Lucio Corsi al quinto posto, Gabry Ponte ultimo: cosa è successo nella finale dell’Eurovision

Si è conclusa, nel corso della serata di sabato 17 maggio su Rai 1, la finale dell’Eurovision Song Contest che, come gli anni precedenti, si è confermata essere una kermesse canora e politica. Vince l’Austria con una canzone dimenticabile ma resta nei primi 5 il mitico Lucio Corsi che si conferma un grande fuori classe. Invece, flop per Gabry Ponte che arriva ultimo.

Non sono solo canzonette ma, da qualche anno a questa parte, l’Eurovision Song Contest sta diventando un vero e proprio manifesto culturale e politico sul mondo in cui viviamo. Un manifesto che parla di inclusività e di una società senza barriere ma unita dalla musica. Anche se, a onor del vero, la politica è entrata a gamba tesa in un contest in cui non dovrebbe essere proprio presa in considerazione, l’Eurovision resta comunque un festival canoro che aiuta a riflettere sul potere della musica e sulla sua pervasività. L’edizione di quest’anno, al netto delle polemiche sui cantanti in gara (come Israele che è arrivata la secondo posto) e di alcune performance non al top, a trionfare è stato il giovane JJ che ha gareggiato per l’Austria.

Una vittoria a furor di popolo che ha convinto più a livello vocale che su quello sonoro. Una vincita meritata ma che non convince fino in fondo dato che la sua “Wasted Love” non è un pezzo forte e che potrebbe trovare ampi consensi tra le radio e in streaming, ma la classifica ha regalato grandi sorprese. “Espresso Macchiato” arriva terzo, Lucio Corsi (con i suoi pochi mezzi) resta in top five ma non convince “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte che arriva in fondo alla classica. Finito l’Eurovision – che il prossimo anno si svolgerà nel paese vincitore – restano le polemiche ma resta solo la musica come unica esperienza di arte performante.

Lucio Corsi che si conferma un fuori classe

Come abbiamo già ampiamente discusso, Lucio Corsi è stata la vera sorpresa di questo Eurovision. In gara con una canzone che era poco adatta a una kermesse di questa portata, ha convinto il pubblico, i votanti e la critica con la sua semplicità. Quel suo show minimalista con chitarra e pianoforte è stata una scelta vincente per l’artista e per la sua “Volevo essere un duro”. Una vittoria che arriva del tutto inaspettata dato che, in pochi, avrebbero creduto su un tale successo e invece così non è stato. La semplicità, il testo e la bravura di Corsi hanno convinto anche i più critici che, alla fine, hanno premiato il cantante con un meritato quinto posto.

Vince dove altri lo davano per fallito grazie a una canzone che riflette molto sull’importanza di amarsi, di sentirsi accettato e di credere un po’ di più in se stessi, tanto da riuscirsi a farsi strada in quella baracconta dell’Eurovion che premia sempre l’estrosità più estrema. Rispetto allo scorso anno che Angelina Mango, nonostante fosse la favorita, è arriva solo settima, il quinto posto di Lucio Corsi è oro colato. 

Lussemburgo e Spagna tra gli artisti che meritavano di più

Ma nonostante questo, ci sono state molte altre canzoni che avrebbero meritato molto di più e non un posto in fondo alla classifica. Come il Lussemburgo, ad esempio, che arriva solo 22esima e la giovane artista ha cantato con garbo l’essere libera da relazioni tossiche e che sminuiscono la donna. Ma meritava di più anche la Spagna con Melody. Con un ritmo incalzante e una coreografia di impatto, l’artista ha cantato il significato di diva e come imporsi in un mondo in cui ci sono tanti fenomeni passeggeri ma brillano a discapito dei tanti talenti (veri) nascosti. Quel 24esimo non è assolutamente giusto né commentabile e non si riesce a comprendere come la Spagna, pur gareggiando con hit che diventano poi inni del pop, non riesce mai a trovare la strada per la vittoria.

Il flop di Gabry Ponte che fa riflettere

La sua canzone è stata il tormentone del Festival di Sanremo. È stata apprezzata da tutti ma è stata anche molto criticata eppure Gabry Ponte si è guadagnato un posto all’Eurovision come rappresentante di San Marino. Certo, una canzone che celebra l’Italia ma che rappresenta un piccolo stato è una scelta che può essere opinabile, eppure, nonostante ciò, la sua “Tutta l’Italia” non è ammissibile che possa arrivare ultima in classifica. Un flop senza precedenti per un dj di grande talento e che, ancora oggi, è uno degli artisti più talentuosi del nostro tempo. Questa sconfitta resta il mistero più grande dell’Eurovision del 2025.