Calcio: Guardiola, ‘quando finirà esperienza con il City mi fermerò’.

“La mia carriera da giocatore di calcio è finita quando la mia testa ha detto basta. Avrei potuto continuare, ma la mia testa ha deciso: sono stanco, non ce la faccio più. Credo di essere riuscito a fermarmi al momento giusto. Lo stesso è successo con il mio lavoro di allenatore al Barcellona, con il calcio di Guardiola, è arrivato un momento in cui ho detto stop, basta così. Cercherò un’altra sfida. Quando vuoi forzare troppo, le cose non funzionano più. Ma è stato il cervello, non tanto i muscoli, o le ginocchia o i piedi a decidere”. Queste le riflessioni sul calcio di Guardiola, tecnico del Manchester City, in una intervista a GQ.

“Quanti anni di vita toglie una stagione in un club come il Manchester City? Molti. Le pressioni sono tante. E quando le cose vanno male, le notti diventano più lunghe, la quotidianità più pesante. Nel calcio di Guardiola, il lavoro dell’allenatore non si ferma mai. È un impegno costante, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Altrimenti, non reggi. Hai bisogno di persone intorno che ti aiutino a dare il giusto peso alle cose, a relativizzare. Perché trovare una stabilità, quando vivi tra picchi altissimi e momenti bassi, è fondamentale. Un amico, che mi ha capito più di tanti altri, una volta mi ha detto: “Tu hai tre stati d’animo: sei euforico, depresso, o completamente assente”. E in fondo è vero. Il mio obiettivo, ogni giorno, è cercare di stare in equilibrio tra questi tre”, ha spiegato Guardiola.

“Fino a che età mi vedo allenare? Non lo so. Non ho un piano preciso per il calcio di Guardiola, né posso dire con certezza cosa farò dopo. Una cosa è chiara: quando finirà questa esperienza con il City, mi fermerò. È deciso, anzi più che deciso. Per quanto tempo? Un anno, due, dieci? Non ho risposta.

So che ho bisogno di staccare, prendermi del tempo per me stesso, ascoltare il mio corpo e semplicemente… “badar”. In catalano significa lasciarsi andare, prendersi il lusso di osservare il mondo”, ha aggiunto il tecnico catalano. “Mio nonno diceva che le mucche guardano il treno che passa e io ora voglio essere proprio così. Fermarmi, contemplare, lasciar andare. La vita mi ha già portato sorprese incredibili: allenare in Germania e in Inghilterra, arrivare al Barcellona, sia come giocatore sia come allenatore nel calcio di Guardiola… cose che non avrei mai immaginato. Pensiamo sempre di avere il controllo, ma poi arriva qualcosa che ci mette di fronte a una scelta. E lì capisci che non tutto dipende da te.

Perciò, adesso, il mio piano è chiaro: fermarmi. E poi, vedremo. Tornare un giorno al Barcellona? È finita. È finita per sempre. È stata molto bella, ma è finita. Come presidente? Noooo! Non sono fatto per questo”.