Meloni stupita: “Inaccettabili le parole di Trump sugli alleati in Afghanistan

Giorgia meloni g7



Un nuovo fronte diplomatico si apre tra Roma e Washington, scuotendo i delicati equilibri della coalizione NATO. Al centro della tempesta, alcune dichiarazioni al vetriolo del Presidente statunitense Donald Trump riguardo alla gestione del ritiro dall’Afghanistan e al contributo degli alleati europei, definite dalla Premier Giorgia Meloni come “inaccettabili”.



Il casus belli è scoppiato a seguito di un intervento del tycoon che, nel rivendicare la propria visione della politica estera “America First”, avrebbe minimizzato il sacrificio dei contingenti alleati durante il ventennale conflitto afghano.

La risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere: Meloni, solitamente attenta a mantenere un asse solido con la Casa Bianca, ha espresso profondo stupore, ribadendo che il valore e il sangue versato dai soldati italiani e dei partner europei non possono essere oggetto di strumentalizzazione politica.

“Le parole del Presidente Trump colpiscono al cuore la cooperazione transatlantica,” trapela da fonti vicine alla Presidenza del Consiglio. “L’impegno italiano in Afghanistan è stato costante, oneroso e, soprattutto, pagato con vite umane che meritano rispetto assoluto.”

La parziale retromarcia su Londra
Nel tentativo di contenere l’incendio diplomatico, il Presidente Trump ha cercato di correggere il tiro, almeno nei confronti del Regno Unito. Attraverso i suoi canali ufficiali, il Presidente ha tenuto a precisare il suo legame con lo storico alleato britannico:

Trump ha definito i soldati di Sua Maestà come “estremamente coraggiosi”.
Una distinzione che però non ha placato le ire degli altri partner europei, rimasti esclusi dall’elogio e, al contrario, criticati per non aver investito a sufficienza nella difesa comune.

In Italia, le dichiarazioni di Trump hanno offerto il fianco alle critiche feroci delle opposizioni. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle sono insorti, accusando il governo Meloni di essere troppo subordinato a una leadership americana che “non mostra rispetto per l’Italia”.

PD: “Schlein chiede chiarezza in Parlamento: l’Italia non può essere trattata come un alleato di serie B.”
M5S: “Conte attacca la Premier: la sua presunta autorevolezza internazionale si sgretola davanti ai diktat di Trump.”

Verso un vertice riparatore?
La tensione resta alta. Mentre la diplomazia italiana lavora per ricucire lo strappo, resta il nodo fondamentale del futuro della NATO sotto l’amministrazione Trump.

La Premier Meloni si trova ora in una posizione scomoda: difendere l’onore delle forze armate italiane senza incrinare definitivamente il rapporto con l’uomo più potente del mondo, il cui ritorno alla Casa Bianca sta già ridisegnando le regole della geopolitica globale.