Funerali Baresi, a Milano è stato dato l’ultimo saluto alle leggenda rossonera con i compagni che hanno portato la bara. Cosa è successo
I funerali di Franco Baresi hanno confermato l’amore verso la leggenda rossonera. L’affetto nei confronti del cosiddetto Piccinin c’era stato in questi giorni dopo la notizia della morte, ma nessuno si sarebbe mai aspettato un tutto esaurito a quella che è stata l’ultima partita del Capitano. A Milano una piazza Sant’Ambrogio gremita con la curva del Milan che ha deciso di presenziare con cori, striscioni e soprattutto con quell’amore che ha accompagnato l’ex difensore nel corso di tutta la sua vita.
Nessuno oggi voleva lasciare andare Franco. Il popolo ha deciso di abbracciarlo e di adorarlo come se fosse davvero un punto di riferimento che è venuto a mancare. Il numero 6 presente ovunque e quei tremila tifosi che hanno deciso sin dalle prime ore di essere in quella piazza per salutare e omaggiare il proprio capitano. Baresi non era uno qualunque, ma una leggenda. Un punto di riferimento per chi tifa Milan e oggi è stata l’occasione per far conoscere ai giovani chi era veramente Baresi.
Nel corso della carriera l’ex difensore ha deciso di sposare il Milan a prescindere da soldi e opportunità di vittoria. Franco ha voluto quella maglia e quei colori sempre. Una leggenda e una bandiera che purtroppo nel calcio d’oggi non esistono più. E l’affetto dei tifosi è la conferma di come Baresi non è assolutamente morto. Continuerà a vivere nel corso dei prossimi anni nel ricordo di chi lo ha conosciuto, lo ha visto in campo.
A Milano l’ultimo saluto a Franco Baresi
E’ stata una giornata davvero particolare quella a Milano. Da un lato la presenza di molte delegazioni (anche Barcellona e Real Madrid) per omaggiare Franco Baresi. Con tutti che sono stati accolti con gli applausi dei tifosi del Milan. Fra loro anche Marotta, il presidente dell’Inter. Una conferma di come per una volta sono stati messi da parte i colori. E questo è stato proprio la bandiera rossonera ad insegnarcelo quando ha depositato 39 rose in onore dei tifosi juventini morti all’Heysel.
Dall’altra i fischi nei confronti del sindaco Sala e delle alte cariche del Milan come Cardinale e Scaroni. Una sorta di conferma di come ormai l’ambiente è completamente staccato. E la scelta di Ibrahimovic di non aver dedicato un saluto a Baresi allarga ancora di più la frattura. Un qualcosa che sicuramente a Franco fa male, ma in questo momento, come detto in precedenza, si sta vivendo un calcio differente.
La bara portata dai compagni di squadra
Franco era amato da tutti, era un punto di riferimento per quel Milan. E quando un calciatore come Van Basten ha preso in consegna la bara è la conferma di come la leggenda rossonera ha scritto pagine di storia e, soprattutto, è stato non solo un compagno di squadra, ma un capitano. Insieme all’olandese Massaro, Donadoni, Albertini, Costacurta, Ambrosini, Simone, Evani e Virdis hanno scelto di accompagnare il Piccinin in questo ultimo viaggio.
Che poi non è stato un viaggio, ma una partita che Baresi ha vinto ancora una volta. Portare in quella piazza oltre tremila persone e, soprattutto, le delegazioni di club stranieri è la conferma di come Franco era amato da tutti e siamo certi che la sua morte è solo terrena. La memoria del Piccinin sarà ricordata nel corso degli anni e, soprattutto, speriamo che si possa ritornare finalmente a quel calcio che ha visto la leggenda rossonera giocare.
Era un mondo in cui i soldi facevano solamente da contorno e l’amore verso la maglia e i colori di quel club era il protagonista principale. Inutile dire che Baresi ha avuto diverse occasioni per lasciare il Milan ed iniziare una nuova esperienza magari con la possibilità anche di vincere il Pallone d’Oro. Ma per lui c’è stato solo ed esclusivamente la squadra rossonera e l’amore di oggi è la conferma di come la scelta è stata giusta.
Baresi e il ricordo fra campionato e Nazionale
I momenti di ricordare e omaggiare Franco Baresi non sono assolutamente finiti. La leggenda del Milan è stato un vero punto di riferimento in generale e la prima giornata di campionato sarà l’occasione per manifestare ancora di più l’amore nei confronti dell’ex difensore.
Gli occhi saranno puntati sul Milan, ma anche sugli altri campi. Siamo certi che non mancheranno gli striscioni e i momenti di ricordo di Franco perché, come raccontato in precedenza, non parliamo di un giocatore qualsiasi, ma di un calciatore apprezzato da tutti. E siamo certi che anche nella prima della Nazionale di Roberto Mancini ci sarà l’opportunità di omaggiarlo. Ora la certezza è una sola: Franco non c’è più, ma quanto fatto sarà ricordato nel prossimo futuro da grandi e piccoli.