Filo Tabù, libertà di parlare, coraggio di svelare. Intervista a Valeria Genova

Ci sono tabù che condizionano inevitabilmente la qualità della nostra esistenza.  Acquisire consapevolezza su ciò e soprattutto dare voce ad essi per analizzarli sotto inedite prospettive è un atto di coraggio e maturità per un’evoluzione concreta e sana.

Abbattere questi tabù e consolidare un dialogo autentico su questi schemi mentali rigidi il cui abbattimento fa la differenza. Questo vuole creare una società libera e consapevole. È uno degli obiettivi di FiloTabù, un progetto creativo degno di nota.  Nato da pochi mesi, Filotabù sta riscuotendo tanto interesse e un inaspettato successo.

Nasce dalla passione di Valeria Genova, filosofa, scrittrice e counselor nei confronti della filosofia. È legata anche al mondo della scrittura a 360 gradi. È un’anima curiosa e sognatrice che crede nel potere delle parole e della community. Questi elementi possono portare cambiamento e svelare temi che non vanno taciuti assolutamente ma espressi in piena libertà e autenticità.

Filo Tabù diventa un mezzo creativo per esprimere tematiche e raccontare storie che meritano attenzione. Queste storie possono diventare testimonianze di esperienze che fanno la differenza. Esse illuminano, ispirano e incoraggiano le persone a prendere atto di quanto sia importante vivere in maniera autentica e con filosofia. Così si abbattono stigma, stereotipi e mura che si cibano di ipocrisia e falsità.

Di questo progetto creativo ci parla nel dettaglio la founder Valeria Genova in questa intervista che trasuda passione ed empatia pura.

Valeria, partiamo dalle origini, come e quando nasce l’idea di creare questo
progetto?

FiloTabù nasce dalla passione e dalla necessità. Dalla passione per la
filosofia che mi accompagna da sempre, materia in cui mi sono laureata,
e per la scrittura, lo strumento per me più naturale per raccontarmi e
raccontare; e dalla necessità di affrontare temi delicati, complessi,
spesso taciuti.


Come il mondo della filosofia si concilia  e crea una connessione con
quello del superamento dei tabù?

La filosofia è amore per il sapere e il sapere nasce dalla meraviglia,
dallo stupore. Nella società odierna non esiste strumento migliore per
scandagliare una realtà tanto complessa come la nostra attuale, perché
la filosofia ti permette di scavare senza giudizio, ti fa dubitare e per
questo continuare a cercare la verità, ti fa porre molte domande e la
curiosità è il primo veicolo per la conoscenza reale. Ecco perché
ritengo che la filosofia sia lo strumento ideale per svelare tabù
radicati nella nostra società e, attraverso il loro svelamento, si può
tentare il superamento degli stessi. Una volta che una realtà taciuta
viene a galla e viene condivisa e “urlata” con gli altri, il suo
superamento viene quasi spontaneo e naturale, perché non si può più
nascondere sotto al tappeto.


Secondo te perché i tabù resistono ancora nel tempo nonostante al
giorno d’oggi grazie alle nuove tecnologie si possono avere più notizie
a disposizione al riguardo?

I tabù non sono tali perché mancano i mezzi di comunicazione. I tabù
sono tali perché vengono taciuti o “semi-taciuti”. Pensiamo all’aborto:
un diritto delle donne che, però, se praticato, viene taciuto come
qualcosa di cui vergognarsi; o le scelte sessuali: “mi piace il sadomaso
ma non lo dico perché vengo sicuramente giudicato”; o le guerre nel
mondo (pensiamo al genocidio che sta accadendo oggi) “se non se ne parla
non esistono (o esistono meno)”. I tabù sono generati da vergogna, da
sensi di colpa, da interessi, dal giudizio, dalla volontà di mantenere
una certa forma di ignoranza nelle persone, sono tutti quei cliché che,
in qualche modo, ci tolgono una bella fetta di libertà, quella libertà
di scelta e di vivere la vita senza paura di essere giudicati ed
eliminano anche il nostro diritto di conoscere i fatti lasciandoci senza
il potere di intervenire moralmente ed eticamente negli stessi.


