Un possibile ritorno in tv di Desperate Housewives? Ecco perché potrebbe essere una scelta sbagliata

Le ultime notizie riportano di una nuova serie tv legata al mito (ancora vivente) di Desperate Housewives. Al netto di qualsiasi entusiasmo, il progetto non sarà né un sequel né un reboot. Sarà una storia tutta nuova ambientata nel celebre quartiere di Wisteria Lane. Lo show come potrebbe funzionare senza le sue iconiche protagoniste?

Da tempo si è parlato di un reunion e di nuovi episodi della celebre serie tv andata in onda in America dal 2004 al 2012. Eppure, fino a questo momento, non si era mai ipotizzato di tornare a Wisteria Lane. Non si era mai immaginato di raccontare ancora una volta intrighi, misteri e molto altro senza le 4 iconiche Desperate Housewives. Ma le notizie che sono arrivate dall’America riportano di un’idea che non è stata tanto apprezzata dai puristi della serie tv. Infatti, come ha rivelato l’autorevole Deadline, da parte della Disney ci sarebbe l’ipotesi di raccontare nuove storie all’interno del quartiere di Farview. L’intenzione è quella di proporre al pubblico una nuova “generazione” di donne. Donne sposate e lavoratrici che si muovono in un mondo sempre più complesso e sempre più complicato.

Quindi, né Susan, né Bree, né Lynette e né Gabrielle sono state prese in considerazione. In pratica, la nuova serie tv condividerà con Desperate Housewives il nome, il quartiere e nulla più. Nel progetto pare che non sia stato coinvolto neanche Marc Cherry (il creatore della serie originale). Nessun altro della crew storica è stato coinvolto. E quindi, cosa resta? Se il progetto diventerà realtà (cosa molto improbabile al momento), delle avventure sarcastiche e coinvolgenti delle 4 quattro casalinghe disperate non resterà altro che un lontano ricordo. Perché, invece di riportare in auge marchi che hanno fatto storia, non si pensa a qualcosa di nuovo?

Cosa ha significato per la tv essere una Desperate Housewives

Come molte delle serie tv che sono andate in onda a inizio degli anni 2000, anche Desperate Housewives ha rappresentato un momento di grande espansione per il mercato televisivo. Era il 2004 quando è andato in onda il primo episodio. Mai fino a quel momento la tv gratuita aveva avuto il coraggio (e l’ardire) di raccontare la vita di un gruppo di donne in un sobborgo americano. Ancora travolti dallo shock culturale di Sex and the City. Quando sono arrivate in tv le quattro donne belle e mancipate di Desperate Housewives si intuisce quanto sia grande e influente il mondo femminile. Si capisce quanto sia profondo quel mondo pieno di contraddizioni.

Il successo è stato fulminante e si è protratto nel tempo. Tanto è vero che la serie tv ha segnato un vero e proprio punto di svolta per la rappresentazione delle donne nel piccolo schermo. Da lì in poi, consci del suo potenziale, ci sono stati diversi cloni. Tuttavia, non hanno mai avuto l’appeal dell’originale. E questo fa intuire quanto sia stata importante una serie del genere per la cultura pop di oggi.

Un cult senza tempo che non ha bisogno di essere replicato

Oggi, tutti gli episodi sono disponibili su Disney+ e nonostante la serie sia finita da più di 13 anni continua a macinare un consenso dopo l’altro. Simbolo di quanto sia attuale. Infatti, ciò che rende Desperate Housewives così unica nel suo genere, e impossibile da replicare, è il fatto di essere una serie intelligente e che riflette – con garbo – su problemi universali. Questi problemi da sempre hanno animato il dibattito sociale. Non è solo un drama al femminile che si confonde con i toni di una soap-opera. È anche (soprattutto) un racconto ironico e senza freni che riflette sul mondo degli adulti e su chi vive nei sobborghi.

Lì, dove il prato è sempre bello e pulito, lì dove le case hanno tutte lo steccato bianco e curato, si nasconde una sorta di sub-universo. Qui, niente è ciò che sembra. Raccontare il mondo che stiamo vivendo è sempre un’impresa ardua. La nuova possibile serie tv potrebbe non risultare appetibile proprio perché i tempi sono cambiati. Quello che prima poteva risultare originale oggi sarebbe vittima del politicamente corretto.

Dopo le casalinghe ci sono state le colf “ambigue”

E poi c’è da aggiungere: una sorta di sequel già è stato realizzato. Nel 2013, dallo stesso autore di Desperate Housewives, è nato un’appendice alla sua celebre serie. Brillante e decisamente fuori dagli schemi. L’attenzione si è spostata su 4 donne emigrate in America che lavorano tra i ricchi di Beverly Hills. In un racconto sui generis ma di forte impatto. Andata avanti per 4 stagioni, le Devious Maids (questo è il titolo) è disponibile su Disney+.