Etica e medicina camminino insieme, lo studio danese sulla vaccinazione neonatale va tenuta sotto controllo

L’articolo di Enrico Bucci, pubblicato su Il Foglio il 30 dicembre 2025, solleva una dura critica contro uno studio clinico danese riguardante la vaccinazione contro l’epatite B nei neonati.

Il pezzo, intitolato significativamente “Lo studio sulla vaccinazione contro l’epatite B tradisce la funzione stessa della scienza”, si scaglia contro quella che l’autore definisce “una deriva etica e scientifica”.

Il gruppo di ricerca danese al centro della polemica ha pianificato uno studio. Questo studio prevede l’arruolamento di migliaia di neonati. L’obiettivo dichiarato è confrontare gli effetti della somministrazione del vaccino contro l’epatite B in due momenti diversi della prima infanzia.

La critica più feroce di Bucci riguarda l’integrità etica della ricerca. Secondo l’autore, lo studio espone i neonati a rischi evitabili. Non vi è una reale necessità clinica o scientifica che giustifichi tale sperimentazione. Il vaccino contro l’epatite B è considerato uno dei presidi sanitari più sicuri e testati; quindi, metterne in discussione i tempi di somministrazione con un trial di questo tipo, dove l’efficacia è già ampiamente dimostrata, viene visto come un azzardo ingiustificato.

Bucci sostiene che questo studio non risponda a un autentico bisogno di conoscenza (“bisogno scientifico reale”). Sembra piuttosto volto a produrre dati utilizzabili per fini extra-scientifici. Il timore espresso è che la scienza venga trasformata in un mezzo. Questo mezzo potrebbe legittimare programmi politici o ideologici predefiniti, spesso legati a movimenti scettici verso i vaccini. Così, la scienza potrebbe tradire la sua missione originaria di protezione dei più vulnerabili.

L’autore conclude con una riflessione filosofica sul ruolo dello scienziato. Se la scienza smette di basarsi sui fatti e sulla tutela della salute pubblica per piegarsi alla produzione di dati “su ordinazione” o per inseguire dubbi artificialmente creati, smette di essere scienza. Bucci etichetta i responsabili come “cattivi scienziati”. Li accusa di aver trasformato la ricerca in un’arma. Questa arma può minare la fiducia dei cittadini nella medicina preventiva.

Il dibattito è più ampio sulla disinformazione e sull’uso politico della ricerca medica. Per Bucci, difendere la vaccinazione neonatale contro l’epatite B non è solo una questione di salute pubblica. Inoltre, è una battaglia per l’integrità del metodo scientifico stesso.