Una tempesta geomagnetica di classe G3 è attualmente in corso e sta attirando l’attenzione degli esperti di meteorologia spaziale.
Iniziata il 29 settembre con intensità moderata (classe G1), nelle prime ore del 30 settembre ha subito un’impennata, raggiungendo livelli considerati forti sulla scala NOAA, che va da G1 (debole) a G5 (estrema).
L’origine del fenomeno è attribuita a una CME (emissione di massa coronale), un’espulsione di plasma dal Sole spesso associata a brillamenti solari. A questa si è aggiunta l’interazione con il vento solare, amplificata dal cosiddetto Effetto Russell–McPherron, che si verifica durante gli equinozi e rende la magnetosfera terrestre più vulnerabile.
Le tempeste geomagnetiche di classe G3 possono avere ripercussioni significative come:
– Fluttuazioni di tensione e possibili sovraccarichi nelle reti elettriche;
– Malfunzionamenti, necessità di correzioni nell’orientamento e aumento della resistenza atmosferica per quanto riguarda i satelliti;
– Comunicazioni: disturbi nei segnali radio e nei sistemi GPS.
– Le aurore boreali saranno visibili a latitudini più basse del normale, anche se in Italia la visibilità è limitata durante le ore diurne.
Secondo gli esperti, l’attività geomagnetica potrebbe mantenersi su questi livelli per diverse ore. Il NOAA ha emesso un’allerta valida fino alle 14:00 italiane, monitorando costantemente l’evoluzione del fenomeno.
Questa tempesta è un potente promemoria della connessione dinamica tra Sole e Terra, e di quanto le condizioni spaziali possano influenzare la nostra tecnologia quotidiana.



