Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza si aggrava ulteriormente a seguito di un raid israeliano che ha colpito il complesso ospedaliero Nasser, situato a Khan Younis. Secondo i media locali, l’attacco, avvenuto all’alba, ha causato la morte di 15 persone. Tra queste vi era un gruppo di giornalisti che si trovavano sul posto.
Il Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, ha confermato che l’attacco ha preso di mira il principale ospedale del sud della Striscia.
Tra le vittime civili, il decesso di quattro reporter ha suscitato particolare clamore e condanna. Le agenzie di stampa e le emittenti per cui lavoravano le vittime – tra cui Reuters, NBC, Al Jazeera e Associated Press – hanno identificato i loro collaboratori. Hanno aggiunto i loro nomi alla lunga lista di professionisti dei media uccisi in questo conflitto.
Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco all’ospedale Nasser sarebbe stato condotto con l’utilizzo di un drone. L’esercito israeliano (IDF) non ha ancora fornito una dichiarazione ufficiale in merito all’accaduto.
L’attacco a una struttura sanitaria, che secondo il diritto internazionale umanitario gode di una protezione speciale, solleva nuovamente interrogativi e preoccupazioni sulla condotta del conflitto.
Già in passato, l’ospedale Nasser e altre strutture mediche a Gaza sono state oggetto di raid. L’IDF ha spesso giustificato le azioni sostenendo la presenza di obiettivi militari o di combattenti di Hamas all’interno o nelle immediate vicinanze delle strutture.
Il raid odierno si inserisce in un contesto di violenza in escalation nella regione. Dall’alba di oggi, si contano già almeno 23 vittime complessive a Gaza, a causa dei continui raid aerei e terrestri. La situazione umanitaria, già disastrosa, è destinata a peggiorare ulteriormente. Con un sistema sanitario al collasso, la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto.
L’ufficio stampa del governo di Gaza ha rilasciato una dichiarazione, affermando che il numero di giornalisti uccisi dall’inizio del conflitto è salito a 244. La nota ha inoltre esortato la comunità internazionale a “ritenere l’occupazione israeliana, l’amministrazione americana e i paesi che hanno partecipato al crimine di genocidio, pienamente responsabili” per tali crimini.
L’attacco all’ospedale Nasser evidenzia ancora una volta la drammatica crisi che attanaglia la Striscia. Sottolinea la necessità di un cessate il fuoco immediato per porre fine alla sofferenza dei civili e permettere l’arrivo degli aiuti umanitari.