. è la holding di controllo della Davide Campari-Milano N.V., una società quotata alla Borsa di Milano e proprietaria di alcuni tra i marchi più noti del settore beverage mondiale. Campari, Aperol, Cynar e Averna sono esempi. Al momento, la società non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’indagine in corso.
❓ FAQ
Chi è Lagfin?
È la holding lussemburghese che controlla la Davide Campari-Milano N.V., società leader mondiale nel settore degli aperitivi e degli spirits.
Perché è stata sequestrata una somma così elevata?
Per presunta mancata dichiarazione delle plusvalenze da exit tax, stimate in 5,3 miliardi di euro, in seguito a un’operazione di fusione societaria.
Chi conduce l’indagine?
La Guardia di Finanza di Milano, sotto il coordinamento della Procura di Monza.


