Una proposta di legge della Lega, che ha superato il vaglio della Commissione Giustizia del Senato con l’approvazione del centrodestra e si appresta ad arrivare in Aula, mira a rivoluzionare radicalmente la procedura di recupero crediti in Italia.
L’obiettivo è accelerare i tempi e snellire il carico di lavoro dei tribunali. Si prevede di attribuire un potere finora riservato al giudice direttamente agli avvocati dei creditori.
La novità più dirompente riguarda il decreto ingiuntivo. Quest’atto consente ad un creditore di ottenere rapidamente un titolo per riscuotere una somma di denaro e avviare così il pignoramento.
Attualmente, per ottenere un decreto ingiuntivo è necessario depositare un ricorso in tribunale. Dopodiché, si attende l’emissione del provvedimento da parte di un giudice.
La proposta legislativa (nota anche come DDL n. 755), invece, prevede che:
Decreto “a firma d’avvocato”: L’avvocato del creditore, in possesso di un mandato e di prove scritte del credito (es. fatture non pagate), potrà emettere direttamente un atto di ingiunzione di pagamento.
Tempo di Reazione di 40 Giorni: Questo atto verrebbe notificato al debitore. Il debitore avrebbe 40 giorni di tempo per saldare il debito oppure presentare opposizione. Questo darebbe il via a una causa ordinaria in tribunale.
Pignoramento Immediato: Se il debitore non si oppone entro il termine di 40 giorni, l’atto dell’avvocato acquisisce efficacia di titolo esecutivo. Inoltre, ciò consente al creditore di procedere direttamente al pignoramento dei beni (come conti correnti, stipendi, o altri beni mobili/immobili), senza dover passare per l’autorizzazione finale del giudice.La procedura di pignoramento immediato è una parte cruciale di questa riforma del recupero crediti.
Secondo le indicazioni emerse, la procedura accelerata non si applicherebbe ai debiti contratti con le banche. Si manterrebbe per questi la tradizionale via giudiziaria. La proposta iniziale, inoltre, riguardava specificamente crediti di importo non superiore a 10.000 euro. Tuttavia, il testo finale e il suo ambito di applicazione potrebbero essere soggetti a modifiche in Aula.
I promotori della legge, in primis la Lega, sottolineano la necessità di dare un’accelerazione decisiva alla giustizia civile, in particolare nel settore del recupero crediti. I punti chiave a favore sono:
Riduzione dei Tempi: Si stima che l’intervento diretto dell’avvocato potrebbe ridurre i tempi per l’ottenimento di un titolo esecutivo da mesi a poche settimane (si parla di 10-15 giorni).
Decongestionamento: L’eliminazione del passaggio giudiziario per la fase puramente documentale del decreto ingiuntivo sgravarebbe gli uffici giudiziari da un onere procedurale notevole.
Tutele per i Creditori: L’attuale sistema viene definito come “farraginoso e poco funzionale”, penalizzando le imprese e i professionisti. Questi ultimi faticano a recuperare i crediti e avviano il pignoramento, con effetti negativi sull’economia.
Le Critiche e la Tutela del Debitore
La proposta ha sollevato forti perplessità e critiche da parte delle opposizioni e di una parte della magistratura e dell’avvocatura. Questi ultimi temono una lesione della tutela del debitore e del ruolo del giudice.
Il Ruolo del Giudice: La funzione di controllo preventivo sulla validità della prova del credito verrebbe meno. Passerebbe da un organo terzo (il giudice) all’avvocato di parte.
Squilibrio di Potere: Il conferimento di un potere esecutivo (l’emissione del titolo) a una parte processuale (l’avvocato) potrebbe creare uno squilibrio a danno del debitore.
Garanzie: Sebbene il debitore mantenga il diritto di fare opposizione entro 40 giorni, la rapidità della procedura e la minaccia immediata del pignoramento potrebbero mettere sotto pressione i soggetti più deboli.
La fase di opposizione e l’intervento del giudice sarebbero quindi spostati dal momento preventivo a quello eventuale e successivo, solo su iniziativa del debitore. Inoltre, la proposta prevede che l’avvocato sia responsabile della corretta verifica dei presupposti del credito.
Dopo il via libera in Commissione, la palla passa al Senato per la discussione e il voto. L’esito del dibattito parlamentare sarà cruciale. Questo perché sarà determinante capire se questa riforma, così ambiziosa e contestata, diventerà la nuova realtà del recupero crediti in Italia.
La procedura del pignoramento rappresenta un aspetto fondamentale di questo cambiamento legislativo.

