Borsa Milano: apertura in profondo rosso, il Ftse Mib scivola sotto i 45.100 punti

Inizio di settimana difficile per Piazza Affari. Nella prima sessione dopo il fine settimana, la Borsa di Milano ha aperto le contrattazioni con un calo deciso, segnando un -1,63% nei primi scambi.

Il principale indice di riferimento, il Ftse Mib, si è attestato a quota 45.052 punti, risentendo di un clima di incertezza che coinvolge i principali listini europei.

Il sentiment negativo del mercato è alimentato da una combinazione di fattori macroeconomici e tecnici:
Il calo odierno è parzialmente influenzato dallo stacco della cedola di due pesi massimi del listino. Enel e Snam hanno infatti staccato oggi l’acconto sul dividendo 2025, un’operazione che meccanicamente decurta il valore dell’indice in apertura.

L’assenza della guida dei mercati americani, chiusi oggi per festività (Martin Luther King Day), riduce i volumi di scambio e accentua la volatilità sui listini continentali.

Restano sullo sfondo le tensioni legate alla nuova amministrazione Trump negli Stati Uniti e le possibili frizioni con la Federal Reserve, elementi che spingono gli investitori alla cautela in attesa di nuovi dati sull’inflazione europea previsti in mattinata.

Tra i titoli più colpiti in avvio si segnalano i comparti bancario ed energetico. Mentre Prysmian cerca di resistere sui massimi, si osserva pressione sulle utility proprio a causa degli aggiustamenti tecnici legati ai dividendi. Sotto la lente anche il comparto del lusso, con Brunello Cucinelli che prosegue la fase di debolezza dopo i recenti sell-off.

Gli occhi degli analisti sono ora puntati sul World Economic Forum di Davos, che entra nel vivo proprio oggi. Gli interventi dei banchieri centrali, tra cui Christine Lagarde (BCE), saranno monitorati attentamente per captare segnali sulle prossime mosse di politica monetaria in un 2026 che si preannuncia denso di sfide per la crescita globale.