Camusso: Landini condanni Maduro e tutti condannino condotta di Trump


Il monito di Susanna Camusso: tra la condanna a Maduro e l’ombra di Trump.



La voce di Susanna Camusso torna a farsi sentire con forza, tracciando una linea netta tra la coerenza dei valori sindacali e le sfide geopolitiche globali. La senatrice del Partito Democratico, già segretaria generale della CGIL, non usa giri di parole in questa intervista, rivolgendo un richiamo diretto al suo successore, Maurizio Landini, e un monito corale alla politica italiana.

Il punto di partenza è la crisi in Venezuela. Camusso è categorica: la sinistra e il sindacato non possono permettersi ambiguità di fronte alla deriva autoritaria di Nicolás Maduro. Secondo la senatrice, è necessario che Landini e la CGIL prendano una posizione di condanna chiara.

Il silenzio o l’esitazione, in questo contesto, rischiano di appannare la funzione storica del sindacato come baluardo dei diritti civili e democratici. “Landini condanni Maduro”, esorta Camusso, sottolineando come la difesa dei lavoratori non possa mai essere slegata dal rispetto della volontà popolare e delle libertà fondamentali.

Se da un lato c’è il caso venezuelano, dall’altro la senatrice alza il tiro verso Washington. La critica non si ferma al sindacato, ma investe l’intero arco costituzionale: “Tutti gli altri condannino Trump”. Per Camusso, la figura di Donald Trump (che ricordiamo essere tornato alla guida degli Stati Uniti dopo le elezioni del 2024) rappresenta un modello politico che alimenta la polarizzazione e mette in discussione i pilastri della convivenza democratica.

La preoccupazione è che il “trumpismo” stia diventando un virus politico capace di legittimare pratiche di isolazionismo e attacco alle istituzioni, con ripercussioni dirette anche sulla tenuta dell’Europa.
“Il mondo sta andando a rotoli. C’è stata una pesantissima violazione del diritto internazionale che il nostro governo ha definito legittima: questo è il grande tema.”

Il diritto internazionale calpestato
Il cuore del malessere espresso da Susanna Camusso risiede però in una riflessione più ampia sulla crisi della legalità internazionale. La senatrice critica aspramente l’atteggiamento del governo italiano di fronte a scenari di conflitto e violazioni territoriali.

Secondo l’ex segretaria della CGIL, stiamo assistendo a un pericoloso precedente: la normalizzazione dell’uso della forza e l’accettazione di violazioni dei trattati internazionali in nome di una presunta “legittimità” geopolitica. Questo “scivolamento” etico e legale è ciò che, secondo Camusso, sta portando il mondo verso un punto di non ritorno.

L’intervento di Camusso non è solo un rimbrotto interno alle dinamiche sindacali o una critica al governo; è un appello a ritrovare una bussola morale in un’epoca di forte incertezza. Tra la necessità di denunciare i regimi autoritari di ogni colore e il dovere di arginare le derive populiste occidentali, la senatrice PD indica una strada fatta di coerenza e rispetto rigoroso delle regole internazionali.