La calza della Befana è uno dei momenti più attesi dai bambini. Appesa al camino, alla maniglia della porta o vicino al letto, rappresenta un rito fatto di attesa, sorpresa e magia. Caramelle, cioccolatini, dolci di ogni tipo fanno parte della tradizione e contribuiscono a rendere speciale l’Epifania. Ma, insieme all’entusiasmo, per molti genitori arriva anche una domanda inevitabile: “E i denti?”.
Zuccheri e salute orale nei bambini sono un tema delicato, soprattutto nei primi anni di vita, quando si costruiscono abitudini che accompagneranno il bambino per molto tempo.
Come insegnare bene a gestire zuccheri e uso dello spazzolino ai bambini? Ce lo spiega il dottor Massimiliano Rea,odontoiatra presso il Poliambulatorio medico Odontoiatrico Erresse di Ferrara in questa intervista.
Dottor Rea, i dolci sono davvero un nemico per la salute orale dei più piccoli?
La buona notizia è che non serve proibire tutto o trasformare la Befana in un incubo “anti-dolci”. Serve piuttosto educare, spiegare e accompagnare i bambini a un rapporto sano con zuccheri e igiene orale. Partiamo da un concetto chiave: i dolci non sono il nemico assoluto. Inseriti in un contesto equilibrato, fanno parte della normalità e anche dell’educazione alimentare. Il problema nasce quando il consumo di zuccheri è frequente, distribuito durante tutta la giornata e non accompagnato da una corretta igiene orale. La calza della Befana, di per sé, è un evento occasionale. Il rischio non è il dolce in sé, mail mangiare caramelle continuamente, “a piccoli morsi” durante tutta la giornata; il consumare dolci appiccicosi senza poi lavare i denti e associare il dolce a un premio continuo, senza regole.
È qui che il ruolo degli adulti diventa fondamentale. I denti dei bambini, soprattutto quelli da latte, sono più delicati rispetto a quelli degli adulti. Lo smalto è più sottile e meno resistente agli attacchi degli acidi prodotti dai batteri della bocca.
Cosa succede ai denti quando un bambino mangia zuccheri?
I batteri presenti nella bocca li utilizzano come “nutrimento”. Producono acidi e quest’ultimi attaccano lo smalto. Nel tempo possono comparire le carie.
Più frequentemente avviene questo processo, maggiore è il rischio. Ecco perché la frequenza conta spesso più della quantità- sottolinea l’esperto-. Un errore comune è pensare che basti limitare la quantità totale di dolci. In realtà è molto più utile insegnare ai bambini quando mangiarli.
Ci può dare dei consigli pratici?
Innanzitutto è meglio consumare i dolci dopo i pasti principali, quando la saliva è più abbondante e aiuta a proteggere i denti. Da evitare le caramelle “a lenta dissoluzione” mangiate per ore e da preferire invece in momenti precisi della giornata, invece di continue “scappatelle zuccherate”. Questo approccio non è punitivo, ma educativo: il bambino impara che ci sono momenti giusti per tutto.
Ma se sono denti da latte, serve davvero tutta questa attenzione?
La risposta è sì. L’igiene orale va iniziata fin dalla comparsa del primo dentino. All’inizio bastano una garzina umida, uno spazzolino molto morbido, un gesto semplice, fatto con calma.
I denti da latte hanno un ruolo fondamentale perché permettono una corretta masticazione, guidano l’eruzione dei denti permanenti e influenzano lo sviluppo del linguaggio.
Trascurarli significa creare problemi che possono ripercuotersi nel tempo. Per molti bambini lo spazzolino è vissuto come un obbligo imposto dagli adulti. L’obiettivo dovrebbe essere diverso: trasformarlo in un’abitudine naturale, parte della routine quotidiana.
Come rendere piacevole l’igiene dentale ai più piccoli?
Utile è lavare i denti sempre alla stessa ora e farlo insieme ai genitori, dando il buon esempio. Usare spazzolini colorati o con personaggi amati e spiegare cosa si sta facendo, senza fretta fa la differenza.
Il momento dell’igiene orale non dovrebbe essere una lotta, ma un rituale condiviso.
Anche su questo punto c’è spesso confusione. Nei bambini piccoli è importante usare pochissimo dentifricio, in quantità adeguata all’età. In generale nei più piccoli basta una quantità minima. È importante che il bambino non ingoi grandi quantità di dentifricio. Lo spazzolamento deve essere sempre supervisionato da un adulto.
L’obiettivo non è “fare tanta schiuma”, ma pulire bene i denti. Un errore frequente è pensare che, una volta imparato il gesto, il bambino possa gestire da solo l’igiene orale. In realtà, fino a una certa età, il controllo dell’adulto è fondamentale.
Il bambino può spazzolare i denti, ma l’adulto dovrebbe completare o controllare. È importante verificare che tutte le superfici siano pulite. La costanza conta più della perfezione.
