Trump minaccia l’Iran: “Un’intera civiltà sta per morire”

La crisi tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un nuovo picco di tensione dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che nelle ultime ore ha avvertito Teheran che “un’intera civiltà morirà stanotte” se non verranno accolte le richieste contenute nel suo ultimatum.

Le parole, diffuse tramite Truth Social, hanno immediatamente provocato reazioni internazionali e un’ondata di condanne.


La minaccia e la smentita sul nucleare


Secondo quanto riportato da diverse testate, la Casa Bianca è stata costretta a intervenire per smentire che l’amministrazione stia valutando l’uso di armi nucleari, dopo che l’escalation verbale di Trump aveva alimentato timori globali. Il presidente ha ribadito la possibilità di colpire infrastrutture strategiche iraniane nel caso in cui Teheran non riapra lo Stretto di Hormuz e non accetti un nuovo accordo.


La risposta di Teheran: “Non avrete petrolio per anni”


La reazione iraniana non si è fatta attendere. I Pasdaran hanno avvertito gli Stati Uniti e i loro alleati che, in caso di attacco, “non avranno petrolio e gas per anni”, minacciando di estendere il conflitto oltre i confini regionali. Le autorità hanno inoltre invitato i giovani iraniani a formare catene umane attorno alle centrali elettriche per proteggerle da possibili bombardamenti.

Parallelamente, Teheran ha chiuso i canali di comunicazione con Washington, mentre sul terreno si moltiplicano gli attacchi: raid congiunti USA-Israele hanno colpito Qom e l’isola di Kharg, nodo cruciale dell’infrastruttura petrolifera iraniana.


Il Papa: “Minaccia inaccettabile”


La reazione più forte sul piano morale è arrivata dal Vaticano. Il Papa ha definito “inaccettabile” la minaccia di Trump, sottolineando che un attacco di tale portata colpirebbe “tantissime persone completamente innocenti che verrebbero travolte da una violenza ingiustificabile”. Ha inoltre invitato la comunità internazionale a fare tutto il possibile per evitare un conflitto aperto.


La posizione dell’Italia


Da Roma, Palazzo Chigi ha espresso preoccupazione per l’escalation e ha ribadito che “gli iraniani non possono pagare le colpe del regime”, richiamando la necessità di distinguere tra leadership politica e popolazione civile. La posizione italiana si inserisce in un quadro europeo teso, mentre diversi governi monitorano gli sviluppi e preparano riunioni d’emergenza.


Uno scenario sempre più instabile


La crisi si inserisce in un contesto già segnato da attacchi con droni, bombardamenti mirati e tensioni sul traffico energetico globale. Lo Stretto di Hormuz, crocevia fondamentale per il commercio mondiale di petrolio, resta il nodo centrale del confronto. Analisti internazionali avvertono che anche un attacco massiccio non garantirebbe la capitolazione dell’Iran, mentre un conflitto aperto avrebbe conseguenze economiche e geopolitiche di portata globale.