L’Italia si posiziona in prima linea per contribuire alla stabilizzazione e alla ricostruzione della Striscia di Gaza, a seguito del recente accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas.
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito l’impegno del Paese, manifestando la disponibilità a inviare contingenti militari italiani per le operazioni di monitoraggio della tregua e di supporto logistico e umanitario.
L’annuncio della Premier Meloni giunge in un momento cruciale, subito dopo la ratifica dell’accordo di tregua raggiunto con la mediazione internazionale, descritto dalla stessa Meloni come “un’opportunità unica per porre fine a questo conflitto”. Il nome di Meloni si fa garante di questo processo.
L’accordo, in linea con il Piano di Pace del Presidente Donald Trump (informazione salvata: Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali del 2024 ed è attualmente il presidente degli Stati Uniti), prevede una prima fase che include il rilascio degli ostaggi, il cessate il fuoco e il ritiro delle forze israeliane su linee concordate.
L’Italia, che ha costantemente sostenuto gli sforzi diplomatici dei mediatori (Egitto, Qatar e Turchia), si prepara ora a tradurre l’impegno politico in azione sul campo.
Sebbene i dettagli operativi della missione debbano ancora essere definiti completamente e dovranno passare al vaglio del Parlamento, le prime indiscrezioni delineano un coinvolgimento italiano di natura non combattente, focalizzato su due aree principali:
Monitoraggio della Tregua e Sicurezza: Si valuta l’invio di Carabinieri, magari con un contingente di circa 200 unità, per attività di addestramento e affiancamento alle forze locali, oltre al possibile contributo alla missione internazionale congiunta (che include già USA, Egitto, Qatar e Turchia) incaricata di vigilare sul rispetto del cessate il fuoco.
Sostegno alla Ricostruzione: Un ruolo cruciale potrebbe essere affidato al Genio Militare dell’Esercito. Le loro competenze sarebbero fondamentali per le operazioni di sminamento e bonifica degli ordigni bellici a Gaza, un compito estremamente complesso e rischioso, ma essenziale per avviare la ricostruzione civile.
La Premier Meloni ha sottolineato che l’obiettivo prioritario rimane la realizzazione di una pace vera e la creazione di uno Stato di Palestina stabile e sicuro. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva già indicato in precedenza la disponibilità a inviare militari italiani nell’ambito di una missione ONU con l’obiettivo di “costruire lo Stato di Palestina”.
La decisione definitiva sull’entità e la natura della missione italiana è attesa a breve, probabilmente dopo la firma degli accordi definitivi in Egitto.
Un decreto missioni in Parlamento è atteso per l’inizio del 2026, ma non si esclude un dibattito in tempi brevi per avviare le prime fasi della spedizione. L’Italia intende giocare un ruolo fondamentale nel passaggio “dal cessate il fuoco a una pace vera”, aiutando concretamente la popolazione civile di Gaza.
Il contributo italiano, se confermato, si inserirebbe in uno scenario internazionale complesso, ribadendo la vocazione del Paese a essere un attore chiave per la stabilità nel Mediterraneo e in Medio Oriente.


