Un esperimento che è convincente fin dal primo episodio. Su Rai Uno è in onda la versione americana di Doc che, pur cambiando paese, cast e intensità delle storie, conserva tutto il meglio dell’omonima serie tv italiana con Luca Argentero. Per una volta, fa da apripista a un ottimo remake che ha conquistato il pubblico americano (e non solo). Un tale successo ha convinto la FOX America a rinnovare lo show per una seconda stagione.
Succede di rado che una serie italiana possa essere fonte d’ispirazione per un remake americano. Di solito, proprio l’Italia attinge alla tradizione americana (e non solo) per adattare, secondo i nostri prismi, prodotti che hanno trovato successo in altri paesi. Quello che è successo con Doc ha dell’incredibile. Era il 2020 quando su Rai Uno è arrivato il primo episodio della fiction con Luca Argentero e, al netto di qualsiasi aspettativa, il successo è stato istantaneo. Sfruttando i meccanismi più classici di un medical drama, la serie ha raccontato la sanità italiana con i suoi corsi e ricorsi. Ha anche mostrato storie umane, vere e sincere. Doc ha totalizzato numeri da capogiro e, nel mentre in Italia si pensa a una stagione 4 che dovrebbe arrivare in tv nel 2026, in America è stato prodotto il suo remake.
In onda su FOX in tarda primavera, la serie ha macinato un consenso dopo l’altro. Tanto è vero che, dopo una manciata di episodi, è stata già confermata per un’altra stagione. Questa dovrebbe partire il prossimo mese di settembre. Per celebrare questo sodalizio televisivo tra America e Italia, la nuova versione di Doc è arrivata su Rai Uno dal 20 maggio. Per il momento, i primi due episodi hanno convinto non solo i fan della fiction ma anche il pubblico che, di per sé, apprezza i racconti a sfondo medico. Il motivo è semplice: la serie è convincente sia nel ritmo che nelle relazioni tra i personaggi. Inoltre, riprende i temi dell’originale adattandoli a un nuovo tipo di narrazione senza perdere la sua identità.
Il remake di Doc: di cosa parla la serie tv
La versione americana, intitolata semplicemente Doc, segue la storia della dottoressa Amy Larsen, interpretata da Molly Parker. Amy è il primario di medicina interna al Westside Hospital di Minneapolis. Dopo un grave incidente automobilistico, subisce una lesione cerebrale che le cancella gli ultimi otto anni della sua vita. Al risveglio, scopre di essere divorziata, con una figlia ormai adolescente e con relazioni personali e professionali profondamente cambiate.
Determinata a ricostruire la sua vita, Amy affronta le sfide di un mondo che le è diventato estraneo. Cerca di ritrovare se stessa sia come medico che come madre. Rispetto alla versione italiana, che si spinge verso una narrazione più casareccia e con personaggi fuori dagli schemi, l’adattamento americano è più simile a un classico dramma medico. Mantiene tutti i suoi più classici clichè, senza dimenticare i casi medici forti e potenti. E, nonostante la scelta di affidare la narrazione a un personaggio femminile, Doc non ha perso la sua potenza visiva.
Un adattamento che funziona
Può essere anche una serie facile da replicare. Dopotutto Doc non è un prodotto complesso e stratificato, eppure c’era il rischio di portare in tv qualcosa di fallace e poco profondo. La versione americana è riuscita a cogliere l’essenza stessa di quella italiana. Ha realizzato un prodotto intenso, profondo e per nulla convenzionale. Anzi, il fatto di aver colto gli stilemi più particolari della fiction Rai e di averli adattati a un pubblico molto diverso è stata la sfida più importante da vincere.
Di certo non ci si trova di fronte a una serie all’avanguardia. Doc resta comunque un dramma medico che, però, ha trovato il modo di imporsi nel panorama televisivo. Ha fatto questo grazie a un racconto semplice ma coeso, intenso e attuale. È coinvolgente ma ben lontano dai meccanismi di una soap-opera. E in una realtà televisiva poco aderente e in cui c’è dispersione di prodotti, una serie come Doc vince una battaglia che si credeva persa in partenza.
Doc che riflette sull’importanza delle relazioni umane
Non è solo la classica fiction medica ma in Doc a vincere sono i personaggi, sia i protagonisti che quelli di contorno. Alle prese con una vita che chiede sempre di più, diviso tra lavoro e problemi personali, la serie tv affronta l’importanza dei rapporti umani tra colleghi e pazienti. Affronta l’importanza delle relazioni amicali e di amore. E lo fa con uno sguardo molto melanconico ma forte e potente, tanto è vero che la narrazione è molto vivace. Bilancia alla perfezione le due anime dello show.
