Il segretario alla Difesa americano conferma che il Pentagono è al lavoro per riattivare i test atomici in Nevada, negli USA. Questo avviene seguendo le direttive del presidente Trump. I test negli USA sono stati sospesi dal 1992, rendendo questo sviluppo particolarmente significativo.
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha dichiarato che il Pentagono si sta muovendo velocemente in risposta all’ordine del presidente Donald Trump per la ripresa dei test nucleari.
«È un ordine giusto — ha detto Hegseth — ci stiamo muovendo rapidamente. L’America garantirà di avere l’arsenale nucleare più forte ed efficiente, per mantenere la pace attraverso la forza».
Il segretario ha parlato oggi a Kuala Lumpur. Ha spiegato che il Pentagono lavorerà a stretto contatto con il Dipartimento dell’Energia, che gestisce il sito dei test atomici nel deserto del Nevada. Hegseth ha sottolineato che il presidente Trump è stato “chiaro” nell’affermare che gli Stati Uniti devono mantenere «una deterrenza nucleare credibile» negli USA.
Riprendere i test “è una scelta responsabile”
Secondo Hegseth, «riprendere i test è un modo molto responsabile per garantire questa deterrenza».
Il segretario ha aggiunto che testare le capacità atomiche «rende meno probabile un conflitto nucleare. Sapere cosa si ha a disposizione e poterlo gestire nel modo giusto riduce il rischio di errori e incomprensioni».
Le parole di Hegseth confermano la volontà dell’amministrazione Trump di tornare a una strategia di forza militare preventiva. Questa è sulla scia della dottrina della “pace attraverso la forza” cara a Ronald Reagan.
Una svolta nella politica nucleare americana
Se la decisione venisse attuata, segnerebbe una svolta storica. Gli Stati Uniti non conducono test nucleari dal 1992, quando firmarono una moratoria volontaria. Era in attesa dell’entrata in vigore del Trattato per la messa al bando totale dei test nucleari (CTBT). Gli USA si trovano ora a un bivio cruciale sulla loro politica nucleare.
Fonti interne al Pentagono, citate dal Washington Post, sostengono che i primi esperimenti potrebbero essere subcritici. Cioè, privi di esplosioni nucleari vere e proprie, ma utili a testare i componenti dell’arsenale e la loro efficienza.
L’obiettivo — spiegano gli esperti — sarebbe quello di modernizzare le testate esistenti. Inoltre, dimostrerebbe che gli Stati Uniti restano in grado di reagire a qualsiasi minaccia strategica, in particolare da parte di Russia, Cina e Corea del Nord. La reazione degli USA è quindi osservata con attenzione a livello globale.
Preoccupazioni internazionali
Le dichiarazioni di Hegseth hanno immediatamente suscitato preoccupazione nella comunità internazionale. Diversi governi europei e organizzazioni per il disarmo hanno espresso timori per un possibile indebolimento del Trattato CTBT, che vieta tutte le esplosioni nucleari, anche a scopo di test.
Secondo molti analisti, una ripresa dei test da parte di Washington potrebbe innescare una nuova corsa agli armamenti atomici. Essa potrebbe spingere Mosca e Pechino a riattivare i propri programmi di sperimentazione.
La strategia di deterrenza di Trump
Per l’amministrazione Trump, tuttavia, la mossa è considerata necessaria. L’obiettivo è rafforzare la deterrenza nucleare americana in un contesto geopolitico in rapido cambiamento. Inoltre, invia un messaggio chiaro agli avversari: gli Stati Uniti restano la potenza militare dominante e tecnologicamente più avanzata.
Come ha concluso Hegseth, «la pace non si ottiene con la debolezza, ma con la forza e la consapevolezza di ciò che si è in grado di fare negli USA».