Qual è il ruolo della consapevolezza nel superamento dei tabù e degli
stigma?

È tutto.
La consapevolezza è l’unico modo per generare conoscenza di quegli
argomenti taciuti e dunque l’unica possibilità per cercare di superare i
tabù.
Quando si è consapevoli di qualcosa non si può più tacere e se a non
tacere sono più persone non ci si può più girare dall’altra parte
facendo finta di non sentire la loro voce.


Quanto è importante creare una community in questa missione?
Per me è fondamentale perché credo nel potere dell’insieme. Del coro di
voci.
Per questo con FiloTabù voglio e cerco di raccontare storie difficili di
cui si sente parlare troppo poco, affinché ci si possa riconoscere o si
possa conoscere quella realtà taciuta. Con il progetto diamo voce agli
orfani dei femminicidi, di cui si parla pochissimo, alle donne vittime
di violenze perché non si deve mai tacere la violenza, a persone che
raccontano la loro depressione senza vergogna ma con consapevolezza, a
chi ha scelto una vita sessuale che esce dai canoni tradizionali senza
paura di essere giudicato, a chi vive la geopolitica e può far luce con
cognizione di causa su genocidi, guerre che stanno distruggendo interi
territori e molti altri. Questa community così eterogenea è, secondo me
e spero per tutti,  fonte d’ispirazione perché ci sbatte in faccia
realtà che coesistono con quella nostra idealizzata (comfort zone) e ci
impedisce di non riflettere su temi assolutamente urgenti e totalmente
necessari per vivere con umanità questa vita senza voltare sempre lo
sguardo verso altrove.


Come i lettori o come in generale  si può partecipare attivamente  a
questo progetto?

FiloTabù è uno spazio dove chiunque può raccontare la propria storia
anche in forma anonima. O si possono proporre interviste a persone che
trattano argomenti utili allo sdoganamento di arcaici cliché.
Organizziamo anche laboratori per bambini (per l’educazione emotiva, lo
sviluppo del linguaggio quindi del pensiero) nelle scuole o in spazi
pubblici, eventi “disconnessi” (senza cellulari). Tanti sono i modi per
proporsi e per presentare idee di sviluppo del progetto. Credo che il
mondo della cultura non abbia confini e quindi nemmeno le possibilità di
diffonderla ne hanno!

Per qualunque proposta basta scrivere a 
redazione@filotabu.it

Progetti futuri…qualche anticipazione…

I progetti sono sempre tanti nella testa, come i sogni.
Al momento FiloTabù è tutto su base volontaria, è appena partito ma sta
già riscontrando un buon successo che sinceramente non mi aspettavo.
Spero che questo interesse aumenti sempre di più per poter dare vita ad
una vera e propria associazione culturale, primo importante obiettivo
concreto.
I progetti immediati sono, invece, l’espansione della community
editorialista perché più voci fanno la differenza, la realizzazione dei
laboratori per i bambini per l’educazione emotiva e lo sviluppo del
linguaggio attraverso la filosofia nelle scuole e/o in spazi pubblici
(partire dai bambini per generare consapevolezza); inoltre ho in
calendario la presentazione di un libro molto forte e potente, una
storia che colpì tantissimo tra gli anni ‘70 e ‘80 e di cui parlerò a
breve nel sito e poi c’è il Sogno, quello con la S maiuscola: la
realizzazione di un TabùFestival, una rassegna culturale in presenza con
incontri, eventi, laboratori di tre giorni in cui affrontare tutte le
tematiche silenti della nostra società.

Sono una “sognatrice compulsiva” ma ci credo, credo nella forza e
potenza delle parole, credo nel “fare cultura” e credo nella scomodità
perché solo quando si è scomodi si può avere la spinta per riconoscere
la scomodità e trasformarla in comfort zone.