6 Ottobre 2022

L’Italia di Mario Draghi è il “Paese dell’anno”

A concludere un anno già ricco di soddisfazioni per il nostro paese, è l’annuncio dell’Economist, che premia l’Italia con il titolo di ‘Paese dell’anno’. Si tratta di un riconoscimento annuale assegnato dal prestigioso quotidiano economico britannico, che specifica, non prende in considerazione i successi sportivi e musicali avvenuti durante l’anno, come la vittoria degli azzurri agli Europei di calcio, i trionfi alle Olimpiadi e il successo dei Maneskin all’Eurovision.

Qual è dunque la qualità che ci ha portato ad ottenere tale onorificenza? La politica.

Nell’articolo, infatti, è riportato: “non al più grande, al più ricco o al più felice, ma a chi secondo noi è migliorato di più nel 2021 – aggiungendo un punto importante, l’artefice di questa incoronazione è il presidente del Consiglio Mario Draghi, un premier competente e rispettato a livello internazionale“.

Come riporta l’agenzia Adnkronos, in un articolo che cita le parole dell’Economist: “Per una volta – scrive il settimanale – un’ampia maggioranza dei suoi politici ha sepolto le differenze per sostenere un programma di approfondite riforme, il che porterà l’Italia ad avere i fondi che le spettano nel recovery plan dell’Ue”.

Nonostante sia specificato che l’ambito politico abbia giocato un ruolo fondamentale in questo riconoscimento, non sono mancati gli apprezzamenti anche per la strategia messa in atto contro il Covid, volti al tentativo di ripartenza in atto. Il settimanale inglese, infatti, scrive: “Il tasso di vaccinazione contro il Covid in Italia è tra i più alti d’Europa. E dopo un 2020 difficile, la sua economia si sta riprendendo più rapidamente di quelle di Francia o Germania”.

Di fatto, Il 2021 è stato un anno estremamente difficile. Svanita l’illusione di esserne usciti completamente, il covid-19 ha continuato a dilagare, prolungando le misure di emergenza e distanziamento che si sperava stessere raggiungendo il loro epilogo. Tuttavia, mentre le nuove cure, regole, decreti ma soprattutto i vaccini sono stati distribuiti in tutto il mondo, un nuovo pericolo bussa alle porte, prendendo tutti di sorpresa. Le varianti spaventano, in particolare la omicron. In molti paesi le libertà civili e le norme democratiche sono state intaccate. Nonostante ciò, nella decisione dell’Economist ogni paese è stato analizzato, e quel che emerge è un confronto tra l’Italia e i restanti paesi: Il principale leader dell’opposizione russa è stato incarcerato, negli Stati Uniti i sostenitori di Donald Trump hanno preso d’assalto il Campidoglio, la guerra civile ha travolto l’Etiopia e la Birmania.

Il premio, dunque, va all’Italia. Non per la sua squadra di calcio, che questa estate ci ha regalato grandi emozioni, tantomeno per i suoi cantanti che hanno conquistato il palco dell’Eurovision (e continuano a conquistare i palchi del mondo), ma per la politica. Torna sui suoi passi l’Economist, che spesso aveva volto critiche a Silvio Berlusconi, guardando ciò che di positivo la nazione sta facendo rispetto agli anni passati. Infatti, a causa dei precedenti governi, nel 2019 gli italiani erano più poveri di quanto non lo fossero nel 2000. Ma quest’anno le cose sono cambiate.

Un cambiamento che porta il nome di Mario Draghi

Non solo un elogio volto al paese, ma un messaggio per l’attuale presidente del consiglio Mario Draghi.

Quest’anno l’Italia è cambiata – scrive la rivista, sottolineando come larga parte del merito sia proprio di Draghi, descrivendolo come – “un premier competente e rispettato a livello internazionale”.

Insomma, Mario Draghi, secondo l’Economist, sarebbe in grado di mettere insieme una maggioranza forte, capace di farsi sentire in Europa e di ricevere i soldi del recovery plan, tradotti nel Pnrr. Parole di speranza, che dimostrano e sottolineano la fase di ripresa del paese, che oltretutto sarebbe anche tra i Paesi europei con il tasso di vaccinazione più alto. Non solo, sta attraversando un nuovo corso di riforme e ripresa economiche, battendo nettamente sul tempo anche Francia e Germania.

Non solo parole di incoraggiamento

Ed ecco che arriva il famoso lato della medaglia che nessuno vorrebbe mai vedere. L’Economist, dopo aver elogiato il paese, ci tiene però anche a metterlo in guardia riguardo la possibile elezione di Mario Draghi come presidente della Repubblica. Un ruolo che saprebbe sicuramente gestire con impegno, ma che rischierebbe di dare la precedenza a  un ruolo definito “cerimoniale” consentendo la successione a un premier, che secondo la rivista, potrebbe essere “meno competente”. Ovviamente il settimanale non si sbilancia in dichiarazioni più dirette e omette i nomi, ma il riferimento viene colto come diretto a chi ha preceduto l’attuale presidente del Consiglio. Il dato di fatto, comunque, è che “l’Italia di oggi è un posto migliore di quella di dicembre 2020” – conclude l’Economist facendoci gli “auguroni”.

Insomma, un elogio non da poco che non deve però essere un invito a adagiarsi sugli allori. Di fatto, ai danni causati dal Covid ci sono quelli atavici e quelli nuovi (inflazione, caro energia, disoccupazione in aumento, nuovi poveri), inoltre è in corso anche una causa per inazione climatica.

Un anno ricco di soddisfazioni, che però pone ancora di più l’attenzione su punti importanti che non vanno trascurati, ma che ci permette sempre di più di augurarci un futuro più sereno, capitanato da chi riesce, in qualche modo, a portare orgoglio a un paese che dimostra sempre di più di avere tanto da offrire.